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Ioli: “Consiglio il 21? Non è colpa del PD”

15 aprile 2011 – Anche la vicenda della convocazione del consiglio comunale straordinario, previsto per giovedì 21 aprile, sta suscitando un acceso dibattito politico. Ricordiamo che il 5 aprile scorso i consiglieri del PD e l’indipendente Delmonte ne avevano richiesta la convocazione (leggi qui la notizia). In risposta alle considerazioni pubbliche fatte dalla presidente del consiglio comunale Ippolita Papagno, il PD aveva definito la maggioranza “irresponsabile” (leggi qui), costringendo la presidente a una risposta in cui si è definita “strumentalizzata dal PD” (leggi qui). Ora la polemica sembra spostarsi sul fatto che la data scelta per il consiglio coincide con il Giovedì Santo. In proposito ci ha scritto Enrico Ioli, consigliere del PD.

Gentile Direttore di QuiArese,
vorrei intervenire in merito all’articolo Papagno: “Io strumentalizzata dal PD”, da Voi pubblicato dopo la richiesta di un consiglio straordinario da parte del gruppo del Partito Democratico e del consigliere indipendente Delmonte, con all’ordine del giorno una relazione del Sindaco sulle indagini in corso che vedono interessata l’Amministrazione comunale. Proprio oggi abbiamo ricevuto la convocazione ufficiale del consiglio: sarà il 21.4, Giovedì Santo.

Alcune considerazioni:

  • la Guardia di Finanza effettua una perquisizione in municipio il 29 marzo 2011;
  • un assessore riceve un avviso di garanzia per presunta turbativa d’asta e si autosospende dall’incarico;
  • lo stesso giorno il Sindaco, al termine del consiglio comunale, legge uno scarno comunicato circa l’accaduto, informando di essere “parte lesa” e oggetto di “attività estorsiva”;
  • la procura indaga su presunte truffe ai danni dei cittadini clienti della Società Municipale Gas;
  • a norma di regolamento, il Consiglio Comunale deve essere convocato entro 20 giorni da una richiesta motivata e sottoscritta da almeno un quinto dei consiglieri (minimo 4) o dal Sindaco;
  • quest’anno la Pasqua cade il 24 aprile; quindi il Giovedì Santo sarà il 21.

Non ci sopravvaluti, mi creda: nessuno di questi eventi è stato predeterminato dai consiglieri del PD! A fronte dei gravi fatti di cui sopra, ci saremmo aspettati che il Sindaco stesso, senza indugi e senza bisogno della nostra richiesta, convocasse il Consiglio per dare spiegazioni. Noi ci siamo limitati a presentare la richiesta della convocazione, consegnata il 4 aprile; solo il caso ha fatto sì che il termine ultimo per la convocazione cadesse il giorno 24, Pasqua.

Dispiace che la Presidente del Consiglio si sia sentita strumentalizzata; tuttavia la programmazione delle attività consiliari, inclusa la data di convocazione, in ultima analisi spetta a lei e concordo che contemperare gli impegni di venti consiglieri, della Giunta e del Sindaco e farli coincidere con le sere nelle quali l’Auditorium è disponibile, con le scadenze dettate dal regolamento, con le festività del calendario è un compito davvero arduo. Neppure questo, però, viene determinato dal PD.

Ma allora, perché da più parti mi chiedono: “Ma cosa vi viene in mente di convocare un consiglio il Giovedì Santo?”, oppure: “Non verrà nessuno a sentire le spiegazioni del Sindaco, saranno tutti alla Messa in Coena Domini”. Certo, fanno bene, se non fossi consigliere comunale ci sarei andato anch’io, come sempre. Non sarà qualcun altro a strumentalizzare la nostra richiesta di chiarezza, facendo pensare che la data sia stata imposta da noi? Se la Presidente del Consiglio mi convoca per il 21, mio malgrado, non posso mancare.

D’altra parte le questioni all’ordine del giorno sono di grande importanza per i cittadini: per questo mi fermano per strada o mi telefonano, vogliono sapere se è vero che qualcuno li ha truffati, se la gestione delle gare pubbliche del comune è viziata, se il loro sindaco è minacciato, da chi e perché. Come dar loro torto? A chi lo devono chiedere, se non ai loro rappresentanti, al Sindaco? Per questo abbiamo chiesto il consiglio e, se necessario, non andremo in vacanza per Pasqua e salteremo anche le celebrazioni del Giovedì Santo.

Naturalmente, se la Presidente avesse voluto più partecipazione dei cittadini, avrebbe potuto scegliere un altro tra i venti giorni disponibili, che so, il 18 o il 19, quando l’Auditorium è libero… ma chissà quali altri impegni dei consiglieri, più importanti delle celebrazioni religiose! Ci sarà forse chi avrà pensato che ormai i cattolici sono rimasti pochi: se perdono la lavanda dei piedi, poco male (l’importante è avere pulite le mani). Oppure può darsi che per alcuni sia meno imbarazzante parlare con le sedie vuote davanti. Ma, ancora una volta, non stiamo parlando del P.D.

Cordiali saluti

Enrico Ioli
Consigliere comunale del PD