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Museo Alfa: teniamo alta l’attenzione!

14 marzo 2012 – Pubblichiamo anche sul sito questo intervento postato da un lettore sulla nostra pagina Facebook e che riguarda la sorte del Museo Storico dell’Alfa Romeo.

Salve,
chi vi scrive è un appassionato di automobili e senz’altro un caloroso Alfista. Premettendo una mia esaustiva riflessione sulla vicenda legata al Museo Storico Alfa Romeo di Arese: il Nostro Museo Alfa Romeo è conosciuto e oggetto di visite di appassionati da tutto il mondo (24.000 nel 2010!), è stato posto, nei principi di febbraio 2011, sotto la tutela del Ministero dei Beni Culturali, per iniziativa del sindaco di Arese: quest’ultimo ha apposto, come giusta causa, il vincolo di valore storico e collezionistico sul Museo Storico Alfa Romeo, sul Centro Direzionale e sull’intera collezione museale (oltre 250 vetture, tutti i motori compresi anche quelli da competizione, i motori aeronautici, l’aereo angelo dei bimbi, l’oggettistica e molto altro). Questa azione è sorta in virtù di un concreto interesse, da parte della proprietà, di disfarsi in parte o completamente di tutto quanto contenuto. Le motivazioni sottese a tale provvedimento risiedono nel fatto che la zona territoriale, in cui attualmente è ubicato il Museo, fa parte di una speculazione edilizia che si protrae (indisturbatamente) da quando l’ex stabilimento Alfa ha iniziato a chiudere i battenti (circa 2004).

Inoltre alcuni pezzi della collezione sono di estremo valore economico e, dalla eventuale vendita (come circola voce es. Alfetta 158 prima vincitrice del Campionato Mondiale Formula 1), l’azienda proprietaria potrebbe trarre un notevole beneficio. Rispetto al provvedimento di cui sopra, è stato inoltrato un ricorso da parte di Fiat Group Automobiles , vs.:Ministero per i Beni e per le attività culturali; Comune di Rho; Comune di Arese; Regione Lombardia, in data 05/04/2011. Col ricorso viene contestata la natura “storica e collezionistica” con la quale è sorto il Museo nel 1976 ,grazie al volere dell’allora presidente dell’Alfa Romeo, G.E. Luraghi: a loro dire, il Museo ed il Centro Documentazioni (Archivio storico) non possiedono un valore storico e collezionistico, in quanto “il compendio immobiliare vincolato, di per sé, non presenta nessun particolare interesse di carattere storico sotto il profilo industriale in quanto non è autonomamente idoneo a fornire una testimonianza significativa dell’attività industriale automobilistica italiana…Il compendio immobiliare ha avuto sempre una funzione di Centro Direzionale ed immobiliare adibito ad ospitare la collezione e l’archivio. L’immobile è un immobile qualsiasi, ubicato in quell’area, che ospita la collezione e l’archivio e non testimonia in nessun modo l’attività industriale dell’Alfa Romeo”.

Alla luce di tali asserzioni, il valore storico potrebbe essere assegnato a un capannone industriale dell’ex stabilimento ma, in realtà, è inconcepibile attribuire un valore “storico e collezionistico” ad una struttura simile, abbandonata e distrutta (per loro volere!). Attualmente, icone dell’attività industriale dell’Alfa Romeo sono proprio il Museo Storico e l’annesso Centro Documentazione: essi , come tali, vanno preservati, così come giustamente imposto dal Ministero con il vincolo sia alla collezione nella sua totalità e generalità, sia alle strutture “contenitori”(così le definiscono). Nel vincolo si ha il coraggio di definire testualmente: “Nella collezione museale dell’Alfa Romeo la maggioranza delle automobili è di dubbio valore collezionistico”. E ancora : “…Risulta del tutto ingiustificata ed illegittima l’imposizione del vincolo sulle vetture come modelli unici, ad esempio le due Alfette 159, campioni del mondo di F1… Essendo due vetture identiche, è illogico attribuirne l’unicità…La struttura museale, il contenitore non è idoneo ad ospitare adeguatamente le vetture”. Esternazioni che lasciano l’amaro in bocca a milioni di appassionati (alfisti e non) e rendono l’idea di come si è scelto di arrampicarsi sugli specchi, pur di eliminare l’ultimo simbolo di quella che realmente ERA l’orgoglio dell’automobile italiana e, più di tutto, la “Cattedrale dei Metalmeccanici”. La questione è ancor più clamorosa in virtù del fatto che Fiat inaugura il nuovo Museo Nazionale dell’Automobile a Torino (trovando i soldi per ristrutturarlo e farlo diventare una struttura all’avanguardia), lasciando marcire il valorosissimo Museo Alfa Romeo di Arese proprio nel periodo dei 150 anni dell’Unità di Italia, motivando la stessa chiusura per lavori di ammodernamento inesistenti (mai iniziati).

