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“Le mie considerazioni sulla vicenda Facs”

30 luglio 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Massimiliano Seregni in merito alle vicende di Facs e alle risposte fornite dall’amministrazione nel corso dell’ultimo consiglio comunale all’interrogazione presentata da Arese in Testa, Forza Italia e Arese al Centro (leggi qui).

Alcune considerazioni sulla vicenda di Fondazione e centro sportivo. Ho ascoltato più volte e con attenzione l’intervento del sindaco Palestra e del segretario comunale dott. Pepe in merito all’interrogazione su Fondazione Arese Cultura e Sport e francamente non riesco a comprenderne il senso, il fondamento e la conformità con quanto emerso in questi mesi. Mi scuserà il segretario comunale dott. Pepe ma non posso non rilevare che il Testo Unico Enti Locali prevede che la nomina dei rappresentanti da parte del sindaco avviene nei 45 giorni dall’insediamento del sindaco stesso e non comprendo come si possa realmente sostenere che esisterebbe una teoria generale per tutti gli enti locali e una speciale per la Fondazione Arese Cultura e Sport priva di organi dal gennaio 2012. Ricordo al dott. Pepe che la Fondazione è stata costituita dal Comune di Arese e dal sito ufficiale del Comune di Arese risulta tra gli enti il cui potere di nomina degli amministratori spetta proprio al sindaco di Arese.

Infatti, secondo lo statuto di Fondazione, al Comune di Arese – e solo a questo – spetta la nomina della maggioranza dei membri del consiglio di indirizzo e del suo presidente. Tale nomina è sempre avvenuta nel corso degli anni tramite l’articolo 50 del Testo Unico Enti Locali che definisce quelle che sono per legge le “competenze del sindaco”. Gli uffici comunali sono pienamente consapevoli di questo e cercare di negare l’evidenza mi sembra davvero fuori luogo. Inoltre, nel testo normativo nazionale dove vengono definite le competenze del sindaco si legge a chiare lettere che questo provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni. E la Fondazione rappresenta appunto un’istituzione. Inoltre, sempre nel medesimo articolo, viene sancito che “Tutte le nomine e le designazioni debbono essere effettuate entro quarantacinque giorni dall’insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico”. E questo è un principio posto a tutela degli enti, aziende e istituzioni che non possono rimanere privi di organi in grado di garantire il loro stesso funzionamento e generare quindi la loro paralisi. Visto che non esiste alcuna deroga “speciale” sarebbe interessante comprendere il motivo per cui il segretario comunale ritene non applicabile all’istituzione Fondazione tale principio valido per tutti gli enti locali.

Ricordo inoltre che la normativa sulla prorogatio – richiamata tra l’altro dalla Corte dei Conti nella sua relazione – in caso di scadenza dell’incarico, prescrive che questa non può essere superiore ai 45 giorni. Scaduti i 45 giorni, in caso di mancata nomina da parte di chi deve provvedere, questo sarà considerato direttamente responsabile per i danni arrecati. E  gli atti compiuti da chi non è stato sostituito sono considerati nulli. Nel nostro ordinamento esiste anche un principio di non ledere gli altrui diritti. E se il comune di Arese si è preso l’impegno e l’esclusiva di nominare il presidente di una fondazione e la maggioranza del suo consiglio di indirizzo, in caso di omissione, il comune di Arese è da ritenersi responsabile di tutti i danni arrecati in seguito a quel comportamento non solo a se stesso ma anche alla Fondazione e ai terzi. Fondazione è rimasta dal gennaio 2012 fino ai primi di luglio 2014 senza organi, semplicemente in quanto il Comune non li ha voluti nominare come risulta dalle stesse dichiarazioni del sindaco Palestra alla Provincia, alla Regione e in consiglio comunale. Ricordo che il sindaco Palestra ha addirittura utilizzato quella mancata nomina come la prova manifesta di un disinteresse del Comune in Fondazione.

Ora, se quel disinteresse ha causato danni a Fondazione e a terzi chi risponderà degli effetti di quella volontaria manifestazione di disinteresse? Un decreto ingiuntivo non opposto divenuto esecutivo, interessi passivi maturati, azioni legali subite senza alcuna difesa, bilanci non approvati per anni, istanze di fallimento presentate, queste sono solo alcuni degli avvenimenti accaduti dal gennaio 2013 in assenza degli organi di Fondazione. Inoltre, mi sembra utile ricordare che la Corte dei Conti nella sua relazione – la cui pubblicazione sul sito del Comune era stata richiesta proprio dall’organo contabile – risulta a chiare lettere che la tesi della prorogatio a tempo indefinito degli organi dimissionari e la mancata nomina di nuovi organi da parte del vertice comunale ha arrecato danni al Comune e alla stessa Fondazione. Il Tar ha respinto certamente il ricorso dell’ex presidente di Fondazione ma la motivazione di tale rigetto non può essere non considerata e appare davvero superficiale sentire il sindaco sventolare la questione delle spese di lite: nessuna necessità di ratifica delle dimissioni da parte del sindaco in quanto le dimissioni degli organi di Fondazione hanno avuto effetto nel momento della loro presentazione risalente al gennaio 2012. E da allora? Da quel lontano gennaio 2012 chi doveva fare cosa?

Di certo qualcuno doveva sostituire gli organi che si erano dimessi e quel qualcuno, come visto, era proprio il sindaco di Arese. In merito all’intervento del sindaco Palestra che ha sostenuto e accusato il presidente dimissionario di non aver convocato il consiglio di indirizzo, ricordo una banalità: il consiglio di indirizzo (unico organo che poteva deliberare lo scioglimento di Fondazione, lo spostamento della sede sociale e approvare i bilanci) ai sensi dello statuto di Fondazione (scritto dal Comune di Arese) era decaduto da gennaio 2012. Quindi, nessuno, salvo richiedere l’utilizzo della prodigiosa macchina del tempo, poteva evidentemente convocare un organo che non esisteva. Infine, ricordo al sindaco che la fantomatica “assemblea dei soci”, come riferito anche dal suo assessore durante un consiglio comunale di qualche mese fa, è un organo che semplicemente non esiste.

Massimiliano Seregni