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Il percorso di Francesco Avanzi, dal Falcone Borsellino alla ricerca

21 gennaio 2019 – Dopo il kick off dello scorso novembre (leggi qui), la FAWLTS (From Alumni With Love To Students), l’associazione di studenti ed ex studenti del Falcone Borsellino che si propone come scopo quello di essere di ausilio a chi ancora deve terminare gli studi ad approcciare con consapevolezza le scelte future, inizia a raccontarsi attraverso le esperienza di suoi associati, che periodicamente ospiteremo su QuiArese. Ad aprire questo percorso è Francesco Avanzi, classe 1987 e attualmente ricercatore nel Dipartimento di Idrologia e Idraulica del CIMA Research Foundation di Savona, la cui missione è promuovere la scienza e l’ingegneria in settori connessi all’ambiente, concentrandosi sulla riduzione del rischio di catastrofi, sulla protezione civile e sulla conservazione degli ecosistemi terrestri e legati all’acqua in linea con l’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Francesco ha un percorso accademico eccellente alle spalle: un Master in Ingegneria Ambientale ed un Dottorato di Ricerca in Ingegneria delle Infrastrutture e dell’Ambiente al Politecnico di Milano – entrambi conseguiti con lode – e un Post-Dottorato dottorato all’Università della California, Berkeley. È stato visiting PhD student a Davos Dorf in Svizzera e al National Research Institute for Earth Science and Disaster Resilience in Giappone; più di 20 dei suoi articoli sono pubblicati su ISI Web Of Science.

E come prima cosa spiega quali sono le ragioni che lo hanno indotto ad aderire all’associazione, e quali sono i messaggi e i valori lo rappresentano. “Ho frequentato – racconta Francesco – il Falcone-Borsellino dal 2001 al 2006. Come per tutti noi, gli anni del Liceo sono stati per me una miscela di crescita, impegno, fatiche, confusione e tante risate. Ma sono soprattutto le relazioni che ho intessuto lì ad avermi fatto diventare la persona che sono oggi. Specialmente negli anni più recenti, ho viaggiato molto e vissuto per lunghi periodi all’estero, ma mi sono reso conto nel tempo di essermi portato sempre dietro quelle relazioni, ovunque sia andato. Non mi riferisco necessariamente a rapporti con persone specifiche, che ovviamente risentono del tempo passato dal fatidico giorno della maturità, ma piuttosto ad un insieme di valori, scelte e ideali che abbiamo collettivamente definito in ciascuno di noi convivendo più o meno forzatamente per cinque anni della nostra vita. È chiaro quindi che quando ho saputo che alcuni ex alunni del Falcone stavano pensando di fondare un’associazione per supportare gli attuali studenti nell’affrontare il caos del mondo post-maturità, non potevo tirarmi indietro. Come molti miei compagni di allora potrebbero confermare, fare le cose insieme non è necessariamente più rapido o più efficiente, ma è di sicuro più utile a tutti. È con questo spirito che ho deciso di aderire all’associazione”.

Uno degli scopi dell’associazione, è mettere a disposizione dei liceali prossimi al diploma la propria esperienza per poter fare scelte il più possibile lucide e consapevoli, e in quest’ottica Francesco racconta quale esperienza è stata determinante durante il suo percorso professionale e perché: “Sono un ricercatore in Ingegneria Ambientale – dice l’ex liceale aresino – con un interesse specifico per la difesa dai rischi ambientali e in particolare per quelli di natura idrogeologica in ambienti montani. Come molti altri colleghi ricercatori, il mio percorso professionale non è stato particolarmente lineare, e a questo si aggiunge il fatto che io per primo non ero particolarmente attratto dalla carriera di ricercatore ai tempi dell’Università. La mia idea ai tempi era di laurearmi ragionevolmente in fretta in Ingegneria Ambientale per la Difesa del Suolo e la Prevenzione dai Rischi Naturali e quindi impiegarmi nel mondo del lavoro per rendere il nostro paese più sicuro dal punto di vista dei rischi naturali; essermi laureato negli anni del terremoto dell’Aquila (2009) o dell’alluvione di Genova (2011) avevano rafforzato questa scelta. È stato durante il periodo della tesi di laurea magistrale che ho iniziato ad assaporare la passione per scoprire qualcosa di nuovo, l’ingrediente chiave della carriera del ricercatore di cui oggi non posso fare a meno. Ho quindi intrapreso la strada del Dottorato e poi quella del post-Dottorato in California, dove ho aggiunto alla curiosità che menzionavo prima l’interesse a trovare soluzioni concrete ai problemi ambientali più gravi del nostro tempo; vivere in uno Stato in cui ti puoi svegliare da un giorno all’altro in mezzo ad una coltre di fumo dovuta agli incendi e in cui si è spesso sulla soglia di una crisi idrica ha aiutato in questo senso. Non c’è quindi una singola esperienza che è stata chiave per me, ma è attraverso le relazioni quotidiane con chi mi ha accompagnato in questi anni che ho capito che non potevo fare altro rispetto a quello che sto facendo ora. Anche qui, quindi, è imparando assieme e seguendo le orme di chi aveva più esperienza di me che ho maturato le scelte più importanti della mia vita”.

A Francesco infine viene chiesto, in base alla sua esperienza, quale sarebbe il consiglio che si sentirebbe di dare a uno studente che è oggi all’ultimo anno di Liceo e che sarebbe interessato a un percorso professionale simile al suo. “Di consigli – conclude Francesco – in realtà ne ho due: il primo è di non pensare troppo in termini di quale professione si vorrà fare, perché penso che scegliere la professione a questo punto della propria vita sia difficile e un po’ restrittivo. Penserei piuttosto a scegliere qualcosa che mi piaccia veramente e che mi realizzi, e a coltivarla come farei con qualcosa che mi è molto caro. Ciò che è stato chiave per me sono state la passione e la determinazione, e penso che uno possa mettere in gioco queste ‘forze’ solo per qualcosa che ama veramente. Il secondo consiglio è che ‘realizzarsi’ è un processo lento e ingarbugliato, e quindi serve tempo e non si deve aver paura di usarne un po’ quando serve. Sia che il percorso post-diploma di uno studente di Liceo continui con l’Università, sia che continui direttamente nel mondo professionale, vi scontrerete presto con il fatto che per ‘lasciare un segno’ in qualunque settore servono sacrifici e fatica, così come serve sapersi prendere responsabilità a volte maggiori rispetto a ciò per cui uno si ‘sente pronto’. Sebbene siamo tutti più o meno cresciuti con l’idea che si può e si deve avere tutto e subito, è importante quindi riconoscere che a volte, semplicemente, le cose sono più chiare dopo un po’, e che prendersi il tempo per riflettere e scegliere con calma non è un segno di debolezza ma un modo per affrontare la vita in maniera più ragionata e strategica. Penso anche che sia fondamentale non aver paura delle difficoltà o delle critiche, ma di viverle come occasione di crescita”.

In chiusura ricordiamo che l’iscrizione all’Associazione è gratuita, e che lo si potrà fare o direttamente sul sito www.fawlts.com o scrivendo una mail all’indirizzo [email protected] La FAWLTS ha inoltre attivato il canale Instagram fawlts_alumni, mentre su Facebook è rintracciabile cercando FAWLTS.

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