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“Consiglio comunale, dibattito inconcludente”

02 dicembre 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questa mail inviataci da Antonio Scarabelli, nella quale l’autore porta alcune sue considerazioni sul consiglio comunale dello scorso 27 novembre. E in particolare sulla discussione seguita alla mozione con la quale le minoranze hanno chiesto il ritiro della delibera di giunta sulla viabilità.

Consiglio comunale del 27 novembre 2014, mozione per l’annullamento in autotutela della delibera di giunta di approvazione del nuovo piano viabilità. La mia impressione è che si è persa un’altra occasione per fare un buon lavoro. Il dibattito è stato tanto civile quanto inconcludente. Sembrava di assistere ad una commedia di Ionesco. Fiume, pescatore, passante: “Scusi, ma Lei pesca?”, “Noo, io pesco!”, “Aah, pensavo che Lei pescasse!”. La maggioranza pareva proprio non capire. Eppure quello che diceva l’opposizione era semplice: che pur essendo il nuovo progetto viabilità in vari punti condivisibile, ciononostante era in in contrasto con il Pgt-Pgtu (Piano Generale Traffico) e che pertanto, per poter essere validamente approvato bisognava anzitutto rendere coerente il Pgt-Pgtu, apportando a questi, con il passaggio in consiglio comunale, le necessarie modifiche/coordinamenti.

Il che dovrebbe essere ovvio e facilmente comprensibile da chiunque, posto che le norme del Pgt-Pgtu sono gerarchicamente superiori a quelle attuative dei singoli interventi incidenti su traffico e viabilità. Tanto per fare un esempio semplice semplice: ove per i più vari motivi si ritenesse di cambiare la bandiera dell’Italia con una a scacchi e gigli e venisse proposta una legge in tal senso, questa si porrebbe in contrasto con la norma gerarchicamente superiore di cui all’art. 12 Costituzione (“La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”), con la conseguenza che per potersi adottare tale nuova bandiera si dovrebbe anzitutto cambiare la Costituzione. E il parlamentare che lo facesse notare farebbe un servizio alla legalità, non certo il contrario. Anzi, a ben vedere, più fosse favorevole alla nuova bandiera, più sarebbe logico il suo preoccuparsi a che il nuovo vessillo venisse approvato nella piena legittimità, onde evitare successivi possibili caducazioni.

Ora, che il nuovo piano di viabilità non sia in moltissimi punti coerente con il Pgt-Pgtu è talmente evidente (basta non dico leggere ma anche solo scorrere i vari documenti) da non meritare ulteriori discorsi al riguardo. Quanto alle conseguenze dell’illegittimità non è da dimenticare che gli atti amministrativi illegittimi, pur dopo il decorso dei termini dei ricorsi amministrativi, restano soggetti, senza limitazioni di tempo, alla disapplicazione per non conformità alla legge da parte del Giudice ordinario che decida su diritti soggettivi, e che la Pubblica Amministrazione deve uniformarsi a tali eventuali decisioni (artt. 4 e 5 L. 20.03.1865 n. 2248 – si proprio del 1865! E’ la legge base dell’unificazione, tutt’ora in vigore). Perché si voglia costruire la nuova viabilità su fondamenta di sabbia e sottometterla alla spada di Damocle di futuri contenziosi è per me un mistero, visto che basterebbe un passaggio in consiglio comunale di Pgt-Pgtu. E lo dico proprio perché vari punti del nuovo piano viabilità mi piacciono (mentre sono critico su altri, ma non è questa la sede per una siffatta discussione). Come dicevo, un’altra occasione persa.

Una annotazione a margine. Pur criticando, alla luce di quanto sopra, la decisione del sindaco di non procedere al passaggio in consiglio comunale di Pgt-Pgtu, mi è piaciuto l’intervento con cui, senza giri di parole, si è assunta la piena responsabilità politica e materiale del nuovo progetto e relative formalità: in un’Italia in cui, quando si tocca il punto responsabilità, i distinguo proliferano, non mi è parsa cosa da poco. Assunzione di piena responsabilità da valere ovviamente anche per il futuro, sia nel bene che nel male.

Antonio Scarabelli

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