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Centro sportivo: non solo critiche

28 marzo 2011 – Non c’è dubbio che le vicende legate al centro sportivo Davide Ancilotto abbiano suscitato un grosso dibattito anche su QuiArese. E, oltre alle numerose critiche, si fa sentire anche la voce di qualche cittadino che invece apprezza il lavoro svolto dal nuovo gestore. Come l’aresino che ci ha inviato questa lettera

Egr. Direttore,
ho visto che date tanto spazio alle lettere dei vostri lettori e le scrivo per questo. Sono indignato. In uno spazio pubblico, il centro sportivo di Arese, qualcuno finalmente da spazio all’espressione della street art, ai volgarmente chiamati graffittari da noi provinciali italiani e che invece sono artisti come chiunque segua l’arte sa. Sono indignato, in uno spazio pubblico dove da sempre al cancello c’è scritto che è vietato l’accesso alle biciclette, ai motorini e ai cani qualcuno finalmente fa rispettare il divieto e viene additato in modo infamante.

Sono indignato perché si dice che un posto è pulito solo perché non frequentato: ma mi dica, l’erba che prima era alta al ginocchio smette di crescere perché nessuno va al centro o c’è qualcuno che la taglia. Domenica scorsa io ero al centro sportivo della nostra città ARESE è ANCHE MIA e c’erano forse mille persone con una miriade di ragazzini che facevano cose in palestra, mai visto un simile rigoglio ad ARESE che lo ripeto è ANCHE MIA. Vergogna si ma a chi critica per il gusto di farlo contro chi finalmente ha tolto di mezzo i maleducati in motorino che mi impedivano di passeggiare tranquillo e ha dato spazio a quelli che per qualcuno sono GRAFFITTARI e invece sono l’espressione più viva dell’arte contemporanea. Aggiungo che io che abito li vicino finalmente vado al mercato a piedi anche d’inverno passando attraverso il centro grazie al vialetto pavimentato di nuovo e quando mia figlia vede i Murales e il trenino e il dinosauro rimane incantata e sorride. Vergogna ai tristi figuri che odiano la bellezza e la gioia.

Lettera Firmata

 

Il commento della redazione

I commenti all’intervento di Alessandro Chiappini sulla nostra pagina di Facebook, sono stati numerosi, la maggior parte dei quali volti a sottolineare come questa persona sia apparentemente coinvolta in prima persona e in modo molto “attivo” nella gestione del centro sportivo e di alcune delle nuove società che lo utilizzano.

Avendo avuto anche noi questo sospetto ci siamo premurati di contattarlo, con due messaggi di posta elettronica inviati all’indirizzo da cui è arrivata la lettera, chiedendo se si tratti proprio del Chiappini di cui parlano i nostri lettori e proponendogli in questo caso di uscire allo scoperto e di concederci un’intervista. Dopo quasi 48 ore non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

E i nostri sospetti si sono diversificati…

La lettera, pur essendo firmata Alessandro Chiappini, ci è arrivata infatti da un indirizzo mail con nome e cognome diversi. Oltre tutto ci risulta che il Chiappini procuratore di Intese sia di Origgio (e non di Arese) e che non abbia figlie, ma solo figli. Chi ha scritto quelle righe, quindi? Lui stesso affidandole poi a qualcun altro per l’invio? Un nostro concittadino che ha voluto spacciarsi per Chiappini? Chi ci ha scritto potrebbe (e dovrebbe) aiutarci a fare chiarezza. Perché se si cominciano a fare giochini stupidi anche mandando un commento a un giornale siamo proprio messi male…

Se avremo novità in merito vi aggiorneremo tempestivamente. Nel frattempo diamo il beneficio del dubbio alla persona o alle persone coinvolte.

La redazione