Home Rubriche Lettere

Facs, le perplessità di Seregni

02 settembre 2013 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Massimiliano Seregni, ex assessore della Lega Nord (di cui ora non fa più parte) nella giunta Fornaro, a proposito delle vicende di Fondazione Arese Cultura e Sport (Facs). Ricordiamo che il 22 luglio scorso un ufficiale giudiziario si era presentato alle porte del centro sportivo per procedere al pignoramento di beni della Fondazione (leggi qui), poi concretizzatosi il 26 luglio scorso (leggi qui). Il 6 agosto, infine, il sindaco Michela Palestra aveva fatto il punto sulla situazione (leggi qui).

In merito a Fondazione Arese Cultura e Sport, quello che serve è in primo luogo il coraggio di ammettere che il Comune di Arese (come ente) ha commesso una serie di errori di valutazione dove le responsabilità, ed anche la buona fede, sono da ricercare tra maggioranze, opposizioni, uffici, segretari comunali, consulenti vari, consigli di gestione, consigli di indirizzo e presidenti di Fondazione.

Sono convinto che fino a quando si cercherà di negare l’evidenza nulla potrà essere risolto ed altri errori si sommeranno inesorabilmente a quelli precedenti. E proprio sulla Fondazione, leggendo le dichiarazioni rese dal Sindaco e dagli assessori, credo che la giunta Palestra abbia commesso fin qui dei grossolani errori di valutazione e di merito, dimostrando una superficialità che non prelude a nulla di buono.

In questo documento disponibile liberamente in formato Pdf si cerca di analizzare e chiarire la genesi di Fondazione, si mettono in evidenza le contraddittorie dichiarazioni dell’attuale amministrazione per cercare di fare chiarezza su quanto avvenuto anche nel mese di luglio 2013 nel Centro Sportivo. Una cosa è certa, il sindaco Palestra sapeva dal 3 giugno 2013 della situazione e dei rischi di un titolo esecutivo nelle mani del partecipante a progetto speciale in quanto era stato pienamente informato dai membri dimissionari di Fondazione.

Un’amministrazione che in nome del Comune sostiene di non avere più alcun rapporto con la Fondazione in seguito alla revoca della convenzione che affidava a questa la gestione del centro sportivo comunale. Un’amministrazione che sembra confondere quella Convenzione con lo Statuto della Fondazione. Un’amministrazione che sembra non considerare che Fondazione Arese Cultura Sport rappresenta una fondazione di Partecipazione voluta dal Comune di Arese e non una semplice fondazione tout court; un sindaco che dimentica che a quella carica spetta la nomina della maggioranza dei membri del consiglio di indirizzo e del presidente di Fondazione e che senza quelle nomine la paralisi ed i rischi (non solo per Fondazione) sono evidenti, come confermato da quanto accaduto a partire dal 19 luglio nel centro sportivo comunale con grave danno per Arese.

Un’amministrazione che, nel tentativo di prendere le distanze da Fondazione, dichiara che dalla stessa “non si entra o non si esce”. E questo senza neppure considerare che lo statuto di quella Fondazione (votato in consiglio comunale) prevede espressamente la possibilità di essere nominati suoi partecipanti o suoi membri (entrare) e di “recedere” dalla Fondazione (uscire). Un’amministrazione che sembra ignorare che il Comune è il “fondatore promotore”, “membro della Fondazione” e quindi “dentro alla Fondazione di partecipazione”. Una Fondazione senza “fondi” non in grado neppure di tutelare i suoi diritti innanzi ad un tribunale e di cui l’ultimo bilancio approvato risale al 2009. Del resto, come non rilevare che chi dovrebbe approvare i bilanci è proprio quel consiglio di indirizzo, decaduto da un anno e mezzo, la cui nomina spetta proprio al sindaco?

Un sindaco che non ha la forza e/o la capacità politica di nominare i nuovi vertici di quella Fondazione e che non considera che per l’approvazione del bilancio, per provvedere allo scioglimento dell’Ente o modificare la sede di Fondazione, occorre, da statuto, proprio il voto favorevole dei membri nominati dal sindaco. E di certo, non poteva mancare l’italica abitudine di rimbalzare il problema ad altri enti. Ed ecco che la giunta di Arese tira in ballo la Provincia di Milano invocando un intervento per supplire e rimediare alle mancanze ed a una paralisi derivante proprio dal Comune (nel suo ruolo di promotore fondatore di quella fondazione).

Se si vuole davvero difendere e tutelare i creditori, Fondazione, il Centro sportivo, il Comune e la coerenza di un ente pubblico che non può cancellare atti pubblici, provvedimenti degli uffici, delibere e determine, si consideri seriamente e puntualmente tutta la situazione in quanto il rischio è quello di infilarsi in un pericoloso vicolo cieco.

Massimiliano Seregni

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese