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Scuola: la scelta tra tempo normale e pieno

29 gennaio 2013 – Con l’apertura delle iscrizioni al primo anno delle scuole elementari, i genitori devono scegliere se optare per il proprio figlio, in funzione delle loro necessità e disponibilità, per il tempo normale o per il tempo pieno. Il primo percorso prevede una presenza a scuola del bambino dalle 24 alle 27 ore a settimana, mentre il tempo pieno ha un calendario di 40 ore settimanali, dieci delle quali sono però dedicate al consumo dei pasti. Ad Arese da cinque anni a questa parte, per questioni economiche e logistiche delle scuole primarie aresine e di esiguità del numero di iscritti al tempo normale rispetto al totale, le relative richieste sono state unicamente gestite dall’attuale Istituto Comprensivo Europa Unita. Ora, secondo le indicazioni del Ministero dell’Istruzione, l’Istituto dovrebbe chiedere risorse economiche e di personale pari a quelle necessarie per le classi uscenti e, nel caso specifico di quest’anno, frequentano la scuola primaria Europa Unita al quinto anno e sono quindi da considerarsi uscenti, due classi a tempo pieno e due classi a tempo normale.

Tuttavia, in caso di numeri molto alti e di scelta tra un tempo e l’altro, evenienza che non è escluso potrebbe presentarsi quest’anno in considerazione del boom demografico aresino degli anni 2007/2008, tutto è rimesso all’orientamento del dirigente scolastico, che potrebbe anche decidere una ripartizione diversa, visto che la normativa vigente gli dà ovviamente un certo margine di manovra. Il tempo normale, che rischierebbe di non avere grosse disponibilità di nuovi posti, ha comunque diversi sostenitori che ne sottolineano gli aspetti positivi. E’ questo il caso di due mamme che hanno scritto una lettera aperta indirizzata ai genitori che dovranno iscrivere i propri figli al primo anno delle elementari e che ci hanno chiesto di pubblicare per favorirne la circolazione. Eccola qui di seguito.

Carissimi Genitori,
siamo Laura e Barbara mamme di due figli che già frequentano la scuola primaria Europa Unita in classi a tempo normale (a 27 ore, per intenderci). Visto che in questo periodo sono aperte le iscrizioni alla scuola primaria vorremmo, con l’occasione, condividere con Voi la nostra esperienza per poter permettere a tutti, in base – ovviamente – alle proprie possibilità, di effettuare la scelta migliore per il proprio figlio. Qui di seguito le peculiarità e i vantaggi del tempo normale secondo la nostra esperienza e secondo quanto emerso dalle due riunioni informative dei due I.C. del 23 e 24 u.s.

– Le competenze e gli obiettivi che ogni bambino deve raggiungere nell’arco della sua vita scolastica sono uguali per tutti perché previsti direttamente dal Ministero: quindi i bambini del tempo pieno e i bambini del tempo normale acquisiscono le stesse competenze e arrivano agli stessi risultati;
– Tutti gli argomenti del curriculum formativo e tutti i progetti vengono svolti esclusivamente a scuola e sono gli stessi, sia in termini quantitativi che qualitativi per entrambi i tempi;
– Quando vengono assegnati dei compiti a casa i bambini rafforzano le competenze già acquisite in classe direttamente con l’Insegnante;
– Il tempo normale permette ai bambini di imparare ad organizzarsi lo studio a casa e ad utilizzare il diario per l’assegnazione dei compiti secondo l’orario scolastico: i professori delle medie riconoscono questo merito al tempo normale;
– Visto la scarsa offerta della scuola in relazione allo sport e al campo artistico (2/3 ore alla settimana complessivamente) il tempo normale permette ai bambini di colmare questi vuoti senza stressarsi oltremodo, perché hanno più tempo da dedicare a sé stessi;

Va da sé che il tempo normale è un’ottima soluzione (a nostro avviso la migliore per il rispetto dei ritmi e della crescita anche emotiva del bambino) ma necessita di una presenza adulta che si occupi attivamente di lui/lei per almeno quei tre pomeriggi in cui non c’è  il rientro. Speriamo che la nostra scuola continui a garantire il tempo normale perché è una bellissima esperienza per i bambini e perché, purtroppo, in Lombardia e soprattutto nella provincia di Milano, il tempo pieno va per la maggiore a scapito del tempo normale.

Laura De Maria & Barbara Diodati

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