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Tra articolo e lettera c’è una grande differenza

29 giugno 2010 – Riceviamo questa lettera da Vittorio Turconi, da oltre due anni commissario straordinario della Lega Nord di Arese. Turconi fa riferimento a un’altra lettera comparsa su questo sito il 18 giugno scorso a nome Luigi Mangano (leggi qui).

Sono Vittorio TURCONI, faccio notare al Vostro Direttore Paolo Galvani, che pur ricevendo le scuse, da parte sua e del giornale, riguardanti l’articolo offensivo nei miei confronti, e pubblicato su “Qui Arese” da un tale Luigi Mangano, non è stato dato risalto pubblico di tutto questo. Dove lo stesso con spavalderia, si definisce leghista ma posso assicurare che negli archivi della LEGA NORD questo nominativo non esiste, (chissà se esisterà ad Arese). Come si ha il coraggio di pubblicare articoli offensivi che non hanno nulla a che vedere con la Politica, bisognerebbe sempre per coerenza avere il coraggio di rendere pubbliche le scuse. Voglio solo ricordare che le scuse, oltre che riceverle sulla e-mail mia privata sono state anche rese verbalmente nella sede della Sezione Lega Nord di Arese.

Magari potrei sentirmi rispondere che sono state rese ufficiali in quanto nella sede della Lega erano presenti i Militanti e gli Assessori, ma vorrei precisare che “Qui Arese” lo leggono forse anche altri cittadini che sempre rispettando quello che “Qui Arese” per bocca del suo Direttore sostiene, da informazione, quindi forse sarebbe il caso di darle anche quando si vanno a pubblicare le offese personali. Come del resto ho notato che a riprova di quanto sostengo, è rimasto pubblicato l’articolo, su “Qui Arese” ma sono state tolte le frasi offensive.
Grazie.

Vittorio TURCONI

 

Risponde Paolo Galvani. Egregio signor Turconi, come ho già avuto modo di spiegarle di persona esiste una differenza fondamentale tra un articolo scritto e pubblicato da QuiArese e una lettera che ci giunge da un lettore: del contenuto del primo rispondiamo personalmente, mentre nel caso della seconda risponde ovviamente lo scrivente e noi facciamo solo da tramite. Come può immaginare, le opinioni espresse in una lettera non sempre coincidono con le nostre, ma servono solamente a stimolare il dibattito fra i lettori e più in generale a far riflettere chi ci legge.

Nel caso specifico, la lettera che abbiamo pubblicato conteneva in origine un riferimento personale a Turconi che suonava particolarmente offensivo. Di tale frase non ci siamo accorti in prima battuta, ma solo dopo la segnalazione di Turconi stesso. Per questo abbiamo rimosso immediatamente (questione di minuti) quella parte di lettera dal nostro sito, scusandoci personalmente con una mail privata prima e in un incontro di persona poi. Di norma tutto ciò che sembra ingiurioso viene tagliato dalla redazione prima della pubblicazione, così come dalla pagina di Facebook vengono eliminati (non appena possibile) gli interventi eventualmente contenenti offese personali (cioè non riferite a comportamenti legati alla politica) o turpiloquio. Nel caso specifico la cosa ci è sfuggita e, visto che questa è la specifica richiesta di Turconi non abbiamo difficoltà a rendere pubbliche le scuse.

Nell’incontro avuto con la Lega Nord abbiamo a lungo parlato di questo argomento e in quell’occasione ci è stata duramente contestata la decisione di dare spazio ed evidenza a lettere di quel tenore. Siamo stati accusati anche di scarso controllo perché, a parere della Lega, quello di Luigi Mangano sarebbe un nome inventato e la lettera scritta ad arte per screditare il partito, secondo cui come giornale avremmo il dovere di verificare la reale identità del mittente. Come ho avuto modo di dire chiaramente a Turconi, agli assessori, ai consiglieri e ai militanti presenti, come giornale non possiamo verificare l’identità di chiunque ci scriva. Essendo lettere inviate per posta elettronica, abbiamo come riferimento l’indirizzo del mittente e se per qualche ragione di tipo legale fosse necessario risalire allo scrivente questa informazione verrebbe senz’altro fornita all’autorità giudiziaria. Nessun giornale, nemmeno i grandi quotidiani, possono prendersi la briga di chiedere a un lettore se è proprio lui a scrivere oppure no.

Il nostro compito, in questo caso, è solo quello di dare spazio a pareri e opinioni, anche se non condivisi o non condivisibili. Lo spazio per replicare, come Turconi ben sa, c’è sempre stato e sempre ci sarà. Nel caso specifico, la Lega ha scelto di non rispondere pubblicamente. La lettera in questione, per altro, non era certo tenera nei confronti del partito e di Turconi, ma se entrambi vengono da qualcuno visti in questo modo forse farebbero meglio a chiedersi come mai ciò accade e a rispondere con argomentazioni convincenti, invece di prendersela con QuiArese e con il suo direttore.

Ciò che alla Lega abbiamo detto è che le lettere troveranno sempre spazio sul nostro giornale, lasciando facoltà di replica a chi viene eventualmente tirato in ballo. Ricordo che giudizi anche pesanti in ambito politico sono sempre da mettere nel conto da parte di chi ha scelto, con il suo impegno, di esporsi pubblicamente. Quello che stiamo valutando, invece, è di separare in modo più netto, dal punto di vista grafico, le lettere dei lettori (pubblicate comunque all’interno della rubrica Lettere) dai nostri articoli. Tecnicamente questo richiede uno sforzo rilevante, che comunque compiremo nei prossimi giorni per evitare che opinioni che non ci appartengono possano essere confuse con quelle di QuiArese.

Paolo Galvani