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“Come verrà gestito il Csda alla riapertura?”

24 gennaio 2013 – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviataci da quel gruppo di genitori che, per far continuare a giocare insieme i loro figli, dopo che il calcio era scomparso da Arese, avevano costituito la Dynamo Arese. Precisiamo solo che a oggi ancora nulla è stato definito circa le future modalità di gestione del Centro Sportivo, i cui lavori di ristrutturazione rientreranno comunque tra quelli definiti prioritari nell’ambito della realizzazione delle opere previste dall’Adp.

Buongiorno e buon 2013,
penso che vi ricordiate di noi, siamo il gruppo appassionato di calcio che quando i nostri figli sono stati costretti ad abbandonare il centro sportivo Ancilotto hanno dovuto cercare altre soluzioni per far giocare loro. Quindi due anni fa abbiamo creato da zero la Dynamo Arese giusto per farli ritrovare insieme e per farli divertire. Abbiamo per loro merito partecipato a tornei e siamo arrivati in finale nel torneo Unicredit, togliendoci tante soddisfazione.

Ora le scrivo anche a nome degli altri genitori per dirle quanto segue: dal vostro obiettivo giornale abbiamo letto di ciò che e’ stato fatto dalla dottoressa Pavone in poco tempo e con grande spirito decisionale a riguardo delle politiche di investimento per il futuro della città di Arese e per il suo centro sportivo. Abbiamo accettato il fatto della ratifica del piano Adp solo e sottolineo “solo” per  il ritorno economico (come peraltro sottolineato dalla dottoressa in una recente intervista al vostro giornale) che avrebbe portato nelle casse aresine circa 4 milioni di euro da investire nelle strutture comuni (scuole, eccetera) e nell’ex Ccsa. Da quanto letto abbiamo inteso che sarebbe partita subito la ristrutturazione del centro per fare in modo di arrivare pronti alle iscrizioni per la prossima stagione sportiva nei vari campionati nei vari sport. Questo ci ha fatto molto piacere e a noi che da ragazzi abbiamo vissuto il Centro come elemento di aggregazione sociale e sportiva ha dato una grossa spinta emotiva.

Avevamo capito che il Comune grazie ai soldi arrivati dall’Adp si sarebbe mosso alla tempestiva ristrutturazione del Centro stesso e contemporaneamente alla messa in opera di un bando per l’assegnazione delle gestioni sportive secondo la tipologia sportiva. Con circa 4 milioni di euro la dottoressa Pavone, come dalla stessa detto, doveva fare in modo di utilizzare 2 milioni per le strutture ormai fatiscenti, delle sedi scolastiche e dei parchi pubblici (anzi complimenti per l’indagine svolta dai vostri tre lettori sullo stato di abbandono delle strutture) e altri 2 milioni per la ristrutturazione del Csda. Ora noi sappiamo bene tutti come le varie organizzazioni sportive si siano arrangiate da sole per organizzare corsi lontani dal Centro Sportivo e quanto siano stati capaci di fare tutto ciò che un Comune avrebbe dovuto agevolare ma che non ha fatto. Quindi i vari sport non vedono l’ora di fare riaprire il Centro e utilizzare le strutture dello stesso. Dalle parole del nostro Commissario Prefettizio avevamo inteso che il Comune avesse avocato a sé il centro e poi darlo con gara in gestione alle strutture e associazioni sportive presenti sul territorio. Siamo venuti a sapere che quasi sicuramente (spero ardentemente che ciò sia solo una illazione) il Centro verra’ assegnato ad un unico operatore che penserà lui alla ristrutturazione e poi assegnerà (secondo quale logica?) la gestione dei vari sport. Quindi vuole dire che il Centro sportivo non sarà più dei cittadini ma di un privato.

Non vi sembra che abbiamo già vissuto questa storia? Noi siamo veramente scandalizzati e arrabbiati. Con il soldi freschi che arrivano, il Comune deve impegnarsi a fare suo e riaprire il Centro! Che se non si sa era il modello sportivo della provincia di Milano. Spero che ciò detto sia solo frutto di parole e che poi (il fatto di fare ristrutturare il Centro da un terzo privato) non si concretizzi e che il Comune prenda possesso e ridia ai cittadini ciò che loro hanno costruito. Noi abbiamo cercato di fissare un appuntamento con la dottoressa Pavone, ma ci e’ stato detto che c’erano circa ottanta persone prima di noi e che aspettavano da ottobre di essere ricevute… Ma lo sanno i nostri governanti degli sforzi che fanno le famiglie aresine per portare i propri figli in altre strutture, in altri paesi, in altre società? Ma lo sanno dei costi sostenuti e del tempo impiegato, sottratto al lavoro e ad altre attività dalle famiglie? Ora noi ci appelliamo al vostro giornale perché pubblichi questa nostra lettera, e siano messi tutti i cittadini al corrente della situazione. Speriamo di sbagliarci su questa ipotesi, crediamo che comunque  il commissario prefettizio finora abbia operato bene e non possiamo credere che verra’ attuato quanto detto sopra. Scusate per lo sfogo ma noi non ce fa facciamo più. Vogliamo certezze e fatti concreti nell’interesse della nostra comunità.

Grazie e a presto
Marco Maggioni e i genitori della Dynamo Arese

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