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Viabilità: “Perché non un compromesso?”

03 febbraio 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Giorgio Fiorini, che per contenere l’eventuale traffico da attraversamento, tra semafori e rotonde propone una “terza via”.

03 febbraio 2014 – Mi permetto di ritornare sull’argomento “rotonde” e “semafori”. Premetto subito che non sono un esperto in viabilità, come ho già confessato in una precedente lettera a QuiArese.  Sono un cittadino di questa comunità e penso di avere il diritto di esprimermi sull’argomento, anche senza “ghost writer” alle spalle e senza che la mia modesta preparazione scolastica (non ho titoli accademici) e tecnica dei problemi del traffico (studio del PIM, traffico indotto, flusso totale, quote algebriche, ecc.) possa precludermi tale prerogativa. Devo ammettere che la copiosa messe di post nel blog imperniati su dettagli di leggi, commi, norme, accordi di programma, petizioni di principio, memo di programmi elettorali attesi e disattesi, mette un po’ a disagio la mia capacità di discernimento, oltretutto ridotta a causa dell’età. Penso comunque che tutto questo accavallarsi di proposte e controproposte, sia messo a disposizione dei lettori con le buone intenzioni di offrire una panoramica conoscitiva utile per una presa di posizione consapevole dei problemi della città. Sono anche predisposto a credere che tutto questo fervore da parte di molti aresini, nasca da un genuino impulso a volersi considerare non solo parte di una comunità, ma soprattutto membri di una “cittadinanza attiva”.

Nel merito del problema viabilistico, vorrei quindi offrire un mio suggerimento, con domanda finale a risposta multipla. Premessa dovuta: confesso di amare le “rotonde”, ma non disdegno quelle “efebiche” forme rappresentate dai semafori, che forniscono il loro apprezzato contributo ad automobilisti e pedoni. Non rifiuterei persino una “tangezialina”, se fosse interrata e con una parte di circa 200 metri in tunnel. Tralascio di entrare nel merito delle responsabilità, a me sconosciute, di chi possa averci messo nella disagevole situazione attuale che ci obbliga a una guerra di religione imperniata sul seguente amletico dilemma: modifica di alcuni viali con rotonde e senza avvalersi della “tangenzialina”, o viali attuali con semafori e avvalendoci  della “tangenzialina”? Vorrei proporre di districarci da tale dubbio scespiriano perorando un’intesa tra le fazioni in guerra polemica: ovvero tra chi aspira a una città a misura d’uomo, pulita, sicura, “pollution free”, con la giusta dose di parcheggi, eccetera, e coloro che invece amano il PM10, non pensano al futuro dei giovani, desiderano inebriarsi con  gas di scarico dei tubi di scappamento, sono refrattari alle piste ciclabili (a meno ché non siano entro le linee gialle delle corsie dei bus), sono sessisti e pertanto non glie ne frega niente dei parcheggi rosa, non si fanno scrupolo del rischio che alcune roulotte, negli eventuali parcheggi ad esse dedicati, possano essere utilizzate come i box del sesso a Zurigo o i parcheggi dell’amore a Napoli, eccetera, eccetera.

Ho cercato di esprimermi in maniera ironica, estremizzando le due categorie ”antropologiche” per sdrammatizzare un po’ questo “status belli”. Mi domando: perché non lavorare per un accordo tra i due mondi, che non penso si differenzino come scherzosamente ho voluto raffigurare? Parlo di un “patto di convivenza” (la specificazione è importante…) che si potrebbe fondare sul seguente compromesso (parola ostica ma di cui è fatta la politica): sì a rotonde e viali in parte modificati, secondo i dettati delle normative vigente, ma con semafori “intelligenti” nei punti caldi d’ingresso e uscita da Arese. La qualifica “intelligenti” l’ho affibbiata nel senso che i semafori, dovrebbero essere sincronizzati in maniera da dare nelle ore di punta mattiniera in uscita dalla città il verde per due minuti, mentre concedere solo trenta secondi di verde per l’entrata in Arese; e alla sera dalle 17.00 alle 19.00, temporizzazione semaforica normale per facilitare il rientro agli aresini, ma transito per le “diametraline” interne permesso solo per gli stessi residenti (Ztl). Sempre che questo progetto sia tecnicamente possibile e non sia: “discriminate” per chi dovesse venire a lavorare in Arese (ma quanti ci sono che da fuori vengono per lavoro in centro ad Arese, e poi il futuro non è per il ”lavoro leggero”?); non leda il diritto costituzionale della libertà e uguaglianza dei cittadini; non violi il principio del libero passaggio tra territori limitrofi; eccetera, eccetera.

E ora la domanda finale a risposta multipla. Cosa pensate che direbbero e come si comporterebbero i guidatori in coda sulla Varesina o provenienti da Mazzo-Terrazzano nelle ore di punta mattutine o tra le 17.00 e le 19.00, desiderosi di attraversare la nostra città?
a) Imprecherebbero contro la Giunta aresina per i divieti di transito e chi ha fatto la proposta dei semafori “intelligenti”, e starebbero in coda per un’ora o più prima di attraversare le “diametraline” interne;
b) Imprecherebbero come in a), ma nei giorni successivi cambierebbero itinerario.

Distinti saluti,
Giorgio Fiorini

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