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Gso, tra Maratona d’Italia e solidarietà

23 ottobre 2013 – Pubblichiamo questo reportage di Aldo Manzi (a sinistra nella foto con Alessio Guidi e il Sindaco di Carpi) sulla partecipazione dei podisti del Gso alla Maratona d’Italia e sull’incontro con Alessio Guidi, che insieme a Davide Capponi, poco più di un anno fa ha fondato Passo Capponi, un gruppo di amici che vive la corsa soprattutto come occasione di socialità e solidarismo.

In occasione delle Maratona d’Italia tenutasi domenica 13 ottobre, abbiamo avuto modo di conoscere personalmente uno dei co-fondatori del movimento Passo Capponi che ha introdotto in Italia un filosofia nuova nel running. “Arrivo… con calma ma arrivo!!!”. La corsa non è più solo riscontro cronometrico e fatica, ma diventa divertimento, relax e un’ottima occasione di far del bene. Dopo mesi di contatti virtuali finalmente sono riuscito a fissare un appuntamento con Alessio Guidi che, insieme a Davide Capponi, poco più di un anno fa ha fondato l’oramai famosissimo “Passo Capponi”. Passo Capponi è un gruppo di amici che, come detto, non vive (più) la corsa come una competizione bensì come un momento di socialità, cultura e bontà verso i meno fortunati.

Sabato 12 ottobre presso l’Expo della Maratona d’Italia ho quindi incontrato Alessio, un maratoneta di tutto rispetto (da 2h48 in Maratona, per intenderci!) che, nell’ultimo periodo, ha letteralmente stravolto il suo modo di approcciarsi alla gara. La particolarità di questo movimento, a cui hanno aderito tantissime personalità non solo del mondo dello sport ma anche dello spettacolo, è quella di promuovere e realizzare tangibili progetti di solidarietà attraverso raccolte fondi mirate. “Non un goccia nel mare, ma qualche cosa di concreto che materialmente possiamo realizzare e toccare con mano” dice Alessio. Così ad esempio è nato (da ultimo) il progetto “Sport per tutti” che ha reso possibile per otto bambini con problemi psicomotori o che provengono da “famiglie disagiate” di accedere, nonostante limitate disponibilità economiche, alla pratica sportiva che avrà, senza alcun dubbio, effetti benefici per i loro problemi fisici favorendone quindi anche la socializzazione. Conoscere di persona Alessio è un grande onore; è una persona che trasmette entusiasmo, nelle sue parole traspare non solo l’amore per corsa ma anche l’amore per la sua terra, così dolorosamente ferita dal terremoto non molti mesi orsono.

La decisione di correre dunque la gara di 33 km all’interno della Maratona d’Italia con la Canotta del Passo Capponi appare del tutto naturale. Come atleta del GSO di Arese condivido appieno e, in questa occasione, faccio mio lo spirito dei ragazzi del Passo Capponi. Alessio è una vera personalità del mondo del running, non solo emiliano romagnolo, ma oramai nazionale. Intrattenersi con lui all’Expo vuol dire conoscere tantissime persone che si fermano a salutarlo e gli danno appuntamento all’indomani per la gara. Così mi illustra i prossimi progetti del movimento: una maratona culturale a Firenze con guide che si uniranno al gruppo al 18° e al 34° chilometro per illustrare i monumenti della città, oppure una maratona enogastronomica alla prossima Maratona di Reggio Emilia, per arrivare al progetto fund raising collegato alla partecipazione alla prossima Maratona di Roma (progetto che segue la raccolta fondi fatta per Mauro Giusti un ragazzo affetto da tetraparesi spastica, alla raccolta fondi per le vittime della Maratona di Boston, ecc – www.passocapponi.it). È proprio durante la gara che avrò la possibilità di capire appieno quanto grande, importante e sentito sia il Passo Capponi, proprio perché è un “movimento” (non un’altra “associazione sportiva” precisa Alessio) che si prefigge di far del bene facendosi del bene, senza chiedere indietro nulla.

