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Le scuole bloccano attività extra-curriculari

31 ottobre 2012 – Gli insegnanti di tutte le scuole aresine hanno deciso di bloccare completamente, con decorrenza immediata, tutte le attività extra-curriculari. La decisione, maturata nel corso di un’assemblea che si è svolta ieri mattina, è stata presa come forma di protesta nei confronti del Governo e dei contenuti della legge di stabilità che riguardano il mondo della scuola. Le conseguenze pratiche sono che al momento non si effettueranno gite scolastiche, stage di orientamento per la scelta delle scuole superiori e progetti extra-curriculari in genere, così come sono sospesi i lavori delle commissioni di lavoro e tutte le attività di coordinamento. Oltre ai problemi che riguardano prettamente il lavoro e la retribuzione degli insegnanti – come il blocco degli scatti di anzianità o l’aumento delle ore di lavoro – le strutture di Arese si trovano anche a dover affrontare il problema del fondo d’istituto.

A oggi, infatti, non si sa se questo verrà erogato ed eventualmente a quanto ammonterà, il che si riflette anche sulla possibilità di gestire le supplenze. Oggi, per esempio, in caso di assenza di un insegnante, i ragazzi vengono smistati a gruppetti nelle altre classi, perdendo così ore di lavoro e complicando anche l’insegnamento nelle classi ospitanti, che si ritrovano con studenti in sovrannumero. Qui sotto trovate il comunicato reso pubblico ieri dai lavoratori delle scuole pubbliche della nostra città.

COMUNICATO DEI LAVORATORI DELLE SCUOLE PUBBLICHE DI ARESE

Noi lavoratori delle scuole pubbliche di Arese, in rete con le scuole del territorio e di tutto il paese, desideriamo informare i genitori sulla reale situazione della scuola italiana e le dirette conseguenze sulla nostra scuola.
Il Governo sta per approvare una serie di provvedimenti che mirano solamente al risparmio e che si sommano a quelli varati dai precedenti governi.
Negli ultimi anni, i docenti italiani hanno subito diverse misure economiche che vanno dal blocco del contratto alla perdita degli scatti di anzianità. I consistenti tagli di fondi e personale hanno poi peggiorato notevolmente le condizioni di lavoro e, come sotto gli occhi di tutti, hanno generato una forzata restrizione dell’offerta formativa (basti pensare alle riduzione delle compresenze nella scuola primaria).
La scuola ha continuato a funzionare grazie alla passione e al senso del dovere dei docenti che hanno posto rimedio al progressivo venir meno delle risorse con maggiore lavoro aggiuntivo, spesso non retribuito.

A oggi non sono arrivati dal Ministero informazioni sui fondi per la attività scolastiche, a partire dal materiale di consumo alle ore aggiuntive degli insegnanti e del personale Ata.
Pertanto abbiamo deciso di condurre il nostro lavoro con l’esclusione di tutte le attività di arricchimento dell’offerta formativa fino al momento in cui dal Governo arriverà la certezza della cancellazione delle norme che riguardano la scuola contenute nella legge di stabilità.

Rimangono quindi sospese tutte le attività aggiuntive quali:

  • Gite d’istruzione e uscite didattiche
  • Stages delle classi terze inserite nel progetto orientamento
  • Progetti extra-curriculari contenuti nel POF (nei quali sono coinvolti i docenti)
  • Commissioni di lavoro, attività di coordinamento delle classi e Funzioni strumentali


Ora, forse, sta per esserci imposto un aumento orario del 33% a parità di stipendio. Il tutto porterebbe a un orario di lezione frontale di 24 ore nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Vorremmo farvi riflettere su alcuni aspetti:

  • 18 ore di cattedra coprono solo una porzione del nostro lavoro, il quale si svolge in buona parte fuori dall’aula e per il quale spesso ci dotiamo a nostre spese degli strumenti (libri per gli aggiornamenti, telefono, pc, fogli stampante, connessione internet ecc.)
  • Un orario superiore alle 18 ore in classe avrebbe conseguenze negative sulla qualità del nostro insegnamento. Si tradurrebbe infatti in un aumento degli alunni in carico a ogni docente, con una conseguente diminuzione del tempo e della cura destinati al singolo alunno.


Chiediamo a voi genitori di affiancarci nelle nostre richieste, perché è importante che tutte le componenti del mondo della scuola siano consapevoli che la diminuzione della qualità del nostro lavoro, figlia degli enormi tagli sulla scuola, si riflette direttamente sui vostri e nostri figli e sulla vita stessa della scuola pubblica italiana.

Arese, 30/10/2012    I LAVORATORI DELLE SCUOLE PUBBLICHE DI ARESE

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