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Conferenza Esa per il Falcone e Borsellino

20 maggio 2015 – Il liceo Falcone e Borsellino di Arese è ancora una volta in prima linea.  Questa volta in materia scientifica, e in particolare con quella spaziale al centro, con l’intervento di un vero esperto presso l’auditorium Aldo Moro, vale a dire Paolo Ferri, direttore delle Operazioni Spaziali dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). L’incontro ha visto la partecipazione delle classi a indirizzo scientifico nella mattinata di mercoledì 13 maggio. Preliminarmente, è stata ricordata la prima fotografia di una cometa chiamata “Giotto” del 1985, quindi le proprietà fisiche della cometa, sottolineando come le scie di gas siano oggetto funzionale non solo all’osservazione ma anche allo studio vero e proprio. Sono stati toccati, inoltre, altri cenni storici della materia come il passaggio dai sorvoli fly-by ai sorvoli rendez-vous. Questi ultimi, infatti, hanno condotto, attraverso un interessante filo ricostruttivo fatto dal professore, a parlare di Rosetta che prende il suo nome dalla stele omonima.

La genesi dell’assegnazione del nome dato a questa sonda è stata così spiegata: “Così come in passato erano stati decifrati i geroglifici, lo stesso spirito esplorativo doveva emergere con l’osservazione delle comete”. Si è evinto quindi che solo un’operazione ad hoc come questa avrebbe potuto portare a risultati concreti. A metà dell’intervento si è entrati nel vivo della trattazione con la struttura e le aggiunte della sonda ad esempio, si è parlato dell’installazione di pannelli solari ma soprattutto del Lander Philae, il “passeggero” sganciato sul suolo della cometa. Il viaggio ha avuto inizio il 2 marzo 2004 e ha visto il suo punto d’arrivo il 6 agosto del 2014. Poi sono state spiegate le fasi critiche come l’ibernazione e le diverse interruzioni di segnale che hanno portato invero ad una operazione comunque molto riuscita dal punto di vista della precisione e dell’atterraggio, ma deludente dal punto di vista dell’ancoraggio. Per quanto attiene la permanenza di Rosetta a più di 6 miliardi di km, questa si dice aggirarsi intorno ad un anno e mezzo ancora. Gli studenti hanno avuto un giusto mix tra scienza e studio dello spazio, un risultato positivo per una materia così affascinante che spiega ancora meglio le leggi studiate sui banchi di scuola.

Servizio di Mattia Nicholas Ferrara

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