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Educazione stradale: la lettera di un padre

06 giugno 2011 – Il lettore che ci scrive, che ringraziamo sentitamente per averci voluto inviare questo contributo, ha perso un figlio in un incidente stradale e invita i le istituzioni e i genitori a una seria riflessione sul ruolo che devono avere nell’educazione stradale e non solo dei giovani. Da parte nostra non c’è molto da aggiungere.

Gentilissimi, buona giornata,
ho letto sul Vs. Nr. 23 la lettera del Sig. Simone Lucchini che ha perfettamente ragione e che condivido in toto. Bravo per averla scritta! Non c’è molto da aggiungere, se non che:
. personalmente inorridisco nel leggere ”voce grossa in Comune” da parte dei potenziali ricchi imprenditori, avvocati, politicanti, sciagurati genitori di figli indeucati. Essi, forse, hanno contribuito a far nascere i figli non come atto d’amore supremo tra un Uomo e una Donna, ma come affermazione del loro  ”io” personale, finendo per considerare i figlio ”cose” da gestire il meno possibile perché ”ho altre cose da fare”;
. addirittura ”denuncia i Vigili”
. ma ci rendiamo conto che, se ciò fosse vero, sarebbe l’affermazione del principio di Mafia?
. I tutori dell’ordine devono avere la certezza che, di fronte ai potenziali suddetti comportamenti, l’Amministrazione terrà loro botta ed impedirà sia l’annullamento della sanzione amministrativa, o sequestro e supportarli in caso di eventuali azioni legali. Altrimenti il Mondo è finito!
. Conoscendo personalmente il Sindaco e diversi Suoi assessori, sono certo che Essi sicuramente sono dalla parte della legalità, giustizia e ci tengono tutti   a che le più elementari regole di Educazione Civica e del Codice della Strada vengano rispettate, per una sempre migliore convivenza civile.

Mi suona poi molto strana la giustificazione dei Carabinieri …tengano anche presente, i Signori genitori di quei ”deficienti” (come li definisce il Gent. Sig.Simone), che il comportamento scorretto ed imprudente dei loro figlioli (e figliole perché oggigiorno, con l’occupazione sempre più incessante di spazi da parte delle femminucce anche loro non sono mica prive di colpe) denunciato dal lettore espone quelle ”persone” a gravissimi rischi. Il Bucc è un Padre orfano di figlio, perduto in un incidente stradale e so quindi molto bene cosa si provi quando si riceve quella famosa telefonata ”venga all’ospedale” e non trovare più in vita il primogenito, amorevolmente cresciuto, oggetto di infinite attenzioni, erede del proprio modo di essere, sul quale si erano concentrate le proprie speranze ed i sogni di un sereno futuro insieme, magari con l’aggiunta di qualche cucciolo di persona. Grazie a Dio e sì, nonostante quel terribile calice amaro, lo ringrazio perché il mio figliolo non era ”fuori regola”: Mi venne detto che fu un incidente fai da te che pare non coivolse altri. Che ci fosse un colpevole o no, non lo si saprà mai, ma se ci fosse, io, dopo avere ovviamente informato tutti i miei familiari, l’ho perdonato. Mi permetto quindi, umilmente, di consigliare ai Signori genitori di quei ”deficienti” di riflettere … perché poi, con i sensi di colpa non si vive più.

Alla sera, quando torniamo a casa da quel Castigo di Dio che si chiama lavoro, lasciamo il lavoro stesso fuori dalla porta, parliamo con i nostri figlioli ed insieme andiamo nel box a vedere se il famoso motorino, che dopo tante insistenze siamo stati convinti a regalare, è in regola o no … un vero genitore, poi, di fronte a specifiche domande, guardando negli occhi le proprie creature non farà mica fatica a capire se …e soprattutto non difendiamo i pargoli a oltranza e nonostante tutto. Poi, alla sera, chiudendo la porta, contandoci, saremo lieti di constatare che ci siamo ancora una volta tutti (e non come è capitato a me).
Scusandomi per il disturbo, invio a Voi ed al Sig. Simone Lucchini i miei migliori saluti e, mi raccomando, IN ALTO I CUORI (nonostante tutto).

Giovanangelo Buccelloni detto Bucc