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La Normale di Giulio – Settimana 3

26 ottobre 2011 – Stanza-dipartimento-Normale-stanza: così suona ormai la mia giornata tipo qui a Pisa, fittissima di impegni, tanto che riesco a malapena a trovare il tempo per scrivere queste righe! L’orario delle lezioni richiede un grande spirito di adattamento (e talvolta il dono dell’ubiquità), dal momento che non di rado si rivela necessario riuscire a concentrarsi per dieci ore consecutive di lezione. Anche il livello degli insegnamenti cresce velocemente, e non è raro che mi senta mancare “la terra sotto i piedi”, poiché mi rendo conto che nel giro di meno di un mese abbiamo già trattato quasi tutti gli argomenti della matematica a me noti! Nel frattempo, vado scoprendo aspetti sempre nuovi della vita in collegio. Mercoledì scorso, ad esempio, all’ora di cena l’intera mensa della scuola era percorsa da una sorta di fremito del quale non abbiamo tardato a scoprire il motivo. Dopo la fine del pasto, tutti gli scienziati e letterati del primo anno come me sono stati raggruppati nel cortile, dove gli studenti degli anni superiori ci hanno comunicato la loro intenzione di istituire per quella sera il tradizionale “processo alla matricola”, specie di rito di iniziazione alla comunità dei normalisti durante il quale avremmo tra l’altro dovuto rispondere dell’infamante accusa di essere matricole alla scuola Normale.

Dico tra l’altro perché la serata si è poi in realtà articolata in vari momenti, che includevano cori per le strade di Pisa, rievocazioni della Commedia Dantesca e l’immancabile bevuta finale che ci ha consacrati a “normalisti in erba”. E’ così che ho scoperto che la goliardia pisana, ormai del tutto scomparsa dagli ambienti dell’università, ancora sopravvive all’interno dei collegi, dove si esprime, oltre che con iniziative come quella appena descritta, con la tradizionale rivalità fra le varie scuole, e in particolare fra la Normale e il Sant’Anna (in origine proprio un distaccamento della Normale, e che da qualche decennio ha acquisito completa indipendenza), che ogni anno organizzano un “duello” per riconfermare il complesso legame di rivalità e cooperazione che le unisce. Dopo una settimana intensa, il week-end mi sono concesso una breve pausa dallo studio che è stata dedicata ad una gita a Firenze: approfittando di una bella giornata di sole autunnale, ho girato in lungo e in largo la capitale italiana dell’arte (che in passato avevo visto solo di sfuggita) correndo su e giù dal ponte vecchio al duomo a San Miniato al Monte, dove a fine giornata, col sole già basso, mi sono fermato a lungo per contemplare la splendida vista sulla città che se ne gode, e che solo un luogo come questo può offrire.