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Licei: questa volta protestano gli studenti

05 novembre 2012 – Questa mattina gli studenti dei licei Fontana e Russell hanno manifestato di fronte all’artistico per rispondere alla scelta del corpo docente che settimana scorsa aveva annunciato il blocco di tutte le attività extra-curriculari (leggi qui). Secondo fonti studentesche, tra i 400 e i 450 studenti dei due licei aresini si sono ritrovati nel parco antistante il Fontana e non sono entrati in classe. “La scuola – spiegano alcuni portavoce degli studenti – è composta da docenti e alunni; insieme dobbiamo far valere i nostri diritti e combattere la sempre più dilagante arretratezza del sistema scolastico. Riteniamo che la decisione unilaterale di abolire i viaggi di istruzione, presa dal corpo docente, sia un passo che va solo a discapito degli studenti, senza considerare che amplierebbe ancora di più il distacco tra le due parti”.

Gli studenti sottolineano però che la loro azione non va letta come una critica alle motivazioni dei docenti, che anzi vengono condivise, quanto piuttosto come un disaccordo sui metodi adottati: “Ci teniamo a precisare – spiegano – che il nostro non è un protestare contro i professori, poiché comprendiamo benissimo la loro posizione e i problemi che seguono a tutte le numerose riforme dell’istruzione scolastica, bensì un voler far sentire la nostra voce e tentare di far comprendere agli insegnanti che ci sembra illogico privarci delle attività extra-curriculari che sono indispensabili al nostro percorso di studio. Questa iniziativa di protesta da parte degli insegnanti, inoltre, era già stata messa in pratica due anni fa e purtroppo non aveva riportato i risultati sperati”.

Durante la protesta preside e vice-preside del liceo hanno raggiunto gli studenti chiedendo loro le motivazioni dello sciopero. I ragazzi hanno letto alle dirigenti scolastiche il documento che riportiamo qui sotto e le due parti hanno avviato un dialogo, tanto che tre rappresentanti degli studenti di ogni istituto sono entrati nella sede per parlare con il corpo docenti. Dopo un’ora e mezza di colloquio, i ragazzi sono tornati al parco e hanno riferito agli altri ciò che é emerso: domani i professori terranno una riunione nel corso della quale decideranno il da farsi e, nel contempo, si sono detti propensi a cambiare metodo di protesta purché gli studenti facciano pervenire loro proposte alternative al blocco delle attività extra-curriculari entro domani mattina. (foto di Jordan Cozzi)

 

IL COMUNICATO DEGLI STUDENTI DEI LICEI RUSSELL E FONTANA

Gentile Collegio Docenti,
oggi, lunedì 5 Novembre 2012, gran parte di noi studenti ha deciso di non effettuare l’accesso in sede scolastica, per mandare un messaggio, per dar voce alle nostre parole. Con questo gesto ci preme infatti farVi capire quanto siano importanti per noi le uscite didattiche, strumento di conoscenza e approfondimento degli argomenti trattati in classe; per avere un’idea, basti pensare alla soddisfazione che lo studente prova quando ha la possibilità di trovarsi davanti a una qualsivoglia opera d’arte (e non) studiata durante il periodo scolastico. Probabilmente anche Voi docenti, che Vi impegnate a trasmetterci le nozioni della vostra materia (che sia di indirizzo artistico o culturale), Vi sentite realizzati quando l’argomento spiegato viene esposto dagli alunni davanti alla vera e propria materia di studio, quella reale, la cui storia si ripercorre in gita. Ora, più che mai, la scuola pubblica viene privata della maggior parte dei privilegi di cui godeva un tempo. Gli studenti del Liceo Artistico sono coloro che necessitano più di tutti delle uscite didattiche, perché il bisogno di confermare e vedere dal vivo ciò che si è studiato sui testi è irrinunciabile.

Con questo atto di manifestazione non abbiamo intenzione di attaccare Voi docenti, poiché siamo consapevoli delle rinunce che siete costretti a fare e delle continue riforme che CI colpiscono. La SCUOLA è composta da PROFESSORI e ALUNNI. Se si vuole protestare contro le continue modifiche al sistema scolastico, si deve pensare a qualcosa INSIEME; insieme si potrebbero trovare reazione alternative, che non vadano a discapito di nessuna delle due parti. Vi chiediamo per questo di ascoltare il nostro risentimento, di provare a realizzare quanto questo fatto ci stia a cuore.
Ci siamo già passati e non abbiamo intenzione di trascorrere un altro anno scolastico privati dei nostri momenti più belli; perché le gite sono questo: ricordi, esperienze, formazione educativa, capacità di intraprendere un viaggio in qualità di gruppo e di imparare dal vero. Non spetta a noi il compito di ricordare che l’Italia possiede il 70 % dei beni artistici nel mondo, ma questa si aggiunge alle motivazioni che ci spingono a difendere le gite.

In seguito alle riforme, la scuola ha subito drastici cambiamenti, che la rendono meno “sopportabile” di prima, a causa dell’orario prolungato, che non concede un istante di respiro a nessuno. L’ossigeno di cui siamo stati privati però, lo ritroviamo in gita, una delle poche occasioni in cui non siamo costretti entro le mura dell’istituto. In un periodo come questo le uscite didattiche sono gratificanti, istruttive, volute da tutti gli studenti. Gli studenti del Liceo Artistico hanno bisogno di disegnare, progettare, studiare arte, ma soprattutto di viaggiare e vedere cos’è l’ARTE dal vivo.

Vi ringraziamo per l’attenzione e speriamo vivamente che la nostra voce venga ascoltata e compresa.

Il corpo studentesco

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