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Scuola: tutto rimandato a martedì prossimo

09 novembre 2012 – Dopo lo sciopero studentesco di lunedì scorso (nella foto, leggi qui), la lunga settimana dei licei aresini Fontana e Russell si è chiusa con due assemblee, una del corpo docente, lo scorso martedì, e una degli studenti, ieri. Di fatto la riunione del corpo docente sul controverso tema del blocco delle attività extra-curriculari, alla quale ha partecipato un portavoce degli studenti, si è conclusa col rinvio a un nuovo collegio indetto per martedì 13. Gli studenti hanno comunque presentato agli insegnanti, come questi avevano chiesto loro, una serie di forme di protesta alternative al blocco delle attività extra-curriculari, che non risultassero penalizzanti per il percorso formativo dei ragazzi. Perché tra le attività extra-curriculari, a scanso di equivoci è bene ricordarlo, non ci sono solo le gite di classe ma anche iniziative come gli stages e i corsi di orientamento, che costituiscono momenti importanti nella carriera scolastica e nella formazione degli studenti. Un punto questo fortemente ribadito dai ragazzi ai docenti, soprattutto a quelli che, pare, sostenessero che gli studenti, una volta sistemata la “questione “gite”, si sarebbero ben presto spenti, smettendo di manifestare contro le riforme generali apportate al sistema scolastico.

Gli studenti, invece, hanno dimostrato tutta la loro maturità e collaborazione proponendo una lista di iniziative alternative. Oltre a questo si sono anche dimostrati molto realisti, ricordando al corpo docente come, due anni, fa una protesta analoga messa in atto dagli insegnanti non avesse indotto cambiamenti nella riforma di allora ma avesse solo procurato danni a coloro che, è bene ricordare anche questo, sono i principali fruitori dell’istituto scolastico. Per la verità le reazioni dei docenti alla manifestazione studentesca di lunedì scorso sono comunque state variegate, con alcuni professori che hanno sostenuto che il blocco delle lezioni fosse stato esagerato ed altri che, invece, hanno riconosciuto che quello era l’unico mezzo che gli studenti avevano per farsi ascoltare e per ottenere visibilità.

Nella loro assemblea, invece, gli studenti, oltre ad assistere alla presentazione delle due liste che parteciperanno alle elezioni per i prossimi rappresentanti di istituto, hanno anche discusso nuovamente della situazione che si è venuta a creare e delle azioni che potrebbero intraprendere in futuro. Tra le quali non è al momento previsto un nuovo sciopero: “Ci abbiamo ragionato sopra – racconta Valentina Valzasina del Fontana – e abbiamo deciso di non mettere in atto nuove forme di protesta estrema e di attendere di vedere quanto uscirà dal collegio docenti di martedì prossimo. Pensiamo che se continuassimo a manifestare potremmo venire fraintesi dai professori, che potrebbero pensare che abbiamo solo voglia di perdere giorni di lezione o che si stia esagerando con le proteste. Le nostre intenzioni e le nostre richieste sono state già espresse più che bene. Riteniamo che così sia sufficiente, anche perché vogliamo ribadire che la nostra protesta non è stata attuata nei confronti dei professori le cui ragioni comprendiamo bene”. Rimane, infine, il discorso delle forme alternative di protesta la cui proposizione era stata sollecitata dagli insegnanti. E c’è da dire che in un pomeriggio gli studenti ne hanno avanzate parecchie, alcune anche pittoresche, come riconoscono gli stessi ragazzi, che qui di seguito elenchiamo per punti:

– la partecipazione di alunni e insegnanti (tutti) alla manifestazione internazionale di mercoledì 14 Novembre
– scrivere una mail al giornalista e scrittore Roberto Saviano (gli studenti, pur se lo scrittore si occupa di argomenti inerenti alla criminalità organizzata, ritengono che grazie alla sua fama internazionale e alla sua capacità di dare voce a chi non riesce ad averne possa essere loro d’aiuto)
– chiamare Striscia la Notizia (qui l’iniziativa è più mirata a rendere pubbliche le precarie condizioni nelle quali versano le strutture scolastiche a causa della mancanza di fondi)
– mandare in massa la stessa lettera al ministro Profumo o, in alternativa, una “cartolina” (fogli con un messaggio visivo, un’immagine chiara che trasmetta il loro messaggio)
– organizzare una manifestazione, contattando le scuole dell’hinterland milanese, basata sullo slogan La scuola è morta. L’idea degli studenti è quella di rimanere tutti seduti per terra, in abiti neri, truccati da persone morte. Gli studenti ritengono che in un’epoca nella quale di manifestazioni “urlate” se ne fanno tante, senza successo, forse è giunto il momento di tacere “a modo nostro” e che un gruppo di ragazzi zitti, uguali e immobili, faccia molto più di effetto.
– organizzare, come da due anni a questa parte, l’Art isnt’t dead (vedi foto in basso), anche se l’iniziativa coinvolgerebbe solo le scuole di indirizzo artistico. La manifestazione, infatti, si svolge in piazza Duomo, che viene occupata da tutti i partecipanti per fare arte. C’è chi dipinge, chi balla, chi suona e canta, chi disegna ritratti ai passanti, chi si colora (quasi tutti) il corpo.

Oltre a queste proposte c’è anche un’iniziativa concreta già avviata dai ragazzi del Russell, che hanno deciso di partecipare in massa alle Olimpiadi di matematica, fisica e scienze. Con buona pace di chi sostiene che agli studenti interessino solo le gite e perdere qualche giorno di scuola… (Foto di Jordan Cozzi)

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