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Chi si spaccia per il Comune su FB?

02 agosto 2012 – Riceviamo da Paola Pandolfi una lettera con la segnalazione dell’uso improprio di un profilo Facebook. Battezzato “Arese Comune di”, si propone come se fosse la voce ufficiale del Comune sul noto social network. Oltre all’uso di un profilo personale invece che di una “pagina” (che il comune invece ha e gestisce correttamente), i contenuti riflettono palesemente interessi privati. Ecco la lettera.

Questa mattina sul profilo Facebook “Arese, comune di” è stata copia-incollata la lettera di Ravelli pubblicata su “QuiArese” sui guai della maggioranza  con l’ennesima versione della verità, ovviamente soggettiva, di qualcuno che ne fa parte (nella fattispecie il sindaco). Sarebbe un fatto quanto meno increscioso, se fosse il sito istituzionale. Lascio quindi un mio commento per protestare sull’uso improprio della comunicazione verso i cittadini. Eccolo: “Un Comune dovrebbe dare informazioni utili ai cittadini, tanto per fare esempi pratici: che ne sarà del Centro sportivo? e della scuola media in Col di Lana? Potrei andare avanti così a lungo ma il concetto mi pare abbastanza chiaro. Il Comune non è il portavoce del sindaco, tanto meno la cassa di risonanza dei dissidi interni della maggioranza. Vedere un’istituzione ridotta così fa male ai cittadini che nelle istituzioni continuano, nonostante tutto, ad avere fiducia. Risparmiatecelo!

Dopo quello dei redattori di QuiArese, che sottolineano la scorrettezza dell’aver pubblicato integralmente il loro pezzo con un copia-incolla e non tramite condivisione, come la correttezza del social network vorrebbe, lascio un mio ulteriore commento, che diceva (più o meno, questo non l’avevo copiato): “Siamo alla propaganda da regime totalitario: già, ma voi siete ‘oltre’ la politica“.

Risultato finale, abbastanza ovvio, a conferma di quanto scritto nell’ultimo post: cancellata dalle amicizie ed epurati i commenti. Ma il sito è istituzionale, come vorrebbe far credere con l’esposizione dello stemma del comune? Non credo proprio visto che la pagina Facebook del comune è un’altra. E quindi chi gestisce questo profilo, aperto e registrato come se fosse una persona, e non come pagina Facebook?

Se la pagina non è istituzionale bisognerebbe avvisare i frequentatori del social network (più di 1.200 amici, convinti immagino di essere sulla pagina ufficiale) del fatto che i contenuti non sono affatto comunicazioni tra il Comune e la popolazione, ma che riportano opinioni personali e, alla luce dei fatti, smaccatamente di parte.

Chi si spaccia per il Comune di Arese, carpendo la buona fede degli aresini per veicolare notizia smaccatamente pro-maggioranza? Gli amici del profilo sono forse come il protagonista del film “The Truman Show”, convinti di essere nel reale e invece intrappolati in una bufala virtuale? Intanto suggerirei di segnalare il profilo a Facebook, chi agisce scorrettamente va messo in “braghe di tela”. Di versioni personali della verità ne circolano anche troppe, sarebbe ora di poterla conoscere questa vituperata, millantata e mai rivelata verità.

Paola Pandolfi

 

Ci permettiamo di aggiungere alle considerazioni di Paola Pandolfi il nostro invito a segnalare il comportamento scorretto direttamente a Facebook. Per farlo è sufficiente cercare il profilo Arese Comune Di, scegliere la voce “Segnala/Blocca” che compare selezionando in alto a destra il menu “Messaggio”, e indicare l’opzione “Questo diario finge di rappresentare qualcun altro o è falso” seguita da “Rappresenta un’azienda o un’organizzazione”. Grazie a chi vorrà farlo. Qui trovate la vera pagina ufficiale del “Comune di Arese“.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.