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“Ho subito un furto di oggetti e di affetti”

01 febbraio 2013 – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di una lettrice che ieri ha subito un furto nella sua abitazione. Non è necessario aggiungere nulla a quanto scrive, se non che, per quello che può valere, le esprimiamo tutta la nostra solidarietà e ci auguriamo, come auspica lei stessa, di riaverla ospite su QuiArese con argomenti più lieti.

Gentile redazione,
ieri mattina, giovedì 31 Gennaio, ho subito un furto nel mio appartamento: alcune persone non si sono fatte scrupoli e si sono introdotte in casa mia, violandone l’intimità, e mettendo mano nei miei cassetti, armadi e comodini. Hanno portato via tutto quello che poteva essere facilmente nascosto in tasca e successivamente smerciato…oggetti di grande valore per me e la mia famiglia, un valore che va ben oltre quello economico… Regali che mi hanno accompagnato fin dalla nascita e durante le fasi più importanti della mia vita: il Battesimo, la Prima Comunione, la Cresima, i miei diciotto anni, il Matrimonio, la nascita dei miei figli. Ricordi di persone che non ci sono più, per le quali provavo un affetto profondo e sincero…

Ora vivo nella paura di uscire di casa anche solo per il tempo di accompagnare i bambini a scuola, ho paura se sono in casa, ho paura a lasciare una finestra aperta per far girare aria e spostarmi in un’altra stanza… ho paura… So che con ogni probabilità non rivedrò nessuno degli oggetti che mi sono stati portati via, ma nonostante questo mi sono accorta che cammino per la strada nella speranza di vedere qualcosa che brilla nell’erba, e che questo qualcosa possa appartenermi. Sono oggetti appartenuti a persone buone e oneste, e il solo pensiero che da ora in poi possano essere indossati da persone che tanto buone e oneste non lo sono, mi fa venire i brividi, oltre a gettarmi nello sconforto. Confido nella giustizia terrena, ma ancora di più confido in una Giustizia più alta, una Giustizia che viene da chi ci dice di non rubare, di non desiderare la roba altrui, di amare il nostro prossimo come amiamo noi stessi, di non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi… So che in questo periodo ad Arese tante famiglie stanno vivendo la stessa situazione, so di essere una tra i tanti, ma questo non mi deve impedire di arrabbiarmi e indignarmi per quanto sta succedendo.

Nella speranza di poterVi scrivere di nuovo, magari portando buone notizie, porgo i miei saluti.

Lucia Fogliata

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