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Lavori in corso: ciclisti “sacrificati”!

22 luglio 2014 – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento che un nostro lettore ha inviato qualche giorno fa in Comune e ieri a noi. Nella sua lettera viene evidenziato come non sempre le necessità di coloro che scelgono la cosiddetta mobilità dolce quale mezzo per recarsi sul proprio posto di lavoro, in particolare quando la viabilità ordinaria subisce modifiche provvisorie causa lavori, vengano tenute adeguatamente in considerazione.

Buongiorno,
sono un cittadino di Arese e ogni giorno mi reco in bicicletta a lavoro in un’azienda della zona industriale sud della nostra città. Già prima dei lavori la situazione per chi fa il mio tragitto (e fortunatamente non sono certo l’unico) in bici non è rosea: è scandaloso che nessuno abbia mai pensato di costruire una pista ciclabile tra Arese e la sua zona industriale. Le strade di quella zona sono pericolose perché battute da camion e furgoni (e da auto che superano i limiti di velocità) e inoltre da via Marconi sarebbe possibile raggiungere facilmente i Comuni circostanti, e l’interconnessione di piste ciclabili tra Comuni rimane ancora un miraggio. Ovviamente non voglio attribuire questa situazione a questa giunta comunale, che per inciso ho votato, dato che è in carica da solo un anno… Spero tuttavia che, data la sensibilità all’argomento che avete mostrato, sarete proprio voi l’amministrazione a dare la svolta necessaria!

Fatta questa premessa, ciò che vorrei segnalarvi è che ho potuto constatare con amarezza che, in occasione della chiusura della rotonda tra via Monte Grappa e via Marconi, con conseguente impossibilità di proseguire in direzione Arese, nessuno ha pensato a lasciare un varco (o ad approntare un percorso alternativo) che consentisse a ciclisti e pedoni di oltrepassare il blocco. Per chi è in macchina non è certamente un problema dover passare da Mazzo o da Ospiate per arrivare ad Arese, ma per chi come me si muove in bicicletta questa situazione causa un notevole disagio. Per di più, io ho la fortuna di poter andare a mangiare a casa dalla mia famiglia, pertanto ero abituato a tornare anche in pausa pranzo… Ovviamente avendo solo un’ora di tempo, con la strada bloccata non mi è più possibile.

È triste constatare come ogni volta che vengono fatte opere del genere, chi fruisce della cosiddetta mobilità dolce è sempre sacrificato, invece che maggiormente tutelato. Se la situazione non cambia sarò costretto a usare anch’io l’auto per andare a lavoro tutti i giorni, nonostante ciò sia contrario alle mie convinzioni e svantaggioso per il mio benessere fisico ed economico!

Certo di un vostro riscontro e di un vostro impegno per risolvere questo disagio il prima possibile, porgo

Cordiali saluti
Lettera firmata