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“Chi ha costruito consenso giocando su paure?”

30 aprile 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questa mail che Cesare Rivolta, esponente di Passaparola, ha inviato al sindaco Michela Palestra e, per conoscenza, a QuiArese.

Illustrissimo Signor Sindaco,
il suo portavoce Gabriele Allegro scrive su FB il giorno 27 aprile sul progetto viabilità esposto nei giorni scorsi: “Ci sono molte differenze, invece. Dall’adeguare le strade per il traffico di attraversamento siamo passati a un progetto che mette in sicurezza Arese. E questo, ripeto, è l’unico piano, arrivato all’elaborazione definitiva. Siamo l’unico comune del territorio interessato a intervenire in maniera complessiva sulla sicurezza del centro abitato, contro il possibile aumento del traffico dall’esterno. Questo è quello che faremo. Il resto sono chiacchiere, anche parecchio scomposte e nervose, ormai, di chi ha costruito un consenso giocando sulle paure. La differenza si vedrà, alla fine”.

Chi ha costruito un consenso giocando sulle paure? Abbiamo fatto paura a 4.200 aresini? Dica al Suo collaboratore di smetterla di offendere per favore. Per molti sabato mattina e domenica ho ricevuto, non costrette, numerose persone interessate a comprendere quanto stava succedendo ad Arese. Ho parlato e non fatto chiacchiere. Ho fatto visionare, ai più, alcuni articoli dell’AdP, sottolineato le pagine del progetto Pim, sollecitato a comprendere come i comuni limitrofi si erano accaparrati la possibilità di realizzare le loro doverose circonvallazioni (Garbagnate, Bollate e Rho). Fatto comprendere come Arese si vedeva costretto ad accettare una viabilità di attraversamento e non avere una propria circonvallazione nord-sud. Arese si sottomette ad un diktat imposto dalla società Tea? Un diktat complessivo che va dalla progettazione, elaborazione, validazione e anche costruzione della viabilità di attraversamento. Arese può solo controllare la congruità dell’opera solo dal punto di vista economico e non dal punto di vista qualitativo.

Si fanno chiacchiere su un progetto che mette in sicurezza, non avete potuto far nulla (solo piccole insignificanti varianti con il supporto tecnico del responsabile del settore) perché anche l’elaborazione definitiva (ma à definitiva?) è sempre di chi ha messo sull’attenti una città. Certo si vuol essere l’unico Comune a fare bene il compitino. Non mi si risponda dicendo che l’accordo di programma non è stato firmato da Lei Sig. Sindaco, ma lo ha confermato, dunque rifirmato e… si è accettato il diktat. Lei ha fatto un bel discorso per il 25 Aprile, ha parlato di democrazia, condivisione, libertà, di articoli della Costituzione e di resistenza. Mi domando dove è la democrazia quando ci sono imposizioni? Dove sta la libertà dl cittadino? Con chi ho potuto parlare, tutti si sono posti questa domanda? Perché? Ormai non possiamo fare nulla. Così vanno le cose. Prendono i voti e poi fanno quello che vogliono. Cosa possiamo fare ancora per farci ascoltare. Frasi ricorrenti di persone che si sentono offese nella loro dignità e vogliono far sentire le loro ragioni.

E’ una resistenza democratica fatta da tutti indipendentemente dalla posizione politica (anche questo ha detto nel suo discorso). Resistere, Sig. Sindaco e ottenere il giusto per il futuro. In pochi mesi da che è al comando della nostra comunità già si è fatta fagocitare dalla politica. Esca da questa palude, è proprio necessario stravolgere la nostra città nel fare così urgentemente questi lavori inconcepibili che segneranno, negli anni, delle ferite nel nostro territorio? Progettiamo noi il nostro futuro, la nostra città e anche la viabilità. Esiste una possibilità… un democratico referendum.

Cesare Rivolta

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