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Il valore del volontariato

01 settembre 2013 – Riceviamo e pubblichiamo questo interessante intervento del nostro lettore Giorgio Fiorini, che invita tutti noi a riflettere sull’importanza del volontariato.

Gentile Direzione di QuiArese, penso che noi tutti dovremmo occuparci di più di “volontariato”: praticarlo, parlarne, cercare di capirne l’importanza per la comunità, per il Paese e per l’emancipazione di un giovane. Siti come QuiArese, e anche quello del Comune, sono media importanti ed efficaci per scriverne ed enfatizzarne il suo valore. Mi permetto pertanto di contribuire con le considerazioni che seguono sul tema “volontariato”. Sono pensieri che ricalcano un mio articolo scritto per il Notiziario dell’Associazione dei Maestri del Lavoro, di cui faccio parte e dove mi impegno sia nel gruppo “Maestri del Lavoro nelle Scuole”, che come aiuto-redattore nel Notiziario del Consolato milanese.

Distinti saluti,
Giorgio Fiorini

Valore del volontariato
Il mondo del volontariato sta vivendo una crisi di “vocazioni”. I volontari sono sempre più uomini e donne con i capelli grigi, pensionati attivi, come noi Maestri del Lavoro. I giovani, alle prese con il problema del lavoro precario non trovano né tempo, né stimoli sufficienti per avvicinarsi all’esercizio fortificante della donazione gratuita del proprio tempo negli ambiti di un servizio civile, che una volta era, in alternativa al servizio militare, una vera palestra di vita per molti giovani. Occorre, in tempi di cambiamento, ripensare al significato anche economico e produttivo di una realtà per ora ancora molto diffusa nel nostro Paese.

Senza i volontari avremmo seri problemi di “sussidiarietà civile” e cadremmo in una situazione drammatica in pochi mesi. Lo sanno bene gli assessori ai servizi sociali dei Comuni italiani.  Anche questo è Pil; anche questo è patrimonio pubblico da salvaguardare.

Su questo tema ci sono due domande importanti, che ci dovremmo porre.

  • C’è un potenziale di autostima positivo nei nostri ragazzi che il terzo settore non riesce a sfruttare: perché?
  • Nel volontariato s’impegnano non solo passione e competenze ma si sviluppano anche conoscenze e abilità di relazione che ritornano utili nella vita: perché questo valore non è colto dai giovani?

Secondo i numeri di una ricerca (Ciessevi promossa dal Comune di Milano), tre studenti su quattro pensano di poter essere valido supporto per chi è in difficoltà, ma il volontariato non è in cima alle loro priorità per il “poco tempo libero” a loro disposizione: studio, sport e svago vengono prima. A questo si aggiunge che di volontariato si parla poco in casa: solo tre ragazzi su dieci ne sentono raccontare dai genitori, mentre sei ne hanno discusso a scuola. Bisognerebbe coinvolgerli maggiormente, parlando con più convinzione e assiduità del “problema-opportunità” legato al volontariato. I giovani hanno bisogno di sentirsi responsabilizzati. Se aiutano gli altri, rafforzano la loro autostima: e questo è un elemento di crescita prezioso, per loro e in generale per la società.

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