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Seregni al Comitato: “Ecco dove ero”

09 gennaio 2014 – Massimiliano Seregni ci scrive per rispondere alla lettera inviataci poco prima di Natale da Maurizio Poggi, a nome del Comitato Difendiamo Arese (leggi qui).

Il Comitato Difendiamo Arese chiede dove si era quando loro raccoglievano le firme, supponendo che “qualcuno” in quel mentre era parte di quell’amministrazione che ha sostenuto l’Accordo di Programma che poi il Commissario ha reso esecutivo. Il tutto cercando come sempre di togliere l’attenzione ai veri problemi. Per questo, mi sembra utile ed educato dare una risposta che chi vorrà potrà tuttavia trovare solo in fondo a questa lettera in quanto l’intenzione è quella di ribadire con forza un concetto che sembra sfuggire a qualcuno (e forse anche a chi amministra): non si vive nel passato ma si vive nel presente. Applicando la logica e il buon senso non si dovrebbe domandare dove ero io (nulla da nascondere) o dove erano altri ieri, ma occorrerebbe seriamente iniziare a pensare a cosa risponderemo ai nostri figli ed ai nostri nipoti quando vedranno il traffico passare sotto alle loro case (che oggi sono le nostre) e ci chiederanno dove eravamo tutti noi oggi. Oggi nel documento alla base del progetto di viabilità c’é scritto che le nostre strade cittadine  dovranno assorbire il traffico che era previsto per la tangenzialina, nei documenti c’è scritto che il traffico deviato da Mazzo e Terrazzano un giorno  arriverà in via Gran Paradiso. C’è scritto che i flussi di traffico attuali subiranno degli aumenti mettendo a rischio la nostra salute. Questo é oggi.

Sono convinto che alle future generazioni non interesserà sentirsi rispondere tra un clacson e l’altro che noi cittadini di Arese del dicembre 2013, abbiamo commesso un imperdonabile errore: invece di analizzare il presente e pensare al loro futuro eravamo intenti a discutere del nostro passato. questo non sarebbe rispettoso per noi, non lo sarebbe per loro e neppure lo sarebbe per l’intelligenza umana. Cambiare diagnosi quando cambiano i presupposti e le situazioni è segno di coerenza, di forza e non di debolezza. Mantenere immutata la propria idea ed ostinarsi a non guardare la realtà che cambia in un quadro profondamente mutato rappresenta il più grande errore che si possa commettere. Mi rendo conto delle difficoltà di “Difendiamo Arese” ora che alcuni suoi esponenti di spicco, con estrema dignità (e dimostrando una rara forza intellettuale ammirevole), prendono atto pubblicamente che la tangenzialina rispetto al traffico nel cuore di Arese rappresenta  il male minore. E in questo non c’é assolutamente nulla di male. Tra amputarsi una gamba o morire di cancrena solo un folle preferirebbe la seconda alternativa e tra il traffico fuori da Arese o dentro Arese credo che la scelta sia la medesima. Come non ha senso oggi pensare al passato non ha neppure senso parlare di analisi del passato, ma occorre valutare la situazione di oggi, in quanto questo é quello che serve a chi domani dovrà vivere dopo di noi in quell’unico luogo che noi gli consegneremo. Comitato Difendiamo Arese, volete che le generazioni future vivano con il traffico sotto casa? Ecco, io no.

Per rispondere ora alla domanda del passato che non serve al futuro di nessuno, il vecchio accordo di programma è stato bocciato nel mese di ottobre 2010 dal voto contrario del consiglio comunale di Rho (astensione Lega Nord e gruppo di Marco Tizzoni), il nuovo accordo di programma é stato avviato con delibera di Giunta Regionale del 29 dicembre 2010 solo tra i comuni di Arese e Lainate. Per quanto mi riguarda sono stato assessore ai servizi sociali dal gennaio 2011 al settembre 2011, quando mi sono dimesso per coerenza in relazione alla bocciatura della mozione con la quale si richiedeva la risoluzione della vicenda centro sportivo (strada poi seguita dal commissario Chiodi). Un’esperienza che porto sempre con me e per la quale ringrazio tutti coloro che l’hanno resa possibile. Successivamente, da semplice cittadino, mi sono attivato direttamente e personalmente per ottenere realmente (e non a parole) la restituzione del centro sportivo agli Aresini.

Pertanto, anche “Difendiamo Arese”, tramite il semplice confronto cronologico di queste date (l’anno 2011 arriva dopo l’anno 2010) potrà rendersi conto  che mentre loro raccoglievano le firme (consegnate al sindaco in data 16 gennaio 2010, ossia un anno prima del mio incarico di assessore) certamente non potevo essere parte (nel bene o nel male) di quella amministrazione. Questo particolare potrà essere confermato (anche direttamente al membro della lista “Forum per la città palestra sindaco” che oggi firma a nome di “Difendiamo Arese”), da quei componenti dell’attuale maggioranza che all’epoca dei fatti erano parte anche di quella vecchia maggioranza e che avevano votato in consiglio comunale ad Arese proprio a favore del vecchio accordo di programma.

Per quanto riguarda il nuovo accordo di programma (avviato come visto sempre nel 2010, ossia prima del 2011) posso anche dire dove ero quando veniva approvato dal consiglio comunale di Lainate nel 2012: fuori al freddo nelle strade di Lainate, in quanto quel consiglio era stato blindato. Ricordo che c’erano anche un esponente di “Difendiamo Arese” insieme a un consigliere comunale, un assessore dell’attuale maggioranza e un giornalista. Di certo non eravamo la per festeggiare. Poi, visto il freddo e l’ora, siamo andati tutti a bere un tremendo punch caldo al mandarino prima di tornare ad Arese (ognuno con la propria macchina ovviamente e nessuno in bicicletta!). Se questo per il comitato “Difendiamo Arese” serve per togliere il traffico da Arese ne sono felice, anche se per quanto mi sforzi, non riesco a capire come.

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