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“Non dimenticare la Giornata del Ricordo”

15 novembre 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questa mail di un aresino che, pur firmandosi, chiede di rimanere anonimo. Il nostro lettore parla della Giornata del Ricordo, dedicata ai profughi giuliani, dalmati e istriani, alcune dei quali vivono anche ad Arese, e del neonato Comitato 10 febbraio.

Sappiamo tutti che la giornata del ricordo, che cade il 10 febbraio è molto ignorata (anche ad Arese). Non voglio qui riferirmi solo alle foibe (alle quali vanno i miei più profondo cordoglio, deferenza ed onore), ma ricordare anche l’esodo giuliano dalmata. Ci siamo, noi Italiani che quel problema non abbiamo avuto, dimenticati (o forse addirittura non lo abbiamo mai pensato e saputo) delle gravi difficoltà di vita e riadattamento in altro luogo dei nostri fratelli, Italiani come noi, costretti all’esodo dalle loro terre, abbandonando tutto quello che avevano, costretti a ricominciare daccapo senza grandi aiuti dall’altra Italia, men che meno dalle Nazioni estere per quelli che furono costretti ad andare per esempio in Australia piuttosto che in Sud America. Il mio cuore, trafitto dai soprusi che quei nostri fratelli hanno dovuto subire, chiede pubblicamente il loro perdono, non solo a chi ancora vive, ma soprattutto a quanti oramai sono già andati avanti (come dicono gli Alpini); perdono per la mia assenza, le mie mancanze nei loro confronti e la dimenticanza che ”faceva comodo”, giustificando il tutto con il tipico alibi di avere tante altre cose ”molto importanti” cui pensare e dedicarmi, ignorando persino i morti del 5 novembre 1953.

Credo di sapere che ad Arese ci sia un discreto numero di profughi Giuliani, Dalmati ed Istriani, anche, ancora, di prima generazione (oramai sono grandi ed hanno generato figli e nipoti) ai quali rivolgo il mio deferente omaggio e che mi permetto dire: sarebbe doveroso, bello e corretto che i giornali locali li onorassero, prima che sia troppo tardi. L’occasione ci viene offerta da quanto mi ha scritto il Comitato 10 febbraio, qui sotto trascritto integralmente. Due righe di comprensione credo non si possano negare a nessuno, ispirandosi al contenuto del messaggio indicato e relativo allegato. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che la Patria che ignora i suoi figli più negletti non è Patria. Non chiedo che il mio nome venga citato … se voi faceste riferimento a questo messaggio, potrete firmarlo

Un italiano che, in ritardo, si pente della sua assenza

Questo il comunicato citato dal nostro lettore nella sua lettera:

Carissimo,
se ricevi questa circolare, è perché nel passato hai avuto a che fare, a vario titolo, con il Comitato 10 Febbraio, l’associazione che si occupa da 8 anni di contribuire affinché non vada perduta la cultura italiana d’Istria e Dalmazia e la memoria delle tragedie subite dalla comunità italiana del territorio istriano, fiumano e dalmata. Abbiamo deciso di dare un nuovo corso a questa associazione, che negli anni ha raggiunto migliaia di persone in tutta Italia, e lo abbiamo fatto scegliendo una data simbolica: il 5 novembre.

Sono passati 59 anni da quel 5 novembre 1953, quando la polizia inglese che occupava Trieste sparò sulla folla di studenti che chiedevano soltanto di rimanere italiani, uccidendo 6 persone in due giorni di violentissimi scontri. Fra loro, Pierino Addobbati e Leonardo Manzi avevano soltanto 14 e 15 anni: le ultime vittime del Risorgimento italiano erano studenti liceali. Ed è nel loro ricordo che abbiamo deciso di rilanciare le attività del Comitato 10 febbraio, un’associazione che da sempre si rivolge principalmente ai giovani e agli studenti, nella convinzione che soltanto garantendo che i più piccoli non dimentichino si potrà perpetuare il ricordo di questa parte di storia nazionale spesso strappata dai libri, celebrando così appieno il “Giorno del Ricordo”, che cade proprio il 10 febbraio di ogni anno.

Un po’ di novità coinvolgono quindi la nostra associazione. La prima, propedeutica alle altre, è il tesseramento: per far parte del Comitato 10 Febbraio sarà necessario iscriversi. La quota è di soli 5€ annui per i soci ordinari e 30€ per i soci sostenitori, e comprenderà una pubblicazione che i soci riceveranno via posta elettronica e che racconterà le varie attività del Comitato nelle diverse sedi. È importante sottolineare che, per far parte del Comitato 10 febbraio, è obbligatorio formalizzare l’iscrizione. Questo è valido per tutti, anche per chi in passato ha partecipato alle iniziative o ha ricoperto ruoli di responsabilità all’interno del Comitato.

Il tesseramento ha anche lo scopo di salvaguardare il carattere dell’associazione, che è e deve essere estranea alle dinamiche della politica di partito. Il Comitato 10 febbraio non fa parte di nessun partito: è di proprietà dei suoi soci e collabora con tutti (partiti, istituzioni, associazioni…) di qualunque parte politica, senza alcun pregiudizio, per il conseguimento delle proprie finalità.Per questo motivo vi chiedo di voler aderire formalmente a questa associazione compilando il modulo che trovate sul nuovo sito (clicca qui). Una volta compilato il modulo riceverete le informazioni necessarie su come effettuare il pagamento della quota, che vi permetterà di sostenere a pieno titolo tutte le attività del Comitato. Successivamente, procederemo alla nomina dei responsabili provinciali sui territorio, in maniera da garantire una copertura quanto più ampia possibile e raggiungere così il maggior numero di persone nella nostra opera di informazione e di difesa della nostra identità.

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