Home Rubriche Lettere

“Voglio condividere domande che mi pongo”

30 gennaio 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento sulla viabilità inviatoci da Marco Veroni. Che si pone e condivide alcune domande, alle quali auspica di ricevere risposte circostanziate e supportate da dati oggettivi.

Gentile Redazione di QuiArese,
nei giorni scorsi ho ricevuto diversi volantini sullo stesso tema, il primo, in data 20/1 “Basta disinformazione e speculazione sulla viabilità!”, il secondo in data 26/01 “Basta disinformazione sulla viabilità!” a firma del Patto Civico. Vi scrivo a titolo personale, non tanto per replicare a quei volantini, sono solo un cittadino e non posso permettermi di interloquire con una tale organizzazione, somma di più partiti e organizzazioni, quanto perché ho la propensione alla trasparenza e di non nascondermi dietro a delle sigle. A conferma di ciò, in caso il lettore non lo sapesse, sono uno dei cittadini “Passaparola”, cittadini appunto e solo quelli, lasciamo i Comitati a chi sa farne uso. Anche postumo.

Partecipando tuttavia alla preoccupazione della diffusa disinformazione in atto sul territorio, mi voglio rivolgere agli altri cittadini di Arese, come me, e condividere con loro alcune domande che mi pongo e mi sono posto. Perché stiamo facendo questo intervento? L’Ufficio Tecnico del Comune è stato colpito da una folgorazione urbanistica e si è messo a sfornare progetti alternativi di semafori e rotonde per gusto estetico e decorativo o forse c’è un’altra ragione? Forse che sia connessa allo sviluppo di un’area di 500.000 mq a nord di Arese e altre ancor più rilevanti a sud che si identificano con il nome di Expo, per non parlare dei servizi logistici connessi che troveranno definitiva sistemazione (MM, Passante, Alta velocità, FFSS ordinarie, uscita autostradale gratuita)? Forse che la ragione sia che questi insediamenti portino con sé del traffico, nuovo traffico, aggiuntivo, e che esperti autorevoli abbiano tradotto da tempo nei documenti che valutano gli impatti ambientali in circa 5.000 auto in transito al giorno in Arese, di cui circa 1.600 nell’ora di punta serale (1.600 auto in un’ora equivalgono a un passaggio di auto ogni due secondi circa…)?

Dato che il progetto sarà finanziato da un privato, perché un privato elargisce 7.4 milioni per un intervento sugli assi viari di un paese? Che sia forse funzionale, più che legittimamente, a portare clienti, fornitori e addetti su quell’area? Questo progetto si chiama o no “Interventi sul sistema viario di attraversamento” come recita la Delibera Commissariale del 22/2013? E’ vero che l’unico vincolo contrattuale per il progetto sia che i lavori debbano essere progettati e avviati (non conclusi) entro l’apertura del centro commerciale? E’ vero che la previsione della conclusione dei lavori sulle arterie (variante Varesina e tangenziale di Terrazzano e Mazzo) che porteranno il traffico ai confini del nostro territorio è posticipata e conseguentemente i rischi connessi? Ho fatto altrettante domande direttamente al Sindaco e all’Assessore alla viabilità in una lettera protocollata lo scorso 22/01 che invito tutti coloro che ne avranno la pazienza a leggere su questo sito (clicca qui).

Io ho difficoltà a dispensare risposte, soprattutto sui temi specifici di dettaglio, che in questo caso però diventano sostanza (un marciapiede o un esproprio lo sono per me). In termini generici e per ovvi limiti professionali, non so se sia meglio una rotonda o un semaforo, una carreggiata o due, una corsia o mezza. So che ci sono norme e regole di buona costruzione e finché il progetto non sarà definito, pubblicato e auspicabilmente non approvato nei termini definitivi, se si vuol tenere fede ai proclami di democrazia partecipata, chi ha competenza per valutarle, o chi ne è toccato solo perché ad Arese ci vive, non potrà farlo. Mi sento di dire che 5.000 macchine al giorno in più in attraversamento non sono uno scherzo e che se possibile, ogni soluzione esterna sia di gran lunga preferibile. Un progetto lo si deve fare, eccome, ma attenzione Arese non finisce con il 2015, con l’Expo o il centro commerciale. Errori progettuali che non tengo conto degli effetti di lungo periodo potrebbero presentare un conto molto oneroso.

Lascio e attendo illuminate “informazioni” da chi se ne sente depositario, magari da chi ne ha l’effettiva competenza. Possibilmente puntuali, quantitative e circostanziate, per favore, assumo fin d’ora la buona fede, la buona volontà e la comune sensibilità per il bene di tutti noi.

Ringrazio anticipatamente e saluto cordialmente
Marco Veroni

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese