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“Lavori in corso: non si pensa ai residenti?”

26 giugno 2015 – Riceviamo e pubblichiamo questo nuovo intervento di Antonio Scarabelli in merito all’area di piazza della Pace, parzialmente chiusa e adibita a deposito di cantiere per i mezzi e i materiali utilizzati per i lavori relativi alla nuova viabilità cittadina. Il nostro lettore descrive i conseguenti disagi per chi vive nelle abitazioni circostanti.

I nostri amministratori, mentre come Penelope per oltre un anno tessevano e disfacevano il telo della nuova viabilità aresina, si erano evidentemente dimenticati di pensare al relativo cantiere che, anche in considerazione della sua durata di un anno o più, sarebbe stato doveroso programmare e attrezzare in zona periferica (i posti di certo non mancano), lontano da abitazioni, parchi e quant’altro.

Così, avviati i lavori, in perfetto stile emergenziale, lo hanno piazzato nel bel mezzo di uno dei quartieri residenziali di pregio della nostra cittadina e a margine di un parco, di fatto reso inagibile, toccando così inesplorate vette di sublime assurdità. Risultato: dalle prime ore del mattino a pomeriggio inoltrato andirivieni costante di camion, ruspe, eccetera, movimento di terra e detriti, messa in funzione di macchinari vari e relative emissioni, il tutto con la sua dose di assordante rumore, polvere, inquinamento e quant’altro. Con buona pace della sbandierata intenzione di ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico.

Basta questo a dimostrare la distratta attenzione con la quale questa amministrazione considera i residenti ed il loro benessere. Lo ribadisco: una situazione destinata a durare almeno un anno trascende qualsiasi provvisorietà, comportando effetti sostanziali. Quando si sono presentati alle elezioni, sapevano dei problemi connessi con il piano viabilità, se pensavano di non poterli risolvere o gestire, potevano non presentarsi, mica glielo aveva ordinato il medico; se ora non sono capaci di gestirli, se invece di risolvere i problemi ne creano di nuovi, si dimettano.

Chiedo pertanto formalmente a questa amministrazione di provvedere al riguardo, con la dovuta sollecitudine. Fra l’altro proprio di questi tempi ho pagato la Tasi, Tassa Servizi Indivisibili: pretendo quindi di ricevere Servizi, non Disservizi.

Antonio Scarabelli

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