E non si racconti, come hanno fatto gli avvocati del Gruppo Fiat nel ricorso, che loro erano presenti come Fiat Group Automobiles, perché si tratta di una grossissima bugia. La loro totale assenza è testimoniata in numerosi commenti post-Centenario (24 Giugno 2010), che tra l’altro evidenziano la pessima organizzazione che ha provocato un evento disgustoso. Manifestazione demandata nella organizzazione e nella completa gestione (pessima e vergognosa) da parte di MacGroup (società che gestisce grossi eventi e manifestazioni) con la presenza del RIAR (Registro Storico Alfa Romeo), avente sede presso il Centro Direzionale, oggetto del contenzioso di cui sopra. Nessuna figura rappresentante Fiat Group, a mia testimonianza, celebrava i 100 anni del marchio di cui sono proprietari, mostrando in tal caso disinteresse per esso e per il Museo stesso (perno dei festeggiamenti). Da circa un anno il Museo è chiuso ed è lampante l’azione di dispetto verso un provvedimento che infastidisce le intenzioni disfattiste e speculative della società. Potrebbero pensare di valorizzarlo, come invece è successo all’estero, per BMW, Porsche, Mercedes, Audi, Volkswagen, eccetera, laddove la tradizione non si difende solo a parole o dalle pagine dei depliant, quando fa comodo, per poi dimenticarsene o disprezzarla (come si sta facendo con il Museo!). L’assegnazione del vincolo, che lo preserva nella sua integrità strutturale e di contenuto, offrirebbe alla proprietà agevolazioni fiscali e aiuti nel caso si decidesse di ammodernarlo o restaurarlo, oltre a garantire un ritorno per l’azienda proprietaria , in termini economici e di immagine.

Questa mio messaggio vuole testimoniare l’indignazione del popolo alfista (ma anche degli appassionati in genere) e il timore che possa essere accettato il ricorso della Fiat contro il vincolo apposto dal Ministero dei Beni Culturali al Museo Storico e al Centro Documentazione e che, di conseguenza, questi ultimi possano essere dislocati dalla sede storica (prossima udienza in Tribunale a Milano nel prossimo mese di Aprile con data ancora da definirsi). Del resto, il triste destino della collezione Lancia (relegata in chissà quale capannone del torinese, così come testimoniato da Ruoteclassiche) può rappresentare un valido motivo per opporsi alla decisione di ricorrere al vincolo imposto dal Ministero dei Beni Culturali! Essi rappresentano un patrimonio che appartiene alla storia italiana, al popolo italiano e DEVONO ESSERE DIFESI: il popolo alfista nutre la speranza che il Museo NON VENGA SPOSTATO DAL LUOGO DI ORGINE (Arese) o anche parzialmente distrutto, vuole che sia lì dove è sorto per volere di chi (presidente G.E.Luraghi) credeva nel suo valore storico e collezionistico, fin dalla nascita, nel lontano 1976. Nel Museo Storico circola un profumo misto di olio e cuoio difficile da dimenticare, è in ottimo stato di conservazione, e allo stato attuale è il quarto al mondo per importanza storica e collezionistica. Non si può distruggere il Museo Alfa di Arese per lasciare campo aperto alla Fiat Immobiliare di speculare liberamente e farle completare l’opera di distruzione dell’area ex-Alfa, bisogna intervenire urgentemente, il Museo sembra essere l’ultimo ostacolo agli obiettivi della Fiat: mangiare soldi con il mattone. Per troppo tempo la vicenda legata al Museo Storico Alfa di Arese naviga nel silenzio: vorrei che fosse dato ascolto a questa segnalazione, che fosse discussa e messa in risalto. Essa vuole soltanto esprimere il sentimento di indignazione degli appassionati Alfisti verso una vicenda che lede il patrimonio artistico e culturale dello Stato.

Mi auguro vivamente che venga posta l’attenzione su questa situazione, e che il la redazione di QuiArese insieme con il movimento dei Grilliaresini, possano contribuire alla difesa di questo patrimonio dell’intera collettività, a maggior ragione del fatto che essi costituiscono l’ultima rappresentanza di una fiorente e famosa “REALTA’ INDUSTRIALE TRISTEMENTE CANCELLATA”. In conclusione vorrei che fossero consultati quattro link importanti di seguito riportati che illustrano chiaramente la situazione attuale circa il Museo Storico Alfa Romeo e testimoniano l’attaccamento degli Alfisti al Museo:

http://www.automotivespace.it/fiat/save-our-heaven-appello-a-tutti-gli-alfisti-del-mondo/

http://www.alfaromeoarese.com/

http://it-it.facebook.com/media/set/?set=a.10150564763516160.374540.141894056159&type=1

http://www.youtube.com/watch?v=sv16LWmjTJo

Certo di un Vostro gentile riscontro, Vi ringrazio per l’attenzione prestata e porgo i miei più cordiali saluti.

Walter Mancuso