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“Critico due recenti delibere del commissario”

19 dicembre 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questa mail inviataci da un nostro lettore in merito alla recente decisione del commissario prefettizio Anna Pavone di firmare l’Accordo di Programma per l’area ex-Alfa Romeo. Il lettore critica poi anche la scelta fatta dal commissario di azzerare il Cda della casa di riposo Gallazzi – Vismara, nominato solo qualche mese fa dall’allora sindaco Ravelli. In merito a quest’ultimo punto va precisato che la decisione del commissario è stata motivata, oltre che con l’assunto che con le dimissioni della giunta decadeva anche il Cda della casa di riposo, anche dal fatto che, in ottemperanza alla Legge n. 135/2012 che impone agli enti locali di conseguire risparmi gestionali, i membri del consiglio di amministrazione sono stati ridotti dai precedenti cinque agli attuali tre.

Vi sottopongo una personale riflessione a voce alta in merito all’operato del commissario prefettizio, Dott.ssa Anna Pavone, che sicuramente passerà alla storia della nostra comunità. La sua decisione di sottoscrivere l’Accordo di Programma relativo all’Area ex-Alfa viola, a mio avviso, tutte le regole della democrazia sostanziale ed è stata una gravissima scorrettezza politica. Infatti, di fronte alla manifesta opposizione della grande maggioranza dei cittadini, il commissario ha preso una decisione irreversibile, con dannose ricadute nei lunghi anni a venire, a soli tre mesi dalle prossime elezioni amministrative. Questo accordo era in discussione da lustri e nulla sarebbe successo se si fosse saggiamente demandata la decisione agli organi democratici che sarebbero stati eletti nel prossimo febbraio. La campagna elettorale si sarebbe sicuramente incentrata su questo tema e i vari candidati avrebbero dovuto esprimersi con chiarezza in merito alle loro intenzioni. Non posso nascondervi che questa accelerazione da parte di una persona, che fra pochi mesi tornerà al suo ufficio in prefettura e non si occuperà mai più di Arese e non dovrà rispondere ai cittadini di questa sua scelta, mi lascia a dir poco sconcertato e mi conduce a interrogarmi in merito alle sue motivazioni (e alle pressioni che ha dovuto subire?).

Vi è un’altra decisione, sia pure di ben minore rilevanza, presa dalla Dott.ssa Pavone, che a mio avviso segnala un suo approccio alla gestione della cosa pubblica a dir poco singolare. Mi riferisco alla notizia apparsa sui giornali locali in merito all’azzeramento del Consiglio di Amministrazione della Casa di Riposo. Ebbene i membri del consiglio erano stati nominati dalla giunta Ravelli (di norma così avviene a ogni cambio di giunta) e non sono in grado di valutare la bontà di queste scelte: il commissario ha revocato le nomine, invocando la motivazione di principio che queste nomine non erano più giustificate dopo la caduta della giunta Ravelli. Può sembrare ragionevole, ammesso che la normativa fosse così cogente. Peccato però che per superare l’impasse siano stati nominati tre funzionari del Comune, che per l’attuale normativa non potevano occupare tali cariche. Nessun problema: la Dott.ssa Pavone ha emesso un ordinanza che cambiava la normativa!

Scusate lo sfogo.
Carlo Brusadelli

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