Home Scuola

La Normale di Giulio – Settimana 2

17 ottobre 2011 – Giulio conclude la sua seconda settimana alla Normale di Pisa e inizia a entrare nei ritmi accademici. Una gradita visita nel fine settimana gli permette però di fare anche un po’ il turista per Pisa.

Una seconda settimana si è in un batter d’occhio aggiunta alla prima passata qui a Pisa, e che settimana! Solo ora mi rendo conto che tutto quello che ho vissuto finora è soltanto un assaggio di quanto la vita universitaria ha in serbo per me…Ma partiamo dal principio. In questi giorni si è innanzitutto consolidata la mia routine giornaliera. La sveglia mattutina è – devo ammetterlo – davvero molto clemente: le lezioni in dipartimento non cominciano prima delle nove, e poiché il tragitto stanza-aula non richiede più di cinque minuti posso fortunatamente svegliarmi con tutta calma, e poi scendere a fare colazione insieme agli altri studenti del collegio. La struttura accoglie non solo normalisti ma anche allievi del Sant’Anna (una seconda scuola superiore universitaria pisana), perciò il tipo di persone che capita di incontrare è piuttosto variegato: non solo “colleghi” fisici e matematici, ma anche letterati e aspiranti avvocati, ingegneri o economisti. Dopo di che, tutti in università, chi da una parte e chi dall’altra.

Quindi raggiungo l’aula, dove incontro tutte le matricole che, come me, hanno deciso di dedicare i propri sforzi a “studiare i numeri”: gli iscritti sono oltre un centinaio, attirati a Pisa da un raggio davvero molto ampio dall’ottima fama di cui gode l’università, e ogni volta che entro nell’aula affollata di persone mi ritrovo a pensare che forse la matematica non è poi così odiata come spesso si crede, e che nonostante sia la “bestia nera” per molti studenti per fortuna c’è anche chi pensa valga la pena di approfondirla per farne la propria professione. Gli orari di lezione variano dalle quattro alle sei ore giornaliere, intervallate da una pausa pranzo durante la quale mi reco alla mensa della scuola. Da questa settimana, poi, agli impegni dell’università si sono aggiunti quelli della scuola, che rispetto ai primi procedono in modo perfettamente parallelo e indipendente. Perciò, qualche pomeriggio capita di dover seguire subito dopo le lezioni in dipartimento i seminari organizzati al palazzo della carovana, sede storica della scuola Normale. Qui il clima è totalmente diverso: a seguirli non siamo più in un centinaio, ma in una trentina (di cui quasi la metà siamo matematici, mentre il resto si divide fra fisici, chimici e biologi), cosa che permette lezioni molto più coinvolgenti e non necessariamente “frontali”. Questo però vuol dire anche doppio lavoro! Rimessomi finalmente a pari con le spiegazioni perdute della prima settimana, mi sono dovuto nuovamente buttare nello studio per star dietro alla mole di esercizi assegnatici…Per fortuna, il week-end è presto arrivato con novità molto gradite, che mi hanno tra l’altro permesso di “staccare la spina” almeno per un paio di giorni. Sabato è scesa da Milano Marta, amica e compagna di avventure durante i cinque anni del liceo. La scusa? Il pagamento di una scommessa che le dovevo ormai da un mese, e che riguardava nientemeno che la mia ammissione stessa a Pisa. Così, sabato e domenica ho avuto l’onore di accompagnarla in giro per la città, facendo per metà il cicerone, per metà il turista. E’ stata l’occasione per respirare un po’ di aria “di casa”, e per vedere la mia nuova città con occhi diversi – per fare insomma tutte quelle cose che durante la settimana non ho il tempo di fare, andando avanti e indietro dalla celebre torre (che in genere non ho occasione di ammirare) alla piazza dei cavalieri (che invece normalmente vedo fin troppo spesso). Purtroppo, domenica l’ho dovuta salutare: anche lei ha un’università che la aspetta, a molti chilometri da qui. E anch’io farei bene a tornare con la mente al mio dovere!