Home Rubriche Lettere

Dico no ai contributi alla stampa

Riceviamo e pubblichiamo una lettera sui contributi che lo Stato elergisce annualmente alla stampa. Si tratta di somme che, formalmente, vanno a coprire parte dei costi legati all’acquisto della carta. Sul fatto che sia giusto o meno che tali contributi esistano si scontrano opinioni ed esigenze diverse. Da un lato in questo modo lo stata afferma di sostenere la pluralità di informazione dall’altro si può obiettare che un’impresa che comunque non è in grado di autosostenersi non ha senso che esista. Noi come parte in causa (e che non ha diritto ad alcun contributo!) ci asteniamo dai commenti, riconoscendo comunque argomentazioni condivisibili in entrambe le posizioni.

Egregio direttore,
nel 2009, una testata locale ha ricevuto contributi pari a euro 229.718,40, come si può vedere al link con i dati del governo (punto 8, pagina 8). Complessivamente, in Italia, i contributi all’editoria ammontano a 150milioni di euro…Nei tempi della Rete, sarebbe possibile garantire la libertà di fare informazione con molte meno risorse. .

 

Il vecchio impero dei Media offre poco e pretende molto: quali giornali hanno parlato dei contributi all’editoria come di sperperi da eliminare? Se mai ne abbiano avuto in passato, queste elargizioni non hanno più senso in piena crisi economica, quando siamo tutti chiamati a fare sacrifici: decine di giornali, di carta, di inchiostro.. Sono inoltre una palese forma di concorrenza sleale contro le testate giornalistiche che non usufruiscono di alcun beneficio, comprese quelle on-line come QuiArese. Cosa si aspetta ad eliminarle? Cosa ne pensano i politici, anche locali?

Aurelio Civalleri
Arese 5 Stelle
www.grilliaresini.it