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La lettera di un elettore della Lega

18 giugno 2011 – Caro Direttore, sono uno di quei tanti lettori ed elettori troppo silenti, veramente troppo silenti forse. Sono lombardo, non milanese ma lombardo, non le nego che mi fa male vedere la Lega ridotta così, un vero federalista come Delmonte fuori, un presuntuoso come Turconi dentro, il popolo ignorato. Mi fa male anche che nessuno risponda a tono a lei e ai suoi giornalisti quando ci definite, magari non esplicitamente, un partito allo sbando, incapace di stare nella maggioranza, senza il coraggio di uscirne fuori. Sa Direttore, la Lega era veramente un partito del popolo, mai avrebbe impedito che fossero aperti dei giochi per i bambini, piuttosto avrebbe inveito contro i vigili del fuoco o chi per loro avesse frapposto ostacoli alla loro accensione. La Lega avrebbe anche preteso che agli anziani fosse consentito di ballare, invece di chiudergli questo unico svago. Mai la Lega avrebbe disprezzato una innocua attrazione per bambini come la statua di un dinosauro, sopratutto perché è evidente che con quella non si guadagna, è proprio fatta per far sorridere i più piccoli.

La Lega avrebbe plaudito a chi avesse portato la ginnastica aresina alla vittoria più alta, però Turconi non è la Lega, è uno che i leghisti, quelli veri, li ha cacciati dalla Lega. Seregni, Bartolini, ridotti a fargli da scendiletto. Caro Direttore, il leghista, il popolo, non è pirla, finché ci saranno loro perderanno referendum ed elezioni, come si meritano, prima o poi i dirigenti leghisti veri, come Giorgetti, lo capiranno e li rimetteranno al loro posto, intanto noi aspetteremo e non li voteremo. Tornando alla ginnastica, tutti sappiamo perché il CCSA non ha mai investito nulla su questa disciplina, però vale la pena ricordarlo, perché i praticanti sono pochi e non ci si guadagna e loro, i compagni del Cicci, erano proprio bravi a fare i volontari pagati o a fare i condottieri delle squadre di campioni con i soldi del Comune. La Lega non si sarebbe mai messa con certa gente. Forse bisognerebbe fare un passo indietro e provare a pensare che a Chiappini il cavalierato lo hanno dato perché magari è veramente uno impegnato e che con persone così, che spendono anche quando non guadagnano, pur di far le cose per gli altri, va data una mano, non messi i bastoni tra le ruote. Dia retta ad uno del popolo caro Direttore, o Turconi dura poco o il popolo ad Arese si farà una lega sua con i leghisti veri.
Luigi Mangano