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Moduli Agenzia delle Entrate: un’odissea!

21 giugno 2012 – Il nostro lettore Aurelio Civalleri ci racconta la sua odissea nel compilare un modulo dell’Agenzia delle Entrate. Come dice Civalleri nel presentare la sua lettera “Una storia di ordinaria follia burocratica ovvero la registrazione di un contratto di locazione di un box auto”.

Da buon cittadino alle leggi ligio ero andato a scaricarmi dal sito dell’Agenzia le istruzioni per la registrazione della scrittura privata: “Per la registrazione è necessario portare la seguente documentazione:-almeno due copie, con firma in originale, del contratto da registrare ,-la richiesta di registrazione ossia il “Modello 69” – pdf compilato, -un contrassegno telematico (ex marca da bollo), da applicare su originali e copie, che attesta il pagamento dell’imposta di bollo pari a 14,62 euro per ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe, -la ricevuta di pagamento dell’imposta di registro (Modello F23).”

Confesso che, pur potendo vantare una cultura superiore alla media, Q.I. medio/alto e non essendo ancora rimbecillito per l’età, ho impiegato parecchio tempo a compilare il Modello 69; mi domando come possa fare una povera casalinga a decifrare il burocratese del modello e delle relative istruzioni senza dover ricorrere a qualche azzeccagarbugli esperto in materia. Per quanto riguarda il pagamento della tassa di registrazione da effettuare col Modello F23 viene naturale domandarsi perché, per venire incontro ai cittadini, non sia disponibile in rete il software per calcolarne l’importo, utile in particolare per i contratti a scadenza pluriennale. Alla assurda complessità della pratica di registrazione occorre poi aggiungere l’interpretazione personale delle norme da parte del funzionario di turno che ha preteso copia del mio documento di identità (non previsto dall’elenco dei documenti da presentare) minacciando di espellermi nel caso mi fossi rifiutato; classico esempio di questa è casa mia e qui comando io.

Altra pazzesca assurdità il contrassegno telematico (ex marca da bollo) che deve riportare la data della firma del contratto; in caso contrario occorre fare un salto dal vicino tabaccaio a procurarsi altri due contrassegni telematici da un euro e rotti. Ma la vecchia marca da bollo era valida sempre, perché mai i contrassegni telematici devono essere legati ad una data? Misteri, per noi dolorosi, della burocrazia nazionale che tutto il mondo ci invidia. Se la semplice registrazione di un contratto di locazione può rivelarsi un grosso problema e comportare notevoli perdite di tempo per un cittadino italiano, è facile comprendere come mai gli investitori stranieri ormai da molto tempo non si azzardino a mettere piede in Italia. Se il nostro bel paese è sulla via del fallimento il merito in buona parte può essere attribuito alla elefantiasi della pubblica amministrazione che fa di tutto per complicare le cose semplici. Purtroppo l’esperienza mi ha insegnato che lottare contro i mulini a vento non serve; anche la speranza, ultima a morire, è defunta ormai da tempo. Dimenticavo, il funzionario di turno ha richiesto anche copia del documento catastale del box, per fortuna me lo ero portato dietro.

Aurelio Civalleri