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Traffico: le colpe di sindaco e Comitato

14 gennaio 2013 – Sulla nostra pagina Facebook prosegue il dibattitto sull’Accordo di programma che riguarda l’area ex Alfa Romeo e i relativi progetti viabilistici. In questi giorni abbiamo registrato molti commenti proprio su quest’ultimo punto e un lettore ha voluto scriverci direttamente per offrirci il suo parere in merito. Ecco la lettera che abbiamo ricevuto.

Caro QuiArese,
negli ultimi due anni ho seguito con attenzione la vicenda dell’accordo di programma, le relative polemiche e i risultati conseguiti soprattutto grazie al commissario prefettizio. La prima cosa che mi viene in mente è che se il sindaco Giancarlo Grandi, negli Anni ’70, verrà sempre ricordato per avere contribuito in modo determinante alla realizzazione di Arese come “città giardino”, mentre il sindaco Pietro Ravelli, durato la bellezza di 58 giorni, e il Comitato Difendiamo Arese rimarranno nella mente dei posteri come quelli che l’hanno rovinata. Non tanto perché con le loro sciagurate azioni hanno alla fine permesso che venisse dato il via libera alla realizzazione del centro commerciale, ma perché la viabilità che verrà realizzata a supporto si profila come un vero disastro per la nostra città.

Ecco perché. Chi arriverà da nord-ovest (Legnano, Origgio etc.) utilizzerà l’autostrada  e la relativa nuova uscita di Arese-Lainate; chi arriverà da nord-est (Caronno, Senago, Garbagnate etc.) userà prima la Varesina e poi viale Luraghi entrando da Santa Maria Rossa oppure la nuova bretella di collegamento nord-sud che partirà dalla strada che collega Garbagnate e Lainate; chi arriverà da Milano userà l’autostrada. Tutti questi flussi non interesseranno direttamente Arese.

I problemi nasceranno invece, per motivi diversi, dai flussi provenienti dalle altre direttrici. I clienti provenienti da Rho e Pero, per esempio, arriveranno direttamente alla rotonda del cimitero, grazie alla nuova tangenziale di Terrazzano già prevista (e da tempo annunciata) dal comune di Rho. Giunti in Arese non avranno altra alternativa che attraversare la nostra città passando da via Gran Paradiso. La tangenzialina che avrebbe evitato questo flusso, infatti, è stata “stralciata” dall’Adp grazie alle firme raccolte dal Comitato Difendiamo Arese.

Chi invece arriverà da sud-est (Bollate, Baranzate…) potrebbe facilmente continuare fino a Santa Maria Rossa e poi prendere il viale Luraghi, ma il traffico già congestionato in quella zona (provate ad andare a fare la spesa il sabato pomeriggio all’Esselunga e ve ne renderete conto di persona) e gli sciagurati progetti di eliminazione dei semafori da viale Sempione, via Gran Paradiso e viale dei Platani (stanno nel Piano Urbano del Traffico, a disposizione sul sito del Comune di Arese a questo link) invoglieranno la gente ad attraversare ancora una volta Arese usando l’asse di viale Sempione.

L’idea di una rotonda al posto di un semaforo in luoghi altamente frequentati da pedoni, ciclisti e ragazzini è raccapricciante. Invece di difendere Arese (vero Comitato?) la stiamo trasformando in un’enorme strada di scorrimento verso un grande centro commerciale. Sarebbe bastato costruire una semplice tangenzialina fuori dall’abitato e porre un po’ di attenzione ai piani presentati nei mesi passati (e qui i partiti avrebbero fatto bene a essere un po’ più presenti anche in periodi di commissariamento: il PUT risale ad aprile dello scorso anno) per evitare, o almeno limitare, questo rischio.

Ora a breve avremo un nuovo sindaco che dovrà gestire Adp, Put e Pgt (Piano di Governo del Territorio), tutti firmati da commissari prefettizi la cui attenzione al territorio è stata pari a zero. Speriamo che possa avere gli strumenti per intervenire almeno sulla viabilità (visto che sull’Adp non potrà farlo) e salvare così Arese da un traffico che grazie a un non sindaco come Pietro Ravelli e a un Comitato Difendiamo Il Mio Giardino (e non certo Arese) ci troveremo proprio in mezzo alla città.

Con stima.
G. Colombo


 

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