La 25a Maratona d’Italia, Memorial “Enzo Ferrari”.
La “Maratona d’Italia” è una gara che fondamentalmente vive su due figure mitiche della nostra storia, entrambe amanti della velocità: Enzo Ferrari e Dorando Pietri . Il percorso unisce idealmente queste due figure, si parte infatti da Maranello, patria Ferrari e si arriva a Carpi, città del famosissimo Dorando. Come tutte le gare che prevedono il “trasbordo” degli atleti, l’organizzazione non è di certo facile. Purtroppo però l’organizzazione della 25 edizione ha palesato pecche che non sembrano essere giustificate dal percorso né da altre caratteristiche della gara. Andiamo con ordine. Il pacco gara è stato assolutamente misero. Nessun gadget degli sponsor e maglia di cotone. Capiamo la crisi economica, ma se la crisi economica c’è per chi organizza la gara allo stesso modo c’è per chi ci partecipa. Ad una riduzione dei servizi o gadget troppo spesso non corrisponde una riduzione della quota d’iscrizione. Per raggiungere la zona di partenza l’organizzazione ha predisposto un servizio di navette, che deve essere prenotato contestualmente al ritiro del pettorale. Purtroppo però non è stato considerato il tempo di percorrenza delle navette per cui la domenica mattina si è dovuto posticipare la partenza di ben 40 minuti rispetto all’orario previsto per consentire l’arrivo di tutte le navette partite da Carpi.

Sotto il profilo climatico la giornata è stata splendida (fortunatamente visto il posticipo della partenza), l’unico fastidio è una leggera umidità peraltro percepibile solo nei primissimi chilometri. Nella zona antistante il museo Ferrari è stata predisposta una sala per consentire agli atleti di cambiarsi e, successivamente, di consegnare le proprie borse al camion corrispondete alla distanza di gara prescelta: MezzaMaratona (21.095 metri) 30k (33.000 metri) e Maratona (42.195metri). Personalmente, dovendo preparare la maratona di Firenze, avevo scelto di partecipare alla 30k. Dopo un breve riscaldamento veniamo invitati ad entrare in “griglia”, siamo già stati informati che la partenza è posticipata di 30 minuti (per ora). La partenza verrà poi data alle 9,40 anziché 9 come da programma. Il percorso prevede un iniziale giro all’interno di Maranello, il passaggio davanti alla scuderia Ferrari e successivamente l’attraversamento di diversi bellissimi paesini, fino ad arrivare a Modena per il traguardo della Mezza, a Soliera per l’arrivo della 30k e a Carpi (la città di Pietri) per il traguardo della Maratona. Il percorso è scorrevole e facile, e poi –indossando la canotta del Passo Capponi – vengo incitato dalle persone (poche, ahimè) che assistono alla gara al grido di “Vai Cappone”, “Forza Passo Capponi” ecc. Da oggi posso sentirmi un”Cappone”.

Anche grazie al percorso il ritmo si fa subito elevato, nonostante i buoni propositi di fare semplicemente un “lungo lento” di allenamento. In alcuni punti del percorso ci sono gruppi musicali che allietano il passaggio degli atleti. Straordinario è il passaggio all’interno dell’Accademia Militare di Modena, con i cadetti schierati a destra e sinistra del percorso. Poco dopo l’accademia c’è il traguardo della Mezza, poi solo campagna fino a Soliera ultimo traguardo intermedio posto a 33km dalla partenza. Qui la mia gara si conclude, avrò però modo di apprezzare comunque l’arrivo della Maratona nella straordinaria cornice di Piazza dei Martiri a Carpi. Il recupero della borsa per me è stato agevole poiché, essendo arrivato tra i primi, ho evitato la ressa di cui tanti si sono lamentati; nota dolente è invece la gestione, da parte dell’organizzazione, del servizio navette per il rientro a Carpi da Soliera. Tempi di attesa biblici per la partenza della prima navetta con un’attesa di quasi due ore e, cosa ancor più grave, non era stato elaborato un percorso per raggiungere facilmente Carpi per cui gli autisti si sono ingegnare per arrivare a Carpi senza ovviamente passare nel percorso gara della Maratona. In conclusione una gara che si fregia del titolo di Maratona d’Italia meriterebbe una maggiore attenzione da parte dell’organizzazione, per il resto bello il percorso e bellissima la gente prima, dopo e durante la gara.

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