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Ciclopedonali: nuove e già vecchie?

09 luglio 2015 – Non essendo “muli”, quando si cammina o si va in bici, distraendosi dagli impegni quotidiani, più o meno gravosi, non si può evitare di fare qualche “osservazione”. Il fatto: in questo periodo di continui regali infrastrutturali legati all’evento Expo 2015, che, in ogni caso, sta cambiando la nostra zona, uno dei molto graditi agli abitanti della zona Nord Ovest della Città Metropolitana Milanese è la creazione di numerose piste ciclopedonali. Arrivano poco per volta, ben oltre l’obiettivo dell’inaugurazione del 1° maggio, ma ogni giorno la rete di strade, ponti e piste cresce. I sentieri, denominati Let, Landscape Expo Tour, sono itinerari cicloturistici, lunghi tra 12 e 35 chilometri e nascono intorno a Milano.

Abbiamo già potuto percorrere alcuni kilometri del Let1, lungo le vie d’acqua che dal Canale Villoresi portano, attraverso il Parco delle Groane, a Castellazzo di Bollate e ad Arese, dove, a seguito dell’apertura del ponte sull’Autostrada dei Laghi, dal 5 luglio si può arrivare a Rho Fiera – Expo. Si passa anche accanto ad alcune belle Ville, ad esempio Villa Litta di Lainate, Villa La Valera di Arese, Villa Arconati di Bollate e per il Museo Storico dell’Alfa Romeo che ha riaperto questo mese, dopo anni di abbandono. Diciamolo: le piste sono belle, ci sono tratti all’ombra, altri esposti al sole, ma sono stati piantati anche molti alberi che hanno il loro naturale tempo di crescita. L’accompagnamento dei corsi d’acqua, per lunghi tratti, rallegra. A parte qualche attraversamento stradale, quasi tutti con semafori, le piste sono abbastanza sicure. Tutto bene, allora? Un Più è assegnato.

E i Meno? Expo effettivamente è un grande evento e, visitandolo, si capisce che è stato fatto un grande sforzo, ma sappiamo anche che, finita la manifestazione, quasi tutto verrà smantellato: è di questi giorni la discussione tra l’amministratore delegato di Expo, Giuseppe Sala, che prevede un anno per il lavori di demolizione e il governatore Maroni, che vuole a disposizione da subito l’immensa area, su cui non si sa ancora cosa nascerà.

Ciò, per quanto riguarda l’argomento piste delle Vie d’Acqua, su sui abbiamo camminato, ci ha fatto notare qualcosa di strano, che ci fa pensare alla mancanza di collaudi prima di procedere ai pagamenti delle ditte che hanno fatto un lavoro. La nuova staccionata che è stata posata, per chilometri e chilometri, si presenta già con il legno spaccato in vari punti (vedi foto sotto), e la domanda ci sorge spontanea: quanto tempo resisteranno alle intemperie? Non vorremmo che il nostro territorio, passata la festa, rimanesse nell’incuria, nella spirale delle mancate manutenzioni per carenza di fondi e nei rimpalli di competenze tra Regione, Città Metropolitana e Comuni… Inutile preoccuparsene? Più o Meno…

Francesco Gentile
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