Home Rubriche Lettere

E se maggioranza silenziosa fosse pro Adp?

20 dicembre 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di un nostro lettore, che sicuramente farà molto discutere, sul tema dell’Accordo di Programma, la cui approvazione, a suo parere, non scontenterebbe necessariamente quella che è la maggioranza silenziosa dei cittadini. Il lettore, pur approvando in larga parte i contenuti dell’Adp, ne evidenzia però anche alcuni aspetti controversi. E critica comunque la scelta del commissario prefettizio Anna Pavone, che ha firmato l’Accordo di Programma invece di demandare la sua ratifica alla prossima amministrazione cittadina che, a breve, verrà regolarmente eletta dagli aresini.

Caro direttore,
Intanto complimenti per il prezioso lavoro che svolgete per noi cittadini di Arese: da quando ci siete voi riusciamo finalmente ad avere un’informazione tempestiva e corretta. Vi scrivo queste righe per darvi il mio contributo come cittadino comune al dibattito sull’Adp. Trovo infatti che i commenti, sia sul vostro sito sia sulla pagina Facebook, siano sempre quelli dei soliti noti, che per posizione ideologica e/o preconcetta o per posizione politica si limitano a ripetere come dischi rotti tesi che mal si conciliano con la realtà dei fatti. Essendo persona riservata e non volendo apparire pubblicamente, pur firmando questa lettera la prego di non pubblicare il mio nome.

Ma veniamo al tema di questa mia nota. Le molti voci critiche che hanno osteggiato questo accordo di programma non hanno mai tenuto in debito conto il fatto che un’alternativa credibile non è mai stata presente. Al di la dei progetti, a volte bellissimi ma senz’altro utopici, la realtà dice che per riqualificare due milioni di metri quadrati servono soldi. Tanti soldi. Nessun altro privato, all’infuori di Brunelli, mi risulta si sia fatto avanti. A livello locale, né gli imprenditori né la politica avrebbero potuto trovare una soluzione diversa. Spostandosi a livello regionale gli interessi erano evidentemente diversi, mentre forse solo il livello nazionale della politica avrebbe potuto smuovere qualcosa. Ma questo purtroppo non è avvenuto.

E allora di che cosa ci lamentiamo? Se non esisteva REALMENTE alcuna alternativa, possiamo davvero ragionevolmente dire che sarebbe stato meglio avere una gigantesca area dismessa e inquinata per tanti, tanti anni ancora a venire?

Il risultato attuale, per quanto non ideale, ha il merito di far fare finalmente un passo avanti nella risoluzione di questo problema. Vanno anche ricordate due cose: l’attuale Adp non riguarda quattrocentomila metri quadrati di terreno che stanno sui territori di Rho e Garbagnate (e quindi richiederanno ulteriori specifici accordi) e che sulla parte oggetto dell’accordo altri più di cinquecentomila metri quadrati rimangono a destinazione produttiva. Quanto all’area residenziale, al momento risulta del tutto teorica, dato che le attuali condizioni di mercato difficilmente permetteranno in tempi brevi di partire con l’edificazione. E questa può ancora essere “governata” dagli enti locali. A chi parla di cementificazione farei invece notare che qui non stiamo parlando di “consumo”, ma di riutilizzo di territorio già consumato (e pure male).

Quanto al “mostro”, il centro commerciale, è vero che non creerà tanti posti di lavoro quanti ne avrebbe creati una del tutto ipotetica struttura produttiva come l’Alfa Romeo, ma chi pensa seriamente che esista oggi un’attività manifatturiera pronta da insediare in quell’area e a garantire molti più posti di lavoro? Chi critica la “qualità” del lavoro in un centro commerciale crede poi davvero che in fabbrica si lavori meglio? La realtà è che i posti di lavoro arriveranno (almeno mille si dice nel piano e viste le dimensioni dell’insediamento sembra una stima credibile) e una bella fetta di questi saranno riservati ai cittadini di Arese. Non mi sembra un risultato disprezzabile… Quanto al commercio locale, guardiamoci bene intorno: le poche decine di negozi di Arese non reggono nemmeno il passo con una “banale” Esselunga. Se oggi esistono ancora è perché c’è una certa tipologia di clientela che li apprezza per la loro vicinanza e/o competenza e non sarà un nuovo centro commerciale a cambiare le cose. E anche se lo fosse, l’interesse generale (mille posti di lavoro) non dovrebbe prevalere sul personale?

