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Questione d’acqua… Più o Meno

23 ottobre 2014 – Tornare a scrivere di acqua su questa pagina, non è mai superfluo. In un Paese che fa acqua da tutte le parti, nella nostra Città il rapporto con l’elemento è difficile, anche perché non si leggono risposte. Mai. La foto 1 non è una provocazione: alcune fontane d’Italia, prese tra le migliaia da nord a sud, mostrano come l’acqua è sempre stata usata nel corso degli anni per rendere quell’idea del moto, dell’allegria, dei riflessi che possono arricchire i monumenti e renderne la visione, oltre che artistica, anche “viva”. Ad Arese abbiamo delle fontane e, non volendo fare confronti con quelle di grandi artisti che hanno reso piazze e strade del nostro Bel Paese più che piacevoli, possiamo affermare che, nel nostro piccolo, abbiamo fontane che la città potrebbe valorizzare meglio. La foto 2 ci fa vedere la fontana di piazza 11 settembre che si presenta sempre funzionante, pulita, valida allo scopo di dare “movimento” a quel lato della piazza.

Nel contempo, vediamo la fontana di piazza Dalla Chiesa, di fronte al Comune, che sembrava progettata per “rallegrare” quel grande e vuoto monumento funerario con zampilli di varie altezze: da quando scriviamo su QuiArese abbiamo fatto notare il suo intermittente funzionamento. Una sola volta leggemmo su un social network la risposta che motivava con lavori di manutenzione il fermo dei getti. Trascorso più o meno un anno, ci accorgiamo, passando tutti i giorni, che la fontana è lì, moribonda, con acqua quasi stagnante e a fare da contenitore di piccoli rifiuti… Ci chiedemmo, anche, se c’era il rischio che fosse stata progettata senza riciclo dell’acqua e che fosse chiusa per risparmiare: nessuna risposta. Se non sono questi i motivi (manutenzione continua o risparmi di spesa) perché questa fontana è destinata a diventare sempre più un monumento immobile (per non scrivere “morto”) come quello del Centro Giada, cui abbiamo da anni rinunciato alla “resurrezione”?

Il rapporto difficile con l’acqua, non artistico, ma concreto e che mette alla prova la pazienza degli Aresini, è la Casa dell’Acqua: abbiamo in questi anni segnalato più volte il problema dell’uso della Carta Regionale dei Servizi per utilizzare l’erogazione dell’acqua frizzante. Più o Meno succede questo: molti utenti dimenticano la tessera nei lettori, altri, toccando casualmente le bande magnetiche i chip della tessera con le mani inesorabilmente bagnate, ne provocano il danneggiamento ed infine le tessere sono soggette a smagnetizzazione con il frequente uso. Ed è capitato proprio a chi scrive: la tessera che, ripetiamo, serve per ricevere Servizi Sanitari, per contenere la storia medica del possessore e anche come documento di codice fiscale, si è rovinata, come confermato dall’Asl di Rho che ha provveduto a ritirarmi la tessera, chiederne un duplicato che arriverà, forse, entro un mese. Chiedemmo se era possibile fare, anche con un piccolo contributo di noi Cittadini, tessere magnetiche alternative, come in altri Comuni. Mi chiedo: sono l’unico ad avere questo rapporto di amore – odio con la Casa dell’Acqua? Sono l’unico che trova tessere dimenticate e che, risalendo ai proprietari si preoccupa di trovarne il numero di telefono e riconsegnare la tessera? Sono l’unico ad aver avuto problemi di funzionamento della tessera? Ultima nota, tanto per non dimenticare: siamo ancora in attesa di conoscere le nuove misurazioni della qualità dell’acqua erogata: fino a poco tempo fa, in bacheca, c’erano quelle esposte nel giorno dell’inaugurazione. Inoltre sarebbe sempre interessante conoscere, come fanno in altre città, quanto risparmio in plastica e gestione rifiuti abbiamo ottenuto con questo utile servizio. Sembra che altrove i Cittadini vengano informati. Più o Meno.

Francesco Gentile
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Foto 1

 

Foto 2