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Arese, un “modello” per la scuola

11 aprile 2014 – I dati statistici sono considerati a volte freddi numeri, che hanno il solo scopo di delineare un quadro generale o una tendenza di massima. In realtà questi numeri, se analizzati e utilizzati correttamente, e tradotti in un modello statistico, possono assumere una notevole importanza nelle scelte strategiche e operative in chiave futura. Ed è quello che sta avvenendo ad Arese, dove l’amministrazione, partendo da un poderoso lavoro di aggregazione dei dati forniti dall’anagrafe, sta impostando le politiche della scuola per i prossimi anni. Ci ha illustrato il lavoro svolto il sindaco Michela Palestra, che all’atto della nomina degli assessori ha tenuto per se le deleghe all’istruzione: “Il progetto del quale stiamo parlando – premette Palestra – è nato con l’idea di condurre un’analisi approfondita della situazione anagrafica di Arese, per visualizzare in maniera oggettiva e quantificabile come le scuole risentono dello sfavorevole andamento socioeconomico. E da questi dati ricavare poi delle linee di indirizzo per gli stanziamenti di bilancio futuri”.

Il quadro che emerge conferma che Arese è una città che vede inesorabilmente aumentare l’età media dei suoi residenti: “I dati anagrafici – conferma il sindaco – mostrano che siamo un paese che invecchia, con l’età media degli aresini che aumenta di un anno ogni anno che passa. Arese ha sempre avuto il primato come città delle famiglie, ma questi dati ci hanno fatto domandare se la realtà è ancora questa. Questi numeri non vanno interpretati in maniera astratta o teorica, perché sono fondamentali per valutare sistematicamente la qualità e la quantità degli investimenti che andranno fatti nelle scuole nei prossimi anni. Perché il territorio cambia, ed è compito di un’amministrazione offrire servizi che siano adeguati alla richiesta”.

La prima analisi dei dati ha evidenziato un costante calo delle nascite che, ad esempio, nel 2013 sono state circa il 25 per cento in meno rispetto al 2009: “Un linea di tendenza – spiega Palestra – che sembra confermarsi anche per il 2014, dove probabilmente le nuove nascite si attesteranno sotto quota 150. Dall’analisi è anche facile vedere, cosa del resto intuitiva, che la decrescita è aumentata in concomitanza con la crisi economica. E in questo a fare da linea di tendenza sono gli asili nido, dove in pochi anni si è passati dalle liste di attesa per accedervi a una disponibilità di posti che oggi supera la domanda. Analizzati tutti questi dati li abbiamo poi rapportati alle iscrizioni alle scuole elementari e medie, e quindi alla valutazione della capacità di accoglimento delle nostre strutture. Quello che i numeri evidenziano con chiarezza è che sia per le elementari che per le medie, la zona che subisce un maggiore impatto dal calo demografico è quella di Valera. Un calo che c’è anche nelle altre zone, che però mantengono ancora un livello di saturazione che può essere considerato soddisfacente, con tutte le classi disponibili che possono ancora essere attivate. La situazione di Arese, pur se non ottimale, è comunque ancora positiva, soprattutto se raffrontata a quella dei Comuni vicini, che sono già stati costretti a dismettere delle scuole”.

Effettuata l’analisi dei dati, non resta quindi che arrivare a una sintesi: “In prima istanza – sostiene Palestra – questi dati confermano che le nostre scelte di puntare su opere in grado di migliorare la qualità degli edifici esistenti, invece di ingrandirli o di realizzarne di nuovi, è corretta e suffragata dai numeri di quelle che saranno le iscrizioni attese per i prossimi anni. In un momento di contrazione delle risorse rimane comunque difficile decidere dove trasferirle e in che misura. Ritengo però che, a fronte del quadro generale, noi si debba investire più sulla qualità che sulla quantità, anche se questo rimane un tema ostico e difficile. Perché è anche vero che una scuola funziona bene a sistema se ha certi numeri, che le consentono, ad esempio, di avere un personale stabilizzato e motivato, in grado quindi di dare continuità ai progetti. E per fare questo deve essere in grado di attrarre studenti anche da fuori Arese. Oggi per le nostre scuole è così, perché vantano, e dovranno continuare a vantare, una elevata qualità formativa, sia per la capacità del corpo docente sia perché Arese ha sempre investito nella scuola. Pur se la responsabilità delle scelte è dell’amministrazione, il tema andrà gestito con la collaborazione dei dirigenti scolastici, perché sono loro che hanno il polso della situazione su molti aspetti, e che ci potranno quindi aiutare a trovare quel giusto equilibrio tra qualità e quantità che possa permettere alle nostre scuole di rimanere all’interno di questo circolo virtuoso”.

Palestra termina spiegando che con questo lavoro statistico il Comune dispone ora di un modello in grado di prevedere con una certa precisione quello che sarà negli anni futuri l’afflusso di studenti per le scuole elementari e medie: “Con questo progetto – conclude il sindaco – abbiamo gettato le basi per una gestione proattiva delle infrastrutture scolastiche. Il lavoro è stato poderoso ma ora sarà sufficiente continuare ad aggiornare il modello con i nuovi dati anagrafici e con le nuove iscrizioni alle scuole per avere sempre attualizzata la stima delle necessità infrastrutturali e, conseguentemente, un’indicazione di cosa sarà necessario fare per prevenire le possibili criticità legate a un’auspicata ripresa demografica. Il discorso non si fermerà però alle scuole, perché stiamo pensando di creare modelli analoghi anche per altre fasce di età. E’ implicito, infatti, che se diminuisce la natalità ma il numero di residenti rimane stabile, si potrebbe rendere necessario agire, a livello di allocazione delle risorse, in maniera tale da rendere disponibili servizi che siano in linea con il nuovo quadro demografico. In sostanza quello che sta cambiando è il cliente medio del Comune, e l’amministrazione deve essere in grado di misurare questo cambiamento per offrire ai cittadini i servizi dei quali necessita, che non è detto siano gli stessi di dieci anni fa”.

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