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CSDA: lettera aperta di Augurusa

24 giugno 2011 – Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta sulla questione del Centro Sportivo Davide Ancilotto dell’esponente del PD, e candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2009, Giuseppe Augurusa.

Egregio Direttore,
a distanza di dieci mesi dal conferimento del centro sportivo Davide Ancillotto di Arese ad una società privata, In.te.se., è possibile tracciare con chiarezza un bilancio dell’intera operazione che l’Amministrazione Comunale di Arese ha voluto portare avanti senza indugi e con eccesso di leggerezza (solo per usare un eufemismo). Sorda ai molti inviti da parte dell’opposizione, degli addetti ai lavori, e financo di parti significative della sua stessa maggioranza, la giunta Fornaro si è pervicacemente infilata in un cul de sac, apparentemente senza via d’uscita. Il fallimento dell’operazione è oggi conclamato, non nelle opinioni, bensì nei fatti: in meno di un anno l’Amministrazione per il tramite della foglia di fico della Fondazione (FACS), è riuscita a consentire ad un privato che non si occupa di sport (rinviando ad altra occasione e soprattutto ad altra sede la discussione in corso da tempo sulla liceità del conferimento stesso), di cancellare l’attività calcistica, trasferire ad Arluno la pallavolo, smembrare il basket in mille rivoli, allontanare dal CSDA centinaia di ragazzi in cerca di nuovi luoghi dove esercitare l’attività sportiva, quella stessa che molti di noi hanno avuto il privilegio di poter svolgere nei tanti anni di attività del centro.

In quello stesso centro che è stato per generazioni, insieme all’oratorio, il principale luogo di aggregazione dei giovani e meno giovani della nostra città, il nostro “oratorio laico”, e che oggi è un deserto di 122.000 metri quadri animato solo da estemporanee attività frutto della fantasia dell’imprenditore creativo (straordinaria quella del soft air, bambinoni vestiti da militari che giocano a fare la guerra con tanto di armi, in nome del famoso ruolo educativo dello sport). C’è qualcosa di tristemente simbolico in quei gonfiabili sgonfiati adagiati sul campo da basket da oltre un mese perché non autorizzati, la rappresentazione plastica dell’esito del progetto. Così come significativo è lo scioglimento del consiglio d‘indirizzo della Fondazione stessa a seguito dell’uscita del rappresentante della Lega nord, dopo (sempre dopo!) quella di qualche mese prima dei due rappresentanti del PD. Le ragioni sono fin troppo evidenti e riguardano l’impossibilità dei propri assessori a digerire un testo contrattuale che, assente per mesi, oggi viene utilizzato come una clava dall’imprenditore privato che, mettendo in mora il Comune, pretende ora di normare ciò che per mesi ha dichiarato non necessario (vedi interviste del Cav. Chiappini). Analogamente il Sindaco sembra voler andare nella medesima direzione ma la Lega di lotta e di governo ora lo impedisce. E’ facile intuire la ragione di questo comportamento schizofrenico tra alleati di maggioranza: siglare un accordo oggi è l’unica via per creare le condizioni (ex post), per risolvere un rapporto complesso con In.Te.Se., prendendosi così il tempo necessario per verificare una delle soluzioni che di recente il Sindaco ha annunciato alla stampa e che contemplano, guarda un po’, il possibile avvio di un bando di gare di evidenza pubblica, cioè quello che noi sosteniamo da settembre del 2010 (SIC!).

Per dirla più semplicemente un risarcimento certo è meglio di un contenzioso incerto. Questa logica presenta però alcuni inconvenienti: si tratta sempre i soldi pubblici sacrificati sull’altare della “politica del fare” (confusione), di cui prima o poi qualcuno sarà chiamato a renderne conto, la sottoscrizione di un accordo oggi aprirebbe un potenziale contenzioso al TAR se gli aventi causa riterranno opportuno ricorrervi, l’eventuale riconducibilità giuridica del soggetto gestore (In.Te.Se.) alla compagine sociale del titolare dell’avviso pubblico (FACS), aprirebbe ben altri e più gravi problemi sul fronte della liceità dell’intera operazione. Non si spiega altrimenti la fretta con cui, all’indomani dello scioglimento del consiglio d’indirizzo di FACS, Il Sindaco si è apprestato ad emettere in fretta e furia l’avviso per la nuova nomina dei componenti del nuovo consiglio, conditio sine qua non per approvare un qualsiasi testo contrattuale. La Lega forse dovrebbe decidere che fare su questa vicenda oltre a recitare il poco credibile slogan: “stiamo lavorando per voi”. In tal senso ho particolarmente apprezzato la decisione del PD di non indicare dei propri rappresentanti coerentemente con la decisione di uscire da FACS, lasciando al Sindaco la possibile decisione di integrare nello spazio normalmente occupato dai partiti, dei cittadini con competenze specifiche, interessati a farsi carico del problema lavorando con la politica nell’interesse generale e non di parte e sfuggendo alla solita logica del ricorso all’utile idiota, necessario solo ad alzare la mano a comando su decisioni prese da altri. Così come ho apprezzato la contestuale decisione dei democratici di costituire un gruppo di lavoro di alto profilo per le competenze individuate tra cittadini professionisti, allo scopo di lavorare ad una via d’uscita.

Mi consenta di rivolgere un appello proprio a quei cittadini che hanno a cuore il nostro centro sportivo, per esempio a quei genitori che hanno apposto la propria firma in calce ad una petizione spontanea, diverse centinaia, con l’unico scopo di assicurare ai propri figli l’attività sportiva, la migliore rappresentazione della salute di cui disponiamo. Chiedo a loro se non ritengano utile riappropriarsi anche fisicamente del luogo espropriato da una sciocca manovra di “palazzo”. Se non ritengano utile alla causa ritrovarsi al rientro delle ferie, quando la città si rianima, davanti al CSDA a rimarcare in modo pacifico e magari anche festoso, il valore pubblico della nostra polisportiva. Se è vero, come taluni sostengono, che la società civile è più avanti dei partiti non perda l’occasione di dimostrarlo. Concludo, ringraziandola per lo spazio che riterrà opportuno concedermi, con una nota personale: qualche giorno fa mio figlio, undici anni, mi ha detto che vorrebbe iscriversi al GSO, dopo anni di basket nel CCSA. Ho apprezzato la sua voglia di autonomia esattamente come apprezzo da sempre il ruolo educativo ed insostituibile del gruppo sportivo dell’oratorio (niente guerre da quelle parti!), luogo che frequento volentieri con la mia famiglia. Le confesso tuttavia che una piccola fitta all’altezza dello sterno, l’ho sentita, di quelle che si provano quando pensi di aver perso qualcosa di importante, ma forse, capiterà anche a Lei, è solo il segno degli anni che passano.

Cordiali saluti
Giuseppe Augurusa
(già candidato Sindaco alle elezioni del 2009)