Il centro commerciale genererà nuovo traffico? Certo che si! Non si può certo sostenere il contrario, ma se invece ci fosse stata una mega-fabbrica le cose sarebbero state migliori? Migliaia di dipendenti e fornitori non avrebbero creato più traffico di oggi? Certo, avessi potuto decidere io, in un mondo utopico avrei creato semplicemente un enorme parco (quanto ne avremmo bisogno…). Ma non essendo possibile bisogna accettare i compromessi. A chi ha inveito senza costrutto per tutto questo tempo dico: ma non sarebbe stato meglio impiegare quel tempo per ottenere qualche beneficio, magari in termini di verde in più?

Nonostante questi miei pensieri favorevoli all’accordo qualche critica da fare ce l’ho anch’io. Giusto per rimanere nell’ambito del traffico, mi sarebbe piaciuto vedere uno studio serio sull’impatto di questo insediamento, sui flussi di traffico ipotizzati, sull’efficacia della viabilità prevista. Invece mi rimane un enorme punto di domanda e la certezza che solo a cose fatte capiremo quali saranno i punti deboli del progetto. Due parole vorrei spenderle anche sulla famigerata tangenzialina. Quanto tempo ci vorrà perché i cittadini che non volendola a priori e che sono riusciti a farla bocciare si pentano di questa scelta? Qualcuno ha ragionato su quali strade verranno utilizzate per raggiungere l’area? Lainate e Garbagnate hanno risolto in maniera eccellente il loro problema prevedendo un collegamento nord-sud lontano dalle loro aree residenziali e un nuovo casello autostradale meno invasivo (per Lainate) di quello attuale. Arese riuscirà a evitare i flussi provenienti da Milano e Bollate (via autostrada e via Varesina), ma si ritroverà sul viale Gran Paradiso tutti quelli che arrivano dall’area Mazzo/Pero. La tangenzialina lo avrebbe impedito. E cancellando solo la bretellina di collegamento con viale Sempione si sarebbe completamente escluso l’attraversamento di Arese. Anche qui l’interesse di pochi (quelli a cui sarebbe sparito un pezzettino di giardino per far posto alla nuova strada, per altro adiacente all’autostrada e con prevista piantumazione laterale per mitigarne l’impatto) ha prevalso su quello generale.

In tema di trasporto pubblico non riesco a cantare vittoria. Abbiamo ottenuto una navetta gratuita per il centro commerciale e un autobus verso la fermata di Rho-Fiera. Una linea di autobus scomoda, lenta, costosa (aggiungendo il biglietto della metropolitana a 2,55 euro) e che appena sarà verificato che è poco utilizzata verrà prima ridimensionata per poi magari sparire. Se questa è pianificazione del trasporto pubblico siamo messi bene…

Infine il mio parere sulle modalità con cui si è mosso il commissario prefettizio Anna Pavone. Lei è certa di avere fatto il massimo (e il bene) per la città. Molti possono essere d’accordo con lei, ma valutando la situazione generale credo che il suo modo di procedere sia stato una grave mancanza di rispetto per tutti i cittadini. Questo Adp nasce da un governatore regionale uscente, in due comuni su quattro sui quali è stato arbitrariamente riperimetrato, in un comune commissariato: il buon senso urla che sarebbe stato meglio attendere le prossime elezioni amministrative. Mi rendo conto che la prossima primavera potrebbe esserci una forza politica diversa al governo della regione e che quindi tutto potrebbe essere più difficile, ma la democrazia non si può calpestare facendosi scudo di leggi scritte male. È vero che il commissario ha il potere per fare ciò che ha fatto, ma considerata la situazione come cittadino avrei apprezzato un po’ più di rispetto.

Buone feste
Lettera firmata

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese