Home Scuola

Una lettrice sul progetto Tagesmutter

31 marzo 2011 –Riceviamo e pubblichiamo la mail di una lettrice relativa all’abbandono del progetto Tagesmutter da parte dell’amministrazione comunale (leggi qui).

Vi invio questa e-mail come contributo alla conoscenza, da parte vostra, della gestione della problematica degli asili nido nel nostro Comune. Nell’estate del 2010, era apparso sull’Aresium un articolo relativo all’organizzazione, da parte del Comune, di un corso di formazione per Tagesmutter. Negli uffici di via Col di Lana a cui mi sono rivolta hanno preso i miei riferimenti e mi hanno detto che sarei stata richiamata dopo l’estate. Mi hanno inoltre spiegato:
a) che il corso sarebbe durato un intero anno scolastico (da ottobre a giugno)
b) che dopo il corso ci sarebbe stato un periodo di tirocinio
c) che l’esito del percorso e del tirocinio sarebbe stata la creazione di una cooperativa tra le partecipanti per la fornitura del servizio.

La sottoscritta si era recata negli uffici suddetti proprio il giorno in cui era venuta ad Arese una delegazione da Bolzano, che avrebbe dovuto aiutare il Comune negli aspetti organizzativi, data la loro pluriennale esperienza in materia. Dopo esserci informate presso i competenti uffici, una mia amica ed io ci siamo quindi impegnate per il settembre successivo per frequentare il corso, interessate sia ad avere la qualifica sia eventualmente ad organizzarci per poter fornire il servizio in questione. Sapendo della prossima costruzione di un intero quartiere ad Arese sud, abbiamo ingenuamente pensato che il Comune di stesse “portando avanti” per offrire un’alternativa valida, più economica e più “ecologica” ai cronici pochissimi posti di nido disponibili sul territorio. Purtroppo né a settembre, né nei mesi successivi il corso è partito e alle nostre ripetute richieste ci è stato risposto che stavano risolvendo non meglio precisati “problemi organizzativi”.

Per una fortunata combinazione sia io che la mia amica siamo state invitate, il 24 di novembre, al primo degli appuntamenti serali “A tu per tu con il Sindaco”, dove ho ovviamente chiesto al nostro primo cittadino come mai l’iniziativa non era ancora partita. Il Sindaco mi ha risposto personalmente liquindando, a mio parere, la questione con affermazioni di questo tenore:
– non è vero che la realizzazione un’operazione edilizia di tale portata comporta necessariamente un aumento della popolazione (come avevo premesso nell’introduzione alla mia domanda riferendomi alla massiccia futura edificazione del sud di Arese) anche perché per il PRG Arese non può superare il 21.000 abitanti e siamo già più di 19.000 (?)
– l’idea delle Tagesmutter non è molto vicina alla mentalità delle mamme italiane, che preferiscono la realtà degli asili nido (??)
– l’applicazione del progetto nel concreto porrebbe non meglio precisati problemi di sicurezza (???)
– le ragazze di Bolzano sono molto carine (????)
Lascio a voi ogni commento a proposito….

Se si realizzasse questo progetto ci sarebbero invece SOLO vantaggi:
1) per le famiglie dove entrambi i genitori lavorano, perché il servizio costerebbe a loro molto meno dell’asilo nido. Sarebbe inoltre molto più flessibile come orari e giorni di apertura rispetto al nido;
2) per i bambini, perché la Tagesmutter, lo dice la parola, è una mamma di giorno: si tratta di una piccola comunità, dove i bambini vengono gestiti sicuramente meglio e si ammalano meno di qualsiasi nido (dato che sono in pochi);
3) per il Comune, che non avrebbe i costi della costruzione o della gestione di altri locali per fornire un numero maggiore di posti per i bambini da 0 a 3 anni; il Comune, non avrebbe neanche i costi del personale visto che il servizio sarebbe totalmente esternalizzato e gestito da una cooperativa.

Per quanto mi riguarda, e penso di parlare anche a nome di tante mamme interessate a frequentare il corso o a lasciare i loro bambini in strutture di questo tipo, realizzando il servizio delle Tagesmutter, il Comune darebbe per la prima volta una risposta concreta ad un problema che ha costretto, nel corso di questi anni, tante mamme a lasciare il lavoro (me compresa), tanti nonni a gestire 8/9 ore al giorno dei bambini piccoli (da 0 a 3 anni è l’età più impegnativa) con varie difficoltà (salute, tempo…), tante famiglie a lavorare per pagare il nido, in considezione dell’alto costo del servizio comunale. Invece, come mi è stato di recente comunicato dall’Addetto Stampa del nostro comune, Signora De Rosa Angela, e come ho appreso dalla stampa (una telefonata potevano anche farcela….) il progetto (fortemente voluto dall’ex assessore Turconi) è stato abbandonato per motivi economici e perchè in realtà le liste di attesa si sono notevolmente ridotte nel corso degli anni. Ammesso e non concesso che sia vero ciò è stato dovuto più alla mancanza di posti (che spinge molte famiglie ad organizzarsi diversamente) e alla crisi che ha putroppo lasciato a casa dal lavoro molte mamme.

Nella speranza che le vostre iniziative possano smuovere questo stato di fatto e concretizzare quello che era stato promesso, rimango in attesa di un vostro contatto rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti.

Barbara Diodati