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Ponte Passirana: “E i problemi dei cittadini?”

09 febbraio 2015 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento, nel quale un nostro lettore critica l’operato della giunta in merito a come questa ha gestito l’annunciata prossima chiusura del ponte di Passirana.

Evviva! Dopo l’uscita/entrata autostradale chiusa prima della apertura di quella nuova avremo anche il ponte demolito prima della costruzione di quello destinato a sostituirlo. Purtroppo il ponte in questione è di notevole importanza per la circolazione nell’area di Arese e Comuni limitrofi e la sua demolizione creerà non pochi problemi. Il sindaco, candidamente, ci viene a dire che purtroppo il Comune di Arese non conta nulla nei tavoli dove si assumono le decisioni che impattano pesantemente sul nostro territorio, dimenticandosi evidentemente quanto ci aveva promesso: che, ove eletta, il Comune di Arese, dopo anni di latitanza, sarebbe tornato protagonista sui tavoli sovracomunali. L’assessore a sua volta ci dice che ci sarà disagio per i cittadini e che è comprensibile che ci si domandi perché i lavori non siano iniziati prima, ma purtroppo ora non ci sono alternative.

Quindi, qualcuno ha sbagliato o se ne è infischiato dei problemi della gente comune, ma come sempre accade in Italia, non sarà questo qualcuno a pagare, ma sempre e solo i cittadini. Ci viene anche ricordato che le opere pubbliche in fase di realizzazione (alle quali consegue anche la demolizione del famoso ponte) sono strategiche e rivestono la massima importanza a livello nazionale essendo relative all’Expo; dal che, per converso si ricava che i diritti e i problemi dei cittadini non sono strategici e non rivestono che minima o nessuna importanza: e i fatti ne sono una lampante riprova. D’altra parte è esperienza comune che dei cittadini ci si ricorda solo quando si deve ottenere il loro voto o quando si tratta di spennarli con le tasse.

Nel frattempo sono montate le proteste e la demolizione del ponte che inizialmente dall’amministrazione era vista come mera possibile fonte di disagi (magari da compensare con “la possibilità di concedere biglietti gratuiti per l’esposizione ai cittadini di Arese”!!! – comunicato del 30.01.15 – idea a dir poco geniale, degna del Guinness dei primati, che parla da sé rendendo superfluo qualsiasi commento) viene ora definita “non oggettivamente sostenibile” (comunicato del 03.02.15). La palla – altra idea geniale – viene quindi passata al Prefetto, che dovrebbe ovviare all’emergenza.

Ora se è vero che l’Italia è il paese delle emergenze, è altrettanto vero che queste (salvo poche eccezioni – e non è questo il caso) sono figlie dell’imprevidenza e dell’incapacità di gestire strategicamente le situazioni e gli eventi. E se l’Italia è il paese delle proteste ciò è dovuto al fatto che se non protesti i tuoi diritti vengono calpestati o nella migliore delle ipotesi ignorati, e il massimo che potrai aspettarti in caso di problemi sarà l’usuale spettacolo dello scaricabarile delle responsabilità o, se sei fortunato, dei biglietti gratuiti per un evento che magari nemmeno ti interessa.

Antonio Scarabelli

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