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“Obbligati a pagare ma non possiamo farlo!”

06 ottobre 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera ricevuta in merito alle code che si formano per accedere agli uffici Gesem per il pagamento della Tasi.

Buongiorno,
vi scrivo non come militante del Movimento 5 Stelle ma come cittadina indignata di Arese. Nel pomeriggio di giovedì 2, alle 15,10, mi sono recata alla Gesem (che avrebbe aperto nella fascia oraria 16,00-18,00) per pagare la Tasi, visto che non mi è stata recapitata a casa: sorpresa! C’erano già 40 persone davanti a me che si erano organizzate con “bigliettini fai-da-te” per determinare l’ordine d’ingresso una volta aperti gli uffici; infatti appeso alla porta di Gesem c’è un cartello (paradossale e assurdo) che dice che al mattino verranno distribuiti esclusivamente 40 biglietti e nel pomeriggio 20 perché sono solo in 2 a gestire le pratiche. Quindi ho incontrato persone che erano lì dalle 14,00 per accaparrarsi la possibilità di pagare la Tasi. Gente infuriata, che da giorni prova ad entrare, gente con sedie che si piazza davanti alle vetrine con ore di anticipo. Ho chiamato sia i Vigili che i Carabinieri ma entrambi mi hanno detto che bisogna parlare con il Comune.

Ora mi chiedo:
1 – Si sapeva da mesi che tra settembre ed ottobre avremmo dovuto pagare la Tasi: aumentare l’organico o l’orario di lavoro?
2 – E’ legale limitare l’accesso a sole 20 persone? Essendo tutto automatizzato dovrebbe essere tutto rapido ed indolore
3 – Siamo obbligati a pagare le tasse ma siamo impossibilitati a farlo!

Trovo veramente incredibile questa vicenda…
Marta Repossi

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