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La nuova Maturità non convince i docenti

24 marzo 2017 – Come visto nell’articolo di settimana scorsa (leggi qui), la riforma dell’Esame di Stato sta facendo molto discutere docenti e alunni. Abbiamo chiesto ad un insegnante di un istituto superiore il suo parere sulla proposta, in modo particolare sui nuovi criteri di ammissione. “Le modifiche riguardanti il nuovo esame di Stato – spiega il professore – rappresentano il solito cambiamento di facciata, che ancora una volta farà emergere le contraddizioni presenti nel nostro sistema scolastico”.

Un giudizio piuttosto netto, e condiviso da molti colleghi, che il docente passa a motivare: “Le nuove regole sull’ammissione – dice – la media del 6 anziché la sufficienza in tutte le discipline, non rappresenta un sostanziale cambiamento. Oggi pochissimi studenti non vengono ammessi all’esame di Stato; questo significa che i docenti valutano la preparazione globale dello studente, il percorso scolastico effettuato, e davanti a una insufficienza si trovano spesso a ‘mediare’. Il problema della valutazione è di più ampia portata: la scuola dovrebbe misurare un insieme di conoscenze e competenze considerate fondamentali, il raggiungimento di un sapere analitico-critico e non enciclopedico “.

Sul tema dell’inserimento delle prove Invalsi il docente ritiene che esse siano una modalità di verifica “distante” da quelle usate nella scuola italiana. “Non discuto – spiega – la validità delle prove, ma l’opportunità di usarle in una scuola molto diversificata e stratificata al suo interno. Vi è inoltre il rischio di una crescita del fenomeno denominato teaching to the test, ovvero un insegnamento finalizzato ad addestrare gli studenti più a rispondere al test che a rafforzare le competenze che questi richiedono”.

Sull’inserimento nel nuovo esame dell’Alternanza Scuola/Lavoro l’insegnante afferma: “Le ore obbligatorie di alternanza scuola/lavoro hanno richiesto alle scuole un grande impegno in questi due anni; non è stato facile, soprattutto per i Licei, trovare soggetti disponibili e capaci di proporre progetti significativi ed in linea con il profilo formativo dello studente. Sulla valutazione dell’esperienza in sede di Maturità aspettiamo indicazioni e chiarimenti”.

Servizio di Carlo Carugati

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