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Delmonte sul consiglio comunale aperto

14 luglio 2011 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del consigliere indipendente Carlo Delmonte in merito al prossimo consiglio comunale straordinario sul Centro Sportivo Davide Ancilotto. La lettera ci è stata inviata ieri, prima che fosse resa nota la notizia della convocazione del consiglio comunale della quale Delmonte non era ancora a conoscenza nel momento in cui scriveva. Alcune sue considerazioni vanno quindi inquadrate in questo contesto temporale.

Caro direttore,
molto verosimilmente nei prossimi giorni la vicenda centro sportivo sarà un tema molto caldo del confronto politico aresino e quindi le trasmetto qui di seguito alcune mie considerazioni sull’argomento. Non so se ciò sarà di qualche interesse per lei o per i suoi lettori, ma l’impegno sociale che ho assunto accettando la carica di consigliere comunale e la sufficiente conoscenza dei fatti, mi induce a comunicarle queste mie note. Come è noto nell’ultima assemblea comunale il gruppo consiliare di opposizione e il sottoscritto hanno fatto richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale Aperto per sollecitare l’amministrazione comunale a un confronto sullo spinoso problema rappresentato dal centro sportivo.

A una settimana dalla scadenza dei termini di convocazione, pur essendo un firmatario della richiesta, non ho ancora ricevuto comunicazioni di sorta da parte degli organi competenti (vedi la premessa ndr). Non mi stupisco di questo atteggiamento poco collaborativo, quasi ostile. Conoscendo gli “amici” di maggioranza l’avevo messo in conto quando ho preso la decisione di uscire dal gruppo consiliare della Lega. E non mi stupisco neppure della scelta della giunta di mantenere un basso profilo sull’argomento ma sono sconcertato dalla condotta di alcuni addetti ai lavori che hanno in buona parte  sposato quel modo di agire. Una vicenda che mio modo di vedere per alcuni aspetti è scandalosa, viene trattata superficialmente, senza approfondimenti o inchieste serie, viene minimizzata dando rilievo alle iniziative estemporanee come l’annuncio dell’individuazione dell’ennesima soluzione miracolosa da parte del sindaco o addirittura si fa apparire una componente della maggioranza, la Lega, come una compagine di ingenui circuìti da spregiudicati avventurieri. Insomma non si scorge la minima critica e, se trascuriamo qualche piccolo spazio concesso agli interventi degli oppositori istituzionali costituiti dagli esponenti del PD, non vengono evidenziate lagnanze, e ce ne sono tante, dei cittadini o di esponenti della società civile.

Ovviamente non ho la presunzione di affermare di possedere la verità assoluta, ma penso che dare corrette informazioni a quanti hanno a cuore le sorti del centro sportivo potrebbe servire a creare un atteggiamento responsabile e creativo per risolvere l’attuale critica situazione. Tralasciando le importanti responsabilità sulla conduzione del centro sportivo dei partiti storicamente al governo del paese, PDL e UDC, vorrei focalizzare l`attenzione sul ruolo della Lega, movimento che mi sta particolarmente a cuore e che avrebbe dovuto essere la novità e la garanzia del buon governo. I recenti articoli /interviste apparsi sui settimanali locali evidenziano un insolito attivismo dei novelli esponenti padani, scatenati in una serie di iniziative tanto plateali quanto incoerenti; eccoli alla caccia di un capro espiatorio individuato in Fondazione Arese Cultura Sport quasi fosse un corpo estraneo e non espressione della maggioranza di cui fanno parte. Obbligano alle dimissioni il loro rappresentante nel consiglio d’indirizzo come se avesse agito per conto proprio mentre tutti sappiamo che ogni passaggio veniva autorizzato dal gruppo dirigente del partito. Per ultimo ecco la richiesta degli atti e documenti; la cosa desta molta preoccupazione, in pratica è l’ammissione del disinteresse sulla vicenda dell’assessore competente che dopo dieci mesi ancora non sa cosa stia succedendo in quella struttura.

Comunque, molto probabilmente anche questo tentativo si potrà archiviare come un’eclatante bel gesto inutile, perché adesso che il consiglio di FACS e il suo Presidente si sono dimessi sarà sempre più difficile accedere alle carte. Insomma, dimostrando una collaudata perizia politica prima costringono l’assessore Braga a dimettersi, uno dei pochi che con rara preveggenza aveva annusato il pasticcio, e poi, occupata la poltrona, si dedicano a tutt’altro che al centro sportivo. Agiscono come un’opposizione, pur restando saldamente ancorati alle loro posizioni. Dov’è la coerenza, dov’è la trasparenza ? Forse annusando l’eventualità di un tracollo della giunta si stanno accingendo alla ricerca del consenso degli elettori. La classica politica del “piede in due scarpe”, si fa finta di ascoltare la gente, ma non si fa nulla per risolvere i problemi. Dove sono le idee, i progetti,  l’interesse per la cosa pubblica e il territorio? Ora, considerando il modesto apporto della compagine leghista, sarebbe il caso che il sindaco e l’amministrazione invece che disperdere le risorse nel tentativo di ostacolare e nascondere ai cittadini il consiglio straordinario, cogliesse l’opportunità spiegando meglio, ad esempio, la nuova sensazionale soluzione pre-annunciata: la gestione “in proprio”. Ma per dare credibilità alla proposta dovrebbe sostenerla con argomentazioni più concrete, dire cosa ne pensa IN.TE.SE e se è d`accordo, quale rapporto economico intercorrerà tra il comune e il gestore e come sarà strutturato FACS che il Sindaco dovrà configurare per svolgere questo impegnativo compito. Insomma dimostrare un maggiore rispetto della volontà degli aresini, per finalmente esprimere, magari in quell’occasione, scelte e decisioni . Se occorre anche dolorose, ma ponderate e supportate da un progetto sostenibile e soprattutto credibile.

Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti
Carlo Delmonte
Consigliere Comunale Arese “Indipendente”