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Un messaggio… dagli alberi di Arese

12 giugno 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questo appello… degli alberi di Arese. Che hanno incaricato l’avvocato Scarabelli di renderlo pubblico.

Vi prego di trovare due minuti di tempo per leggere questo importante messaggio degli Alberi di Arese. Grazie.
Ai cittadini di Arese: Noi Alberi di Arese, saputo del destino di morte che alcuni di voi umani vorrebbero infliggere a molto onorevoli membri della nostra comunità dichiariamo:
• che non accetteremo mai un simile misfatto e una simile violenza;
• che non accetteremo mai lo smembramento della nostra comunità;
• che pretendiamo il rispetto dei nostri Diritti Naturali, nonché di quelli riconosciutici da Leggi che voi stessi affermate essere fondamentali (art. 9 Cost.: “La Repubblica tutela il paesaggio”);
• che lotteremo con ogni mezzo consentito al fine di evitare e contrastare le intenzioni di morte di cui sopra.

Chiediamo pertanto aiuto a quanti di voi ci sono amici e hanno goduto e godono della nostra bellezza, dell’aprirsi delle foglie in primavera, del fruscio del vento fra le nostre chiome, del canto degli uccelli che ospitiamo, dell’ombra che regaliamo, degli splendidi colori che le nostre foglie assumono in autunno. Vi ricordiamo anche il nostro importante contributo alla bellezza dell’ambiente e alla qualità e purezza dell’aria. Noi non vi disturbiamo, diamo molto e chiediamo poco: solo di lasciarci vivere, di lasciarci al nostro placido e silenzioso sogno di aggiungere ai nostri tronchi un ramo, una foglia, e poi ancora un’altro ramo e altre foglie, e poi ancora e ancora, per crescere, per aprirci alla luce, per sviluppare chiome meravigliose, il nostro inno alla vita e alla complessa semplicità della natura.

Per questo e molto altro ancora vi chiediamo di unirvi alla nostra lotta e di gridare forte con noi il vostro sdegno perché un tale misfatto non abbia luogo. Vi ricordiamo infine le parole di un saggio, che ha dimostrato ben altra consapevolezza rispetto a quella che oggi ci minaccia: “La terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. La Terra è nostra madre. Qualunque cosa succeda alla Terra, succede ai figli della Terra. Se gli uomini sputano alla Terra sputano a se stessi”. (dalla lettera del Capo Seattle al Presidente Usa Pierce – 1852).

Antonio Scarabelli

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