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“Ora basta! lo dovrebbero dire gli aresini”

30 luglio 2012 – Abbiamo ricevuto questo intervento di un nostro elettore prima che Pietro Ravelli ufficializzasse le sue dimissioni da sindaco ma purtroppo non siamo riusciti a pubblicarlo prima. Ce ne scusiamo con il signor Antonicelli e con i lettori. I contenuti, pur dopo i recenti fatti, offrono comunque una serie di spunti di riflessione.

“Ora basta! lo dovrebbero dire gli aresini”
Sono abbastanza d’accordo con Bettinardi, probabilmente c’è inesperienza da parte del nuovo sindaco Ravelli. Forse ha peccato un poco di ingenuità pensando che alcuni personaggi intorno a lui potessero trasformarsi improvvisamente da “vecchi politici” a “diversi politici” (diversi non nuovi, perché vecchi sarebbero rimasti). Credo ci possa essere anche un’altra lettura rispetto alla collaborazione di un esponente del Pd con Aresefuturo. Strategie machiavelliche? Forse il Pd era certo che Aresefuturo non avrebbe vinto al ballottaggio, quindi “aiutiamoli, al ballottaggio meglio loro del Pdl/Udc”. Bravo Ravelli e tutta Aresefuturo, hanno vinto, prendiamone tutti atto (forse sarebbe più corretto dire che tutti gli altri hanno perso!) hanno vinto con un programma elettorale che aveva alcuni punti in comune con programmi di altri, quindi, se guardiamo ai punti essenziali dei programmi elettorali, una bassa percentuale dei votanti ha un pensiero diverso da Aresefuturo.

Loro sono stati eletti, che si arrangino!
…e l’Udc cosa fa? Di fronte alla volontà popolare sta a guardare, non voglio dare credito ad altre dicerie, ma con l’atteggiamento che intravedo “loro sono stati eletti, che si arrangino” non si fa politica “nuova”, si aspetta che crolli il tutto per avere un’altra opportunità per se stessi. Ancora peggio fanno quei partiti che nei loro programmi avevano dei punti in comune con Aresefuturo, loro ancora più di Udc e Pdl dovrebbero, pur dall’opposizione, essere positivi nei confronti di Ravelli e collaborare per il bene di Arese e degli aresini… altrimenti il pericolo è un altro commissariamento.

Alcune riflessioni
1-    tutti si accorgono di errori dopo e mai durante l’elaborazione dei documenti, forse il Sindaco Ravelli si occupa di tutto in prima persona, di nascosto con pochi “accoliti” poco preparati o peggio…?
2-    Sono d’accordo, i funzionari del comune sono preparatissimi. Se sono così bravi perché escono documenti ufficiali incompleti o non corretti tanto da costringere il Sindaco a revoche e riemissioni?
3-    Un appello al signor Sindaco: per favore se non lo ha fatto, in futuro coinvolga prima questi bravi funzionari, se invece li ha coinvolti e le hanno dato un cattivo servizio… nelle aziende a chi sbaglia viene cambiato incarico o addirittura viene licenziato!
4-    Arese è messa male per l’inerzia di Ravelli? Mi sbaglio o Arese esce da un commissariamento scaturito dalla giunta Fornaro fortemente appoggiata dall’UDC? Questo ovviamente non giustifica la confusione di questo momento, ma i problemi vengono da lontano e non dal nuovo sindaco.
5-    Il Palazzo Comunale è aperto a tutti i cittadini, certo, i cittadini entrano si rivolgono agli sportelli aperti al pubblico sbrigano la loro pratica e se ne vanno. A volte è necessario un colloquio negli uffici di funzionari, questo si dovrebbe fare su appuntamento e magari con un pass appeso al collo che dice dove ci si sta recando meglio se accompagnati dall’ospite stesso o da un collaboratore, ma questo succede negli enti ben organizzati…

Un poco di utopia
Anche questa serve, forse non si raggiungerà la meta, ma una aspirazione profonda ci può condurre almeno sulla giusta strada… Sogno un Consiglio Comunale che ha davvero a cuore il bene dei cittadini, che chi ha perso le elezioni collabori onestamente, dalla propria posizione, con il vincitore. Sogno anche che il vincitore abbia un poco di consapevolezza dei propri limiti (…e si comporti di conseguenza). Infine sogno che si possa riscoprire un poco di umiltà, termine considerato negativo e in disuso, ma ingrediente indispensabile per essere davvero al servizio della comunità.

Bartolo Maurizio Antonicelli