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“Meglio rotonde o semafori? Lo dirà il tempo”

08 gennaio 2014 – Durante il periodo festivo abbiamo ricevuto alcune lettere sul tema della viabilità. Iniziamo con il pubblicare quella di Giorgio Fiorini, che non propone ricette ma riflessioni sul dibatto che da tempo si è acceso nella nostra città.

Rotonde o semafori? Questo è il dilemma. Penso che se ci si sforzasse di ricercare una forma di sintonia nel pensiero, calmierando i “botta e risposta” degli innumerevoli post apparsi su QuiArese riguardanti il tema della viabilità, potremmo arrivare almeno a concordare che, di una scelta tra due o più opzioni, spesso non possiamo stabilire a priori quale sia la migliore in assoluto, se non dopo l’applicazione pratica. Ce lo insegna la prassi scientifica in generale e anche quella di ordine politico-amministrativo. La responsabilità poi delle conseguenze di determinate decisioni, soprattutto in campo socio-amministrativo, dovrebbe portare a un “riconoscimento” di chi le ha prese, se hanno dimostrato il raggiungimento di risultati positivi, o “imputata” a costoro, se hanno condotto a conseguenze negative.

Il dibattito sul futuro della nostra viabilità, e che potremmo per amore di sintesi e per semplicità, concentrare nella domanda: “Più semafori o più rotonde?”, rappresenta un esempio calzante della problematicità legata alle scelte di un’amministrazione. La cartina di tornasole sulla “bontà” della decisione intrapresa, l’avremo solo quando ci saranno più aiuole spartitraffico o, in caso di revisione “strategica”, più semafori, come perorato da una parte della cittadinanza. Nel frattempo mi chiedo: ma se i semafori offrono il migliore e più completo flusso veicolare (minore inquinamento, maggiore sicurezza), come può sopravvivere il resto del mondo che non coltiva questa certezza? E viceversa, naturalmente. Ad esempio, mi piacerebbe molto vedere, ma non so se tecnicamente possibile (fotomontaggio mediante calcoli del traffico?), come apparirebbe lo stesso incrocio con rotonda, fotografato e apparso su un sito aresino di recente, nella situazione con semafori (naturalmente alle stesse condizioni di traffico, di ora e giorno della settimana).

Non ho studi alle spalle di “ingegneria applicata ai flussi stradali” e quindi sono aperto ad ascoltare i consigli di gente più esperta del sottoscritto: sempre che tali suggerimenti siano rivolti alla soluzione migliore per la nostra città e per la sicurezza dei cittadini, e non a calcoli ideologici. Sono disposto a ricredermi sulla mia attuale preferenza, che ho tentato di non far apparire e che, ripeto, è in ogni caso soggetta a revisioni: non reputo infatti la coerenza a tutti i costi un assioma. Considero invece un valore, la refrattarietà ai pregiudizi, alle ideologie, e la predisposizione alla libertà di pensiero. Tra l’altro, mi sento anche tranquillo di fronte ad ogni mia scelta definitiva sull’argomento, perché non invischiato nella problematica dei conflitti d’interesse: non dirigo, né ho partecipazioni in società di lavori stradali, produzioni di aiuole spartitraffico o di semafori.

Distinti saluti
Giorgio Fiorini

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