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Lettera aperta di Frediano Manzi

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta che Frediano Manzi, presidente dell’associazione SOS Racket e Usura, scrive per i cittadini di Arese. Dell’esposto al quale fa riferimento Manzi abbiamo già parlato (leggi qui) ed è doveroso sottolineare come la situazione specifica fosse stata risolta mesi fa da un’operazione condotta in concerto dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale di Arese (leggi qui). L’esposto di Manzi si basa sul fatto che tale situazione si è comunque protratta troppo a lungo nel tempo prima che qualcuno si decidesse ad intervenire.

09 ottobre 2011 – Sono qui a spiegarvi le motivazioni che mi hanno spinto, con assoluta convinzione, a sporgere denuncia all’autorità giudiziaria nei confronti della attuale giunta e del comando di polizia municipale di Arese, per avere permesso che un’organizzazione criminale agisse sul proprio territorio. E’ arrivato il momento che la politica locale e nazionale prenda coscienza che la diffusione sui propri territori di organizzazioni criminali è in parte dovuta all’inerzia di chi, eletto con mandato popolare, non si assume la responsabilità di contrastare fenomeni criminali diffusi e radicati, scaricando troppo spesso sulle forze dell’ordine e sulla magistratura tale compito.

Ecco perché la similitudine della responsabilità oggettiva di tale diffusione criminale tra i comuni di Arese e della passata giunta milanese guidata da Letizia Moratti hanno un comune denominatore: “Hanno favorito con la loro inerzia la diffusione della criminalità organizzata”. Queste le parole usate dai giudici del tribunale di Milano nell’emettere condanna di primo grado nei confronti di Giovanna Pesco e Anna Cardinale, come autori del racket degli alloggi. Questa frase deve far riflettere tutta la classe politica perché, come nel caso degli abitanti dei quartieri popolari milanesi, i cittadini di Arese, Garbagnate, Rho, Lainate e altri, per anni hanno segnalato queste diffuse illegalità, senza ottenere nessuna riposta. Ecco perché si devono ritenere complici di tale crimine, e ne dovranno rispondere assumendosi tutta la responsabilità dinnanzi all’autorità giudiziaria, se avranno il coraggio di spiegare per quale motivo hanno per anni ignorato tali segnalazioni, costringendo i cittadini di Arese e di Milano a rivolgersi alla nostra associazione, come ultima speranza per ottenere aiuto. Aiuto che, come sempre, abbiamo loro dato, mettendoci gratuitamente al loro servizio e costringendo con le nostre videodenunce all’intervento dell’autorità giudiziaria che ignorava tali fenomeni criminali, visto che i destinatari di tali segnalazioni (tutta la classe politica) non trasmettevano ad essa tali fatti criminali.

Piu’ volte ho sostenuto che la nascita dell’osservatorio sulla criminalità organizzata, voluta da molti sindaci dell’hinterland milanese all’indomani della colossale operazione che decimò le cosche della ndrangheta presenti in provincia di Milano serviva solo a “lavarsi la propria coscienza” dato che di tale diffusione e ventennale radicamento criminale le amministrazioni comunali, colpevolmente, non ne avevano notato la presenza mentre invece concedevano e tuttora concedono appalti pubblici alla criminalità organizzata che ha pesantemente inquinato e drogato molti settori commerciali. Il prezzo che abbiamo pagato per dar voce a chi per anni ha supplicato ignorato i destinatari di tali segnalazioni è stato altissimo: intimidazioni continue, molte delle quali fatte dinnanzi alle forze dell’ordine, che tuttora mi impediscono da cittadino di essere libero di camminare senza guardarmi le spalle, pesantemente delegittimato dalle istituzioni tutte a cui danno fastidio la nostra ingerenza ed il metodo di pubblica denuncia che mette allo scoperto fenomeni che si vorrebbero nascondere e che creano pesante imbarazzo a chi è preposto al controllo del territorio. Arese quindi come Milano, dove tutti sapevano quello che succedeva ma nessuno è intervenuto. Con la differenza che questa volta dovranno assumersi la responsabilità politica, pubblica e giudiziaria delle loro azioni, evitando di sottrarsi sopratutto al giudizio della gente.

Frediano manzi
Associazione SOS Racket e Usura