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La Giornata della Memoria dimenticata

30 gennaio 2012 – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un aresino che ha partecipato alla manifestazione organizzata dal Comune di Arese in occasione della Giornata della Memoria, cosa che oltre a lui hanno fatto solo altre nove persone.

Caro direttore,
Con questa lettera non è nelle mie intenzioni mettere in mora nessuno, anche perché non ne ho capacità, autorità, né, tanto meno, diritto, dovendo guardare prima la mia trave piuttosto che la pagliuzza degli altri. Sono un semplice cittadino di Arese che, in questo periodo di crisi, per mantenersi tira la carretta come può e dedica il tempo libero al volontariato, anche nella ricerca di nuovi posti di lavoro per i disoccupati e gli inoccupati, sia pure con scarsi risultati, almeno al momento, ma per lo meno ci provo. Ieri sera, non solo perché ho ricevuto la newsletter del Comune di Arese, o perché l’ho visto scritto nel sito ufficiale e sui manifesti del nostro Comune, ma soprattutto per rispetto a chi subì la più grande ingiustizia che essere umano possa subire (l’annullamento totale della Persona Umana con bestiale e ingiusta detenzione nei campi di sterminio, culminata anche con l’eliminazione fisica dei più) mi sono recato all’Auditorium Aldo Moro per la celebrazione della Giornata della Memoria.

I miei più vivi (e veramente sinceri) complimenti all’Associazione Brianzola ”La Manifattura” per l’altissimo livello delle letture, foto, canti, interpretati tutti con grande maestria da quei quattro o cinque artisti facenti parte del loro gruppo: roba superiore alle aspettative. Li ho già ringraziati ieri sera e volentieri lo faccio ancora tramite vostro perché se lo meritano. E grazie anche all’ufficio cultura del Comune di Arese che li ha scelti. Ma soprattutto si meritano il plauso delle persone perbene perché essi lanciano a tutti messaggi di fratellanza, sulla strada del Bene Comune, non prescindendo dalle nefandezze perpetrate da molti che ci hanno preceduto nel cammino della vita e di superamento degli attuali steccati oggi esistenti che ci fanno tutti essere ancora rinchiusi nei lager dell’egoismo finanziario (che ci ha messo tutti a pani e pesciolini) e politico, dell’apparire e dell’io esaltato attraverso la continua e persistente negazione ostentata del noi. La mia delusione è però stata grande nel vedere che il pubblico presente era composto da solo dieci (10) persone, fra l’altro abbastanza in età, su una popolazione di 20.000 abitanti. Incredibile! Sì, avete letto bene: dieci. Dei politici ed ex amministratori ce n’erano solo quattro dell’Udc; nessuno del Pd, nessun leghista, nessun pidiellino, nessuno delle 5 Stelle di mia conoscenza, insomma, proprio nessuno e me ne domando il perché. Non c’erano nemmeno gli Alpini, che di solito sono sempre presenti!

Le Associazioni Aresine (credo siano quasi 90) forse, non hanno informato i loro soci; l’Uniter, che di soci ne ha non pochi, non ha mandato in giro nessuna circolare, io (che ne sono socio) non l’ho ricevuta. La presenza di qualcuno in più avrebbe rappresentato la testimonianza della volontà della gente comune di uscire dal falso perbenismo moderno oggi imperante nel mondo, dando forza e coraggio a chi vuole mettersi in gioco, esponendosi in prima persona, per il miglioramento dei rapporti di convivenza tra le Religioni ed i Popoli, superando i muri dell’indifferenza e dell’intolleranza. Peccato! Oggi mi sono preso la briga di chiedere ad alcune persone, incontrate per caso per strada in Arese e non da me conosciute, del perché fossero state assenti. Non lo sapevo … è stata la risposta di tutti, tutti, tutti. Ma il Comune ha messo in giro i manifesti … risposta: ma chi li legge? Ma esiste il sito del Comune … risposta: ah, davvero? Ma ci si può iscrivere alla newsletter … risposta: e come si fa? … Ma poi mi informeranno per davvero? …

Non mi cadono le braccia perché anche un solo giusto potrebbe salvare il mondo e magari è tra quei miei interlocutori, ma mi sento molto triste. Mentre mi rincuorano le parole di Primo Levi all’uscita dal lager … ”dove sono maturato” disse … mi rimane la speranza che il Comune di Arese organizzi in febbraio la celebrazione della Giornata del Ricordo alla quale spero partecipi qualche aresino in più. Giornata del ricordo, il 10 febbraio, che ci tocca ancora più da vicino perché i morti ammazzati (o gettati vivi) nelle foibe erano tutti Italiani e il massacro andò avanti anche a guerra finita, per anni, nell’indifferenza di tutti. Chiedo perdono per l’intrusione nel Vostro spazio e ringraziandovi per la cortese attenzione, porgo a tutti voi i miei più cordiali saluti e voti di buon lavoro per tutto il 2012 ed anni a venire, con l’auspicio che continuiate ad essere sempre liberi di scrivere il vostro pensiero sulle nefandezze del genere umano, testimoniando la vostra volontà di contribuire al tentativo di aiutare a migliorare la coabitazione nella grande Casa Comune, a prescindere dal colore della pelle, dal credo politico e dalla religione di ognuno di noi.

Lettera firmata