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Un neo aresino deluso dalla Misericordia

12 aprile 2011 – Riceviamo e pubblichiamo la mail di un lettore che riguarda la sua esperienza come volentorio della Misericordia. Abbiamo inoltrato il testo alla Misericordia stessa per un commento chiarificatore in merito alla vicenda che, qualora arrivasse, pubblicheremo.

Egregio signor Direttore,
sono un nuovo residente di Arese e le voglio raccontare la mia breve storia da neo aresino. Mi sono trasferito in questa meravigliosa cittadina, pieno d’entusiasmo e voglia di fare nell’ambito del volontariato, e dopo essermi informato, decido di dedicare il mio tanto tempo libero a chi ha bisogno e mi rendo, come volontario, disponibile alla Misericodia di Arese. A metà ottobre inizio il corso di formazione, nel contempo incomincio a fare pratica per cinque ore al giorno, da lunedì a venerdì.

Dopo sette mesi di corso, ottengo la Certificazione, la quale mi abilita come soccorritore riconosciuto dalla regione Lombardia. Inizio subito a svolgere il servizio come soccorritore effettivo ma,  per una regola interna, mi veniva chiesto di svolgere nove servizi come autista alla guardia medica, in quanto mi sarebbero serviti per completare l’iter formativo. Sulla carta nulla da eccepire, ma nella realtà vengo a conoscenza che c’era la possibilità, se non avessi avuto tempo, detto servizio lo potevo far svolgere al mio posto, da qualche psedo-volontario a pagamento e così avrei terminato tranquillamente l’iter formativo. Chiaramente  la cosa oltre a trovarla strana, la trovavo anche offensiva, e di certo  non potevo sottostare a tale abitudini…Premetto che, non esiste un accordo con i medici della guardia medica, tantomeno alla fine viene stilato un rapporto valutativo. TUTTO E’ PER FARE CASSA, in quanto gli autisti della guardia medica vengono pagati dalla Misericordia detentrice della gara d’appalto. Dopo un richiamo ufficiale, del consiglio direttivo, dove mi si diceva che se non avessi svolto tale servizio, sarebbero stati costretti a rivedere la mia domanda come partecipante della Misericordia, a fine marzo 2011 ho consegnato, con rammarico, la divisa e ho chiuso la mia breve avventura come soccorritore. Signor Direttore, come è difficile aiutare il prossimo, non crede?
Lettera firmata

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