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“Caro QuiArese, il M5S non è un partito!”

11 aprile 2013 – Nei giorni scorsi abbiamo dato visibilità alla raccolta firme organizzata dal Movimento 5 Stelle per supportare la presentazione della propria lista alle prossime elezioni amministrative. In due passaggi di quell’articolo ci siamo riferiti al M5S con il termine di “partito”, cosa questa che non è sembrata corretta a Marco Rapetti, candidato al consiglio comunale del Movimento 5 Stelle alle elezioni di fine maggio, il quale ci ha chiesto di togliere quel termine dall’articolo. Abbiamo scelto di non accogliere la richiesta per una serie di ragioni, alcune delle quali troverete spiegate poco sotto, offrendo comunque la possibilità a Rapetti di illustrare ai nostri lettori il suo punto di vista, pubblicando le mail intercorse tra lui e noi. Cosa che, dopo il parere positivo del candidato del M5S, facciamo qui di seguito, riportando in ordine cronologico i quattro messaggi di posta elettronica che ci siamo scambiati.

09 aprile 2013
Solo per segnalare che il Movimento 5 Stelle NON E’ UN PARTITO!!! L’errore è stato ripetuto 2 volte. E’ sicuramente una svista, ma vi chiedo di correggere al più presto. Grazie.
Buona serata
Marco Rapetti
Candidato consigliere M5S Arese

10 aprile 2013
La ringraziamo della segnalazione ma, a costo di creare irritazione, non correggeremo “al più presto”. Spiego perché, mettendo in copia alla mail anche il vostro candidato portavoce.
Innanzitutto QuiArese non è un organo ufficiale di partito, movimento, associazione o altro gruppo ma una testata indipendente. E quindi non ha il dovere di conformarsi a linee ufficiali, a scelte di marketing o altro che nascono da indicazioni di parte.
Fatta questa premessa, diciamo comunque che su QuiArese abbiamo sempre risposto positivamente alle richieste di rettifica quando queste erano oggettive e motivate. In questo caso non crediamo che lo sia perché, al di la di scelte politiche su come definirsi, il Movimento 5 Stelle, come qualunque altra organizzazione politica che persegue finalità comuni è, dizionario alla mano, un partito. QuiArese non ha quindi commesso alcun errore a usare per ben due volte il termine partito nell’articolo ma, al massimo, ha fatto qualcosa di poco gradito ad alcuni esponenti del M5S. Mi permetta di dire che però, altrettanto poco gradito può risultare a chi svolge una professione sentirsi dire quali termini può o non può usare. E non sulla base della loro effettiva correttezza semantica ma della rispondenza o meno a un canone esterno.
Per questa ragione l’articolo rimarrà così come è e ovviamente, qualora lo ritenesse opportuno, potrà esprimere il suo dissenso e le sue ragioni in una lettera, che pubblicheremo congiuntamente alla spiegazione della nostra scelta di non dare seguito alla sua richiesta.

10 aprile 2013
Gentili redattori di QuiArese
Prendo atto della vostra indisponibilità, che ovviamente non condivido, ma spero comunque di convincervi che avete torto. Il fatto di essere indipendenti (non un organo di partito) non vi esime dal raccontare i FATTI, senza travisarli o interpretarli. Il Movimento 5 Stelle può essere definito, vocabolario alla mano come di te voi, un movimento, una lista civica, un gruppo di cittadini attivi politicamente, anche se proprio non ce la fate a resistere, una parte politica, ma assolutamente NON UN PARTITO.
Evidentemente non avete capito lo spirito del Movimento. Per voi noi siamo solo un gruppetto di simpatici amici che vogliono ottenere qualcosa dalla politica, fare le cose col solito sistema delle spartizioni, dei compromessi, ecc. La buona notizia è che lo spirito è UN ALTRO. Noi vogliamo che vadano avanti le IDEE, non gli IDEALI. Le idee devono essere buone idee, non di destra o di sinistra. Lo scopo è arrivare al 100% non per megalomania, ma per SCIOGLIERE IL MOVIMENTO. Già adesso il movimento raccoglie diverse anime. Io stesso, se guardo al mio passato, secondo i canoni tradizionali ho sempre oscillato tra destra e sinistra nelle mie scelte e nelle mie frequentazioni, senza riuscire mai a riconoscermi in nessuna “parte”, e scommetto che questa sensazione accomuna moltissima gente, molti dei quali hanno trovato nel movimento una nuova aria, delle idee finalmente libere. Non è obbligatorio essere di destra o di sinistra. Anzi, la mia opinione è che sia una semplificazione che col tempo è diventata estremamente tendenziosa, una mistificazione della realtà e della complessità usata con furbizia dai partiti per poter fare quello che vogliono. E si può anche farne a meno… 
Altro errore: troppo semplice (e forse in mala fede) liquidare la definizione di una organizzazione politica oggi in Italia semplicemente con la parola “partito”. 20 anni di sfascio, libri come LA CASTA e quello che si legge quotidianamente sui giornali circa furbate, ruberie, doppi incarichi, ecc, danno alla parola PARTITO una connotazione talmente negativa che nessuno può mettere in dubbio. Anche solo stando dentro il perimetro del nostro Comune, due anni di commissariamento direi che sono un segno più che evidente del fallimento dei partiti (ed infatti alle prossime elezioni sarà facile prevedere uno scontro tra liste civiche, che come è ovvio NON SONO PARTITI).
Detto questo, continuerò ad apprezzare il vostro lavoro e a consultare la vostre pagine che trovo comunque utili per capire la “vita” di Arese, ma permettetemi di dubitare dell’indipendenza. La lista del “Forum per la città” non è MAI stata chiamata partito, o sbaglio?
Cordialmente
Marco Rapetti
PS ovviamente vi autorizzo, se lo volete, a pubblicare tutte le mie lettere, ma non ve lo chiedo. Il giornale è vostro, scegliete voi.

10 aprile 2013
Le critiche, i dubbi sulla nostra possibile malafede e parzialità, sul fatto di travisare o interpretare i fatti li pubblichiamo più che volentieri, proprio perché riteniamo che così non sia. E quindi domani pubblicheremo volentieri il suo intervento.
Mi sembra che avere desunto tutto quanto lei afferma in merito alla nostra opinione sul M5S semplicemente dal fatto che per due volte lo abbiamo chiamato partito e non abbiamo accettato la sua richiesta perentoria di modificare il pezzo sia un po’ eccessivo.
Che la lista Un Forum per la città, l’associazione Aresefuturo e altri, probabilmente non siano mai stati da noi chiamati partito, penso sia vero. Quando assumeranno dimensioni rilevanti e non solo locali e sederanno in Parlamento colmeremo la lacuna! Sinceramente, anche se in questo probabilmente avrebbe ragione a rinfacciarmi un errore semantico, non ce la faccio a considerare partito gruppi che contano un numero di partecipanti attivi alla vita associativa che non raggiungono il centinaio di  persone.
Detto questo, anche noi continueremo a seguire con interesse e a pubblicare (magari anche perseverando nelle poco gradite licenze, ovviamente!) le iniziative del Movimento 5 Stelle